Cambiamenti di clima e di abitudini

Come ho già avuto modo di accennare (leggi qui), il cambiamento climatico non incide soltanto per chi produce ma anche (e soprattutto) per chi consuma; aumenta la ricerca di freschezza e leggerezza nei vini (come nei cibi) e diminuiscono i consumi di tutti quei prodotti che non posseggono tali caratteristiche e non le hanno rimpiazzate con motivi di attrazione non strettamente legati alla qualità reale (etichette speculative, modaiole, status symbol, etc..). Il mondo della produzione inevitabilmente deve farsi carico, almeno in parte, di queste mutate esigenze e muoversi di conseguenza, anche e soprattutto sul piano agronomico e viticolo.

Ne debbono tenere conto anche coloro, come pure il sottoscritto, che assaggiano i vini nel periodo che va da fine primavera alla piena estate. E in particolare chi ha dovuto rispettare i tempi redazionali, e i conseguenti periodi di uscita delle pubblicazioni di settore, è stato messo a dura prova dai mesi di luglio e agosto, segnati senza tregua da temperature molto elevate. Da parte mia pur non cimentandomi nelle maratone degustative di un tempo – in fondo sono l’editore di me stesso e lo faccio per me e per i lettori (produttori compresi) che mi seguono – ho deciso di spostare in avanti buona parte delle degustazioni da effettuare, facendo affidamento su condizioni climatiche più miti e “ragionevoli”. Come in effetti, fortunatamente, è avvenuto.
Al di là della pausa forzata e dell’inevitabile ritardo comunicativo – la coperta è sempre corta – debbo dire che ne è valsa la pena.
Basti ricordare che, per molti vini appena imbottigliati, qualche mese supplementare (e caldo) passato in vetro permette di trovare un assetto migliore, più equilibrato ed espressivo, rendendo, almeno in teoria, le valutazioni più attendibili e meno approssimative. Inoltre, un assaggio “ritardato” ed effettuato in condizioni ambientali climaticamente ottimali, consente ai vini di non subire stress da raffreddamenti brutali che, sommati al numero probabilmente eccessivo di campioni testati in ogni sessione, impediscono di effettuare analisi ponderate e non frettolose.

Passando agli aspetti più pratici, come ho già anticipato, quest’anno ho riservato per ogni azienda una scheda specifica dove ho riepilogato i riscontri ricevuti nelle ultime annate, con lo scopo di fornire ai lettori uno strumento di più rapida e completa consultazione.
Con lo stesso criterio – azienda per azienda -e con il titolo Selezioni 2024, i migliori assaggi”, stilerò un consuntivo in “chiaro” delle performances che mi sono apparse più significative.

 

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