The Great Wines of Tuscany – Giunti – 2017

Bolgheri Superiore 2015, qualche anticipazione – Giugno 2018

 

Dopo i Rossi 2016 si sale di categoria, e di prezzo, con i Bolgheri Superiore dell’attesa annata 2015. Un’attesa giustificata dalle caratteristiche del millesimo la cui scarsa piovosità nella primavera e nell’inizio estivo ha permesso di ridurre al minimo gli interventi fitosanitari nel vigneto; l’estate, calorosa ma non soffocante, ha avuto un andamento regolare, senza flessioni o impennate improvvise nelle temperature, senza rovesci d’acqua o grandinate di fine stagione. In poche parole, è stata un’annata finalmente rilassante per i vignaioli, a parziale indennizzo delle eccessive tribolazioni della 2014. Difficile, in tali condizioni, fare dei vini meno che buoni e, in effetti, il numero di vini buoni e ottimi è piuttosto ampio, anche se non è così diffusa la presenza di veri fuoriclasse.

I vini assaggiati hanno complessivamente evidenziato equilibrio, morbidezza e rotondità delle forme, ricchezza e densità di frutto con prevalenza di tannini di buona maturità. Per contro ho potuto riscontrare qualche limite negli eccessi alcolici, nell’apporto non sempre proporzionato del rovere e parziali carenze di freschezza e dinamica gustativa.

Le recensioni complete saranno disponibili prossimamente nel fascicolo dedicato ai bolgheresi, ma la rassegna dei migliori vini DOC dell’anno non può prescindere dalla valutazione delle due etichette più “antiche” del territorio, vale a dire Sassicaia e Grattamacco, che si sono confermate, palesando una forma scintillante, al vertice della tipologia. Dalle firme storiche passo direttamente agli esordienti della tipologia con i riscontri più interessanti rilevati per il Campo alle Comete e il Marianova di Michele Satta. Il folto stuolo dei soliti outsider ha invece messo in evidenza numerosi vini, dei quali mi limito a segnalarne solo i tre che mi sono apparsi nella loro versione migliore (o quasi) di sempre, vale a dire il Guado de’ Gemoli di Chiappini, il Sondraia di Poggio al Tesoro e l’Arnione di Campo alla Sughera.

Ma queste sono solo le prime anticipazioni che riguarderanno, nel prossimo intervento, il gruppo dei vini a indicazione geografica.

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