Terre di Pisa/Terre del Vino - Luglio 2018

 

Organizzato dalla Camera di Commercio di Pisa in collaborazione con l’agenzia di comunicazione DarWine&Food, l’evento si è svolto il 4 e 5 giugno scorso. Emanuele Alessandro Gobbi ne traccia una rapida ma incisiva istantanea che non posso fare a meno di sottoscrivere in pieno.

 

 

 

TERRE DI PISA

di

Emanuele Alessandro Gobbi

 

 

C’è vivacità in quel di Pisa, o meglio, nelle “Terre di Pisa”, nuovo brand che identifica le peculiarità agroalimentari, artistiche, storiche, naturali e l’offerta turistica d’eccellenza dell’entroterra pisano. Occorre però distinguersi da zone limitrofe rinomate come Chianti, Montalcino o Bolgheri, enologicamente discorrendo, o mostri sacri come Firenze e Siena, olisticamente proseguendo, perché “l’essere un tutt’uno” nel capoluogo e nei dintorni della torre più famosa del mondo non possiede (ad oggi) una valenza significativa e quindi presuppone un estenuante lavoro comunitario.

Già, però sussiste un fermento tra i vari attori coinvolti, un adoperarsi che, in verità, si appura e si osserva in un recente percorso di analisi del territorio e, cosa fondamentale, in una sorta di generale unità di intenti, adeguata per l’avvenire. Un comprensorio, insomma, che non desidera rimanere ai margini delle denominazioni più rilevanti e che, soprattutto, non chiede più di figurare come antagonista vinicola di una regione solitamente orgogliosa per la sua difesa delle tradizioni.

Ed ecco allora che, personalmente, nel visitare storiche e fascinose imprese (Varramista, Ghizzano, Usiglian del Vescovo, Cosimo Maria Masini), moderne e artistiche cantine (Le Palaie, La Chiesa e Casanova della Spinetta), deliziosi agriturismi (Marcampo e Pieve de’ Pitti) discende un bagliore di passione e di progettualità, come sottolinea bene l’equilibrato imprenditore vinicolo Maurizio Iannantuono, in termini strettamente correlati di qualità e identità del prodotto.

 

I nostri migliori assaggi (insieme ad Ernesto), a dimostrazione comunque di una smaccata versatilità di vitigni, senza entrare – chiedo venia – nel ginepraio delle condizioni pedoclimatiche:

 

VINI ROSSI

 

  • VignaAlta 2015 IGT Toscana (Sangiovese 100%) Badia di Morrona

 

  • Caiarossa 2013 IGT Toscana Rosso (Merlot 28%, Cabernet Franc 24%, Cabernet Sauvignon 18%, Syrah 11%, Sangiovese 8%, Petit Verdot 7%, Alicante 4%) Caiarossa

 

  • Ramanto 2015 IGT Toscana Rosso (Cabernet Franc 50%, Merlot 30%, Petit Verdot 20%) Colline di Sopra

 

  • Ciliegiolo 2015 IGT Toscana (Ciliegiolo 100%) Fattoria Fibbiano

 

  • San Pantaleo 2016 IGT Toscana (Merlot 100%) Fattoria Sommiano

 

  • Sangiovese 2015 IGT Toscana (Sangiovese 85%, Cabernet Sauvignon 15%) Fattoria Sorbaiano

 

  • Gattacicova 2017 IGT Toscana Rosso (Sangiovese 60%, Merlot 40%) Le Palaie

 

  • Principe Guerriero 2015 DOC Montescudai Rosso (Sangiovese 100%) Pagani de Marchi

 

  • Nambrot 2015 IGT Toscana Rosso (Merlot 60%, Cabernet Franc 20%, Petit Verdot 20%) Tenuta di Ghizzano

 

  • Chianti Riserva 2015 DOCG (Sangiovese 100%), Tenuta Sangervasio

 

  • MilleEottantatre 2012 IGT Toscana Rosso (Petit Verdot 100%) Usiglian del Vescovo

 

  • Sanforte 2016 IGT Toscana Rosso (Sanforte 100%), Cosimo Maria Masini

 

 

VINI BIANCHI

 

  • Bianco di Caiarossa 2016 IGT Toscana (Chardonnay 70%, Viognier 30%), Caiarossa

 

  • Fonte delle Donne 2016 IGT Toscana (Vermentino 50%, Colombara 50%), Fattoria Fibbiano

 

  • Nicosia 2016 IGT Toscana Rosso (Trebbiano 75%,Vermentino 20%, Malvasia 5%), Fattoria San Vito

 

 

BOLLICINE

 

  • L’erede 2015 VSQ Brut Metodo Classico (Trebbiano 100%), Cupelli

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