Bordeaux Primeurs 2017, Margaux/Saint-Julien - Maggio 2018

 

L’ultima tranche di rossi bordolesi che vado a descrivere è composta da vini delle zone di Margaux e di Saint-Julien. Fanno parte di alcune visite dirette, meritevoli di essere raccontate a parte (come farò prossimamente), separando il diario di viaggio dalle stringate, ma assai lusinghiere, note di assaggio.

 

 

ALTER EGO de CHÂTEAU PALMER– Margaux
Intensamente fruttato, diretto, piacevole, equilibrato e morbido, di media complessità e profondità.  – 89

CLOS DU MARQUIS– Saint-Julien
Ancora un po’ contratto, leggermente vegetale nei profumi, deve trovare la giusta distensione ma ha contrasto, carattere e un finale promettente. Può salire.  – 89

La CROIX DUCRU-BEAUCAILLOU– Saint-Julien
Il frutto è intenso, succoso, maturo, molto godibile, con un carattere da Merlot (che in effetti è prevalente nell’uvaggio) in evidenza.  – 89

CHÂTEAU DUCRU-BEAUCAILLOU– Saint-Julien
Ricavato per il 90% da uve cabernet sauvignon e affinato solo in barriques nuove, possiede un frutto dalla maturità piena, quasi esplosiva e insolita nel 2017, con profumi di more, ribes, mirtilli e grafite; il sapore non è da meno ed è sostenuto da una base tannica ricca e soffice. Eccellente.  – 94

CHÂTEAU LALANDE-BORIE– Saint-Julien
Fruttato, fragrante, nitido, non è complesso ma è già molto bevibile, piacevole, fresco nel finale.  – 87

CHÂTEAU LÉOVILLE LAS CASES– Saint-Julien
Come capita spessissimo, è una delle stelle del millesimo e non solo per le doti di densità, equilibrio, lunghezza e qualità tannica (straordinaria), ma per l’articolazione, la complessità e il fondo minerale che riesce a far percepire, con un potenziale rimarchevole da sviluppare nel tempo.  – 95

CHÂTEAU MARGAUX– Margaux
Anche in un millesimo precario come il 2017, Château Margaux è riuscito a proporsi in una veste adeguata al suo prestigio. Integrità di frutto, freschezza e finezza tannica, profondità e armonia sono i caratteri salienti di questa annata, combinati con la sua leggendaria e innata classe.  – 95

CHÂTEAU PALMER– Margaux
In controtendenza, rispetto alla maggioranza dei Grands Crus del Médoc, Palmer continua a fare affidamento, nel suo blend finale, su una quota consistente di Merlot, dal quale ha ricavato un frutto maturo e avvolgente; il resto della struttura è sostenuto dalla robusta ossatura del Cabernet Sauvignon che ha apportato la profondità necessaria per un insieme di assoluta eleganza.  – 93

PAVILLON ROUGE du CHÂTEAU MARGAUX– Margaux
Il “second vin” di Château Margaux è, a tutti gli effetti, rapportabile a un Grand Cru Classé e anche con il millesimo 2017 evidenzia una tenue ma diffusa dolcezza di frutto, un impianto tannico ben calibrato e un equilibrio già puntuale.  – 91

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