ANTEPRIME TOSCANE 2019 – Gallo Nero, le prime impressioni

È appena terminata l’annuale kermesse delle Anteprime Toscane, sono uscite le recensioni sul web e i primi, solitamente entusiastici, commenti sui media. Senza neanche leggerli immagino già il tono zuccheroso che li pervade, ma è un atteggiamento comprensibile, oggi la critica è in ritirata e pochi si azzardano a dire quello che pensano, anzi siamo direttamente passati alla fase successiva dove non si prova neanche a pensare.

Per andare un po’ controcorrente, ma solo un po’, e dato che nei giorni passati non ho fatto solo il pieno di alcol e tannini ma anche di acidità, inizierò ogni resoconto proprio con la parte più “acida”.

 

ANTEPRIME GALLO NERO, LE PRIME IMPRESSIONI

Ho limitato gli assaggi del primo giorno dedicato alle anteprime del Chianti Classico alle tipologie dei vini “base” 2017 e 2016, escludendo i campioni ancora in affinamento e, relativamente all’annata 2016, anche i vini che avevo già provato lo scorso anno. Nel complesso, si è trattato di degustare una trentina di campioni del 2017 e pochi di più della vendemmia precedente.

Come è andata? Pur mettendo avanti tutte le mani a mia disposizione, premesso, salvo il fatto, pur considerando, tenendo conto, eccetera eccetera, che i vini appena imbottigliati hanno bisogno di tempo e che sicuramente, passata la primavera, saranno più “docili” e, passata l’estate, lo saranno ancora di più, al momento attuale l’annata 2017 conferma senza dubbi di essere davvero ostica, scorbutica, indisciplinata, sconnessa, quasi selvatica insomma. I tannini immaturi, duri, ruvidi, abrasivi, ne sono il marchio distintivo; anzi, solo il più appariscente. Non si deve dimenticare la presenza di un’acidità tagliente, di gradi alcolici talvolta vistosi, di surmaturità del frutto alternate a drammatiche mancanze di polpa. Un disastro quindi? Non esattamente. Diciamo che è un millesimo dove sono pochi i vini privi di acciacchi ma, in parziale compenso, anche i vini privi di carattere. In debito di forme sferiche e tatti levigati, i 2017 abbondano di grinta e contrasto. Sarà interessante seguirne lo sviluppo, al momento non così prevedibile, sperando che qualche mese di bottiglia possa “ammansirli” definitivamente.

Si è invece confermata di ben altro tono e valore l’annata 2016 che ho continuato a provare anche il giorno successivo (che avevo riservato nel mio personale programma a Riserva e Gran Selezione). Il livello qualitativo è probabilmente il più alto riscontrato negli ultimi anni, ma mi fermo qui che altrimenti esagero con i complimenti.

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