Anteprima Chianti Classico Riserva 2015, seconda parte – Febbraio 2018

 

Le recensioni che seguono completano il quadro delle Riserve 2015. Segnalo nuovamente di non aver recensito i campioni da botte e anche quei vini che, in più di una bottiglia, hanno evidenziato difetti di tappo o similari. Ho strutturato, come nelle recensioni del primo gruppo, le valutazioni con una classificazione per fasce di voto, data l’estrema volubilità dei vini in questa fase. E continuerò così anche per il resto dei vini “in Anteprima” ancora da pubblicare.

 

Chianti Classico DOCG Riserva Le Miccine 2015 LE MICCINE
L’impatto è delicato, fresco e arioso; è apprezzabile anche lo stile, molto misurato e rispettoso della tipologia, nonostante una chiusura piuttosto rigida e stretta.  – 88/91 

Chianti Classico DOCG Riserva Vigna Barbischio 2015 MAURIZIO ALONGI
Un po’ chiuso al naso ma di buona espressività sul palato, dove rivela equilibrio, intensità e un convincente allungo finale, dal fondo piacevolmente rinfrescante.  – 88/91

Chianti Classico DOCG Riserva Settantanove 2015 OLIVIERA
Ordinato, preciso, ben fatto, di medio carattere ma buona piacevolezza.  – 86/89 

Chianti Classico DOCG Riserva Castellinuzza 2015 PODERE CASTELLINUZZA
Molto sapido e fresco, possiede un frutto integro e tannini ben registrati; il finale non è particolarmente incisivo ma ha carattere e la giusta tensione.  – 88/91  

Chianti Classico DOCG Riserva Bugialla 2015 POGGERINO
Il frutto è maturo e insieme fresco, con un corredo aromatico articolato su note floreali e speziate; in bocca è ricco, nitido, fragrante, dinamico, complesso e molto lungo nel finale con il frutto in bella evidenza. Eccellente, a dir poco.  – 94/97  

Chianti Classico DOCG Riserva Poggio Bonelli 2015 POGGIO BONELLI
Ancora scomposto, in questa fase si avvertono prevalentemente alcol e rovere; la struttura è però robusta e ha le potenzialità per salire di quota.  – 82/85 

Chianti Classico DOCG Riserva Bandini Villa Pomona 2015 POMONA
Elegante, misurato, preciso, ha un equilibrio praticamente perfetto con tannini ben fusi; il finale non è forse lunghissimo ma è coerente, con deliziosi richiami floreali e fruttati.  – 92/95 

Chianti Classico DOCG Riserva Cortevecchia 2015 VILLA LE CORTI
Deve ancora trovare l’assetto giusto, in questa fase i tannini non sono integrati con il resto della struttura e frenano l’espansione sul palato; la permanenza in bottiglia favorirà il raggiungimento di un maggiore equilibrio.  – 84/87 

Chianti Classico DOCG Riserva Renzo Marinai 2015 RENZO MARINAI
Intenso, caratterizzato da un frutto ricco e ben maturo supportato dal rovere; lo stile non è classico ma la materia prima è di ottima qualità.  – 86/89 

Chianti Classico DOCG Riserva Riecine 2015 RIECINE
Note di spezie, ciliegie, cassis emergono al naso e si intrecciano in un sapore continuo, ritmato, progressivo, lungo e stilizzato. Dopo una breve parentesi, Riecine è tornata a produrre la “Riserva” e ne siamo tutti felici.  – 94/97 

Chianti Classico DOCG Riserva Famiglia Zingarelli 2015 ROCCA DELLE MACIE
Caldo, maturo, fruttato, è piacevole, ben fatto, di media complessità e precisa esecuzione.  – 86/89

Chianti Classico DOCG Riserva Drugo 2015 SANTO STEFANO
Piacevole rotondità e dolcezza all’impatto ma anche qualche eccesso estrattivo, con il rovere in primo piano. Ancora da attendere.  – 84/87 

Chianti Classico DOCG Riserva  Val delle Corti 2015 VAL DELLE CORTI
Aperto, slanciato, fresco, di media intensità e forte impronta salina, lungo nel finale.  – 90/93 

Chianti Classico DOCG Riserva Vallepicciola 2015 VALLEPICCIOLA
Il colore è molto intenso, carico, dal sapore pieno ma un po’ statico e poco classico come stile.  – 84/87 

Chianti Classico DOCG Riserva Gherardino 2015 VIGNAMAGGIO
Integro e nitido nella componente aromatica, dai toni prevalentemente fruttati; il sapore è fresco, continuo, di medio carattere e complessità ma piacevole.  – 86/89

