Assaggi Irregolari, n. 1: Rosso di Montalcino Ridolfi

 

È stato un agosto fastidiosamente caldo e appiccicoso, con qualche pioggia sporadica che è servita solo a innalzare l’umidità e ad accentuare il disagio. Non è l’inizio del bollettino meteorologico della vendemmia 2018 ma solo il tentativo, non molto convincente per la verità, di giustificare la scarsa attenzione che ho dedicato a queste pagine negli ultimi tempi. Diciamo, più semplicemente, che mi sono preso una pausa, un po’ per il suddetto alibi “climatico” e un po’ per preparare il copioso materiale che sto, tra non molto, per riversare sul sito.

Cambieranno un po’ di cose su ErGentili ma, nell’attesa, ho deciso di limitare i miei interventi a qualche anticipazione su alcuni dei recenti assaggi che mi sono rimasti particolarmente impressi, anche se non rappresentano necessariamente il “meglio” delle varie tipologie esaminate.

Non troverete, pertanto, le solite note di degustazione e tanto meno i relativi punteggi. Solo qualche impressione volante, qualche spunto, talvolta qualche divagazione, nessuna classificazione e, soprattutto, nessuna regola da seguire..

Inizierò con l’azienda Ridolfi e il suo Rosso di Montalcino 2016.

Sono andato a rileggere gli appunti presi durante il duplice assaggio effettuato ed ho estrapolato alcune definizioni:

assaggio n. 1 – elegante, soffice, fresco, integro, succoso, sapido

assaggio n. 2 – garbato, fresco, dinamico, reattivo, più salato che tannico, di carattere.

Per quanto i due “non-commenti” siano stringati e scarni, mi sembra di poter rilevare una sostanziale coerenza di fondo che rafforza un giudizio non bisognoso di altri dettagli (numerici e dialettici) per essere considerato largamente positivo, non fosse altro per la ripetitività del termine “fresco”, così raramente percepibile, ma assai apprezzabile, in questo periodo.

E il suo Brunello non è proprio da meno, anzi.

Ma ci sarà occasione per riparlarne.

 

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