SELEZIONE VINI 2021: NOELIA RICCI

Dopo aver assaggiato i vini di Noelia Ricci e aver “interiormente” assorbito i loro tratti delicati, la loro leggerezza di beva e il senso di una loro presunta – molto presunta – fragilità, il ricordo di quei Sangiovese romagnoli possenti, carichi di colore, di alcol e tannini, diventa proprio sbiadito, figlio di un’altra epoca anche se il genere è tuttora ben presente. D’altro canto non è immediato neanche il paragone con gran parte dei Sangiovese toscani, più “rabbiosi” che sfumati anche nelle versioni più fresche e, restando sullo scivoloso versante dei paralleli tra una zona e l’altra, viene quasi più naturale l’accostamento con il Pinot Noir. Ma, attenzione, non ho detto che Predappio sia diventata un pezzo di Borgogna e il Godenza di Noelia Ricci un Musigny.
Eh no, non l’ho detto assolutamente, per chi mi avete preso?
Per un attimo però, forse, ci ho pensato.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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