Chianti Classico DOCG Riserva Villa Calcinaia 2015 VILLA CALCINAIA
Piacevolmente fruttato, al momento è un po’ semplice ma lineare, composto, di buon equilibrio.  – 86/89

Anteprima Chianti Classico Riserva 2015, prima parte – Febbraio 2018

 

Il resoconto dei Chianti Classico assaggiati alle Anteprime non è ampio quanto avrei sperato, dato che non sono riuscito, per vari motivi, ad assaggiare un numero più consistente di campioni. Ma è una tipologia sulla quale ci sarà occasione di tornare in modo sicuramente più approfondito durante l’anno. Ho comunque concentrato l’attenzione su due tipologie, Riserve e Selezioni 2015, assaggiate con la collaborazione di Divina Vitale, oltre a qualche appunto sui Chianti Classico 2016 redatto da Claudio Corrieri. Ho escluso dagli assaggi i campioni da botte.

 

 

Chianti Classico DOCG Riserva Antico Borgo di Sugame 2015 ANTICO BORGO DI SUGAME
Il frutto è espresso con nitidezza al naso; il sapore è equilibrato, di buona polpa e continuità con finale di media espansione.  – 84/87

Chianti Classico DOCG Riserva Marchese Antinori 2015 ANTINORI
Intenso nei profumi e contrastato sul palato, dove emerge un apprezzabile fondo sapido ma anche un’acidità che al momento appare leggermente disallineata.  – 84/87 

Chianti Classico DOCG Riserva Villa Antinori 2015 ANTINORI
La maturità accentuata del frutto è contrapposta a un’acidità inattesa con un effetto di scomposizione della struttura.  – 82/85 

Chianti Classico DOCG Riserva Bonacchi 2015 BONACCHI
Formalmente corretto ma piuttosto rugoso al tatto con tannini presenti in eccesso rispetto al resto della struttura.  – 80/83 

Chianti Classico DOCG Riserva Brogioni Maurizio 2015 BROGIONI MAURIZIO
Sentori di frutti rossi maturi, affiancati da piacevoli note floreali; in bocca è rotondo, bilanciato, continuo, forse un po’ semplice ma di convincente lunghezza finale.  – 86/89 

Chianti Classico DOCG Riserva Buondonno 2015 BUONDONNO
Intenso, maturo, appena boisé al naso; il sapore è caldo, potente, un po’ largo ma anche dotato di buona tessitura e tensione.  – 86/89 

Chianti Classico DOCG Riserva Caparsino 2015 CAPARSA
Intenso, deciso, energico e reattivo, è ancora giovanissimo ma già dotato dei giusti equilibri che fanno leva su contrasti sottili e continui; il finale è lungo dal fondo piacevolmente e tipicamente sapido.  – 92/95 

Chianti Classico DOCG Riserva Doccio a Matteo 2015 CAPARSA
Il frutto è maturo e in buona evidenza, unitamente a qualche tratto boisé ancora da smaltire ma non invadente; la struttura è robusta e il carattere non manca. Da attendere, può salire di quota con la permanenza in vetro.  – 86/89 

Chianti Classico DOCG Riserva Castellare 2015 PODERI CASTELLARE
Fresco, elegante , continuo, allunga con precisione nel finale, mostrando nitidezza e uno stile ben calibrato.  – 90/93 

Chianti Classico DOCG Riserva Vigna Casi 2015 MELETO
Il frutto è maturo e insieme fragrante, il tannino è dosato con misura e lo sviluppo è ben coordinato; manca una “scodata” di carattere finale ma l’insieme è ben riuscito.  – 88/91 

Chianti Classico DOCG Riserva Agostina Petri 2015 VICCHIOMAGGIO
Caldo e alcolico all’impatto, al momento è un po’ scomposto con una ricchezza strutturale ancora da distribuire adeguatamente; può migliorare.  – 84/87

Chianti Classico DOCG Riserva Cinciano 2015 CINCIANO
Ben fatto, piacevole, un po’ boisé, di buona densità e medio carattere.  – 84/87

Chianti Classico DOCG Riserva Novecento 2015 DIEVOLE
Snello, succoso, slanciato nello sviluppo, persistente, di media complessità ma molto piacevole.  – 90/93 

Chianti Classico DOCG Riserva Malaspina 2015 CASTELLO DI STARDA
Carico, concentrato, molto boisé, dallo stile decisamente estrattivo, potrà avere i suoi estimatori.  – 80/83 

Chianti Classico DOCG Riserva Rancia 2015 FÈLSINA
Classico, compatto, preciso, è un po’ statico nello sviluppo ma i tannini sono di grana fine e l’equilibrio è già ottimo.  – 88/91 

Chianti Classico DOCG Riserva Il Molino di Grace 2015 IL MOLINO DI GRACE
Corretto, di buona pulizia e precisione, non mostra un carattere superiore ma ha la sua dignità.  – 82/85

 

Una degustazione stellare

 

Per la prima volta, oltre ai tecnici che lavorano in zona e a qualche produttore, era stato invitato un piccolo gruppo di giornalisti, tra cui il sottoscritto, all’assaggio organizzato dal Consorzio del Brunello di Montalcino, nella mattinata di giovedì 25 gennaio, per decidere la classificazione in stelle dell’annata 2017.

Un’annata che, come già riportato su questo sito alcuni mesi fa – https://www.ernestogentili.it/articoli/agosto-2017-prim…a-vendemmia-2017/– ha avuto uno sviluppo inusuale, con numerose difficoltà emerse durante tutto il periodo vegetativo, dalle gelate primaverili all’estrema aridità estiva. A fine agosto a Montalcino, e non solo, le uve presentavano i caratteri distintivi di un millesimo complicato con acini dalle dimensioni molto contenute e una percentuale di succo interna ridotta e sproporzionata rispetto alla buccia. Le improvvise e violente piogge arrivate dopo il 10 settembre e la scarsa precocità del sangiovese hanno, almeno in parte, salvato la raccolta.

La degustazione esaminava 44 campioni prelevati da altrettante aziende della denominazione e serviti con bottiglie coperte. Si trattava di compilare una scheda ripartita in 10 voci con voti da 1 a 10 per un totale massimo di 100 punti (un punteggio superiore agli 80 punti fino a 85 corrisponde a 4 stelle, da 86 a 100 equivale alla massima classificazione di 5 stelle). Non entro nei dettagli del metodo utilizzato che si presta, come qualsiasi altro, a critiche e puntualizzazioni a seconda del punto di osservazione.

Meritevoli di attenzione sono state invece le caratteristiche analitiche e organolettiche dei campioni testati. Procediamo con ordine.

Per quanto riguarda il grado alcolico (tralasciando gli zuccheri residui, elevati solo in un caso), ci troviamo di fronte a un’annata che, prevedibilmente, non è proprio leggerissima con 29 campioni su 44 tra i 14 e i 15 gradi e ben 12 sopra i 15, di cui uno addirittura sopra i 16.

La forza acida dei vini, misurabile con i ph, ha evidenziato 20 campioni, sempre su 44, con ph inferiore a 3,50. La maggioranza dei vini è oltre questo livello e, per un sangiovese, siamo a una misura moderatamente oltre la “normalità”.

Per quanto riguarda gli estratti secchi siamo nella quasi totalità dei casi sopra i 30 punti che confermano le caratteristiche di un millesimo potente e concentrato.

Anche i colori, senza ricorrere ai dati analitici ma solo all’aspetto visivo, sono ben sostenuti e dimostrano, in questa fase, un’apprezzabile stabilità e una confortante tenuta all’ossidazione.

Restano da considerare due aspetti decisivi sui quali solo la prova organolettica può fornire risposte, seppur sommarie, in questa fase: il senso di equilibrio dei vini e, soprattutto, la qualità tannica.

È intorno a quest’ultimo fattore che si gioca buona parte del futuro equilibrio e dell’evoluzione dei Brunello 2017. Ebbene, anche sul piano della maturità dei tannini e della loro relativa durezza ci troviamo di fronte a due fronti contrapposti, numericamente equivalenti.

Nell’insieme, quindi, da una prova comunque parziale e relativamente approssimativa emerge un quadro dalle tinte sicuramente più positive rispetto alle prime sensazioni post-vendemmia. Non mancheranno, tra i futuri 2017, vini completi e complessi, dotati di una struttura vigorosa sostenuta da un bel nerbo acido e da tannini densi e morbidi, ma, in ogni caso, più ricchi e potenti che fini e sfumati. Altri Brunello saranno al contrario più sbilanciati sul piano alcolico con tannini piuttosto ruvidi, ma il lungo periodo di affinamento e la cura dei dettagli potranno attenuare queste iniziali scontrosità.

In conclusione, il conteggio dei voti delle varie schede di degustazione e la relativa media finale saranno calcolati dallo staff consortile e non è dato sapere ancora quale sarà il risultato finale. La mia impressione è che nel 2022, all’uscita in commercio, non saranno pochi i Brunello che meriteranno di salire sul gradino più alto ma al momento sia più opportuna, calibrata e credibile una classificazione da 4 stelle.

 

 

 

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