SELEZIONE VINI 2021: ISTINE

Al di là della qualità – ottima – dei propri vini, Istine si è particolarmente distinta sin dalle prime uscite sul mercato per la produzione di vini docg che riportano in etichetta il vigneto di origine. Gli appassionati conoscono ormai bene i Chianti Classico Casanova dell’Aia e Vigna Istine (situati nel comune di Radda in Chianti), o il Vigna Cavarchione, collocato nell’adiacente Gaiole. Ebbene, il dato curioso e contradditorio da segnalare è costituito dal fatto che un produttore così attento al rapporto con il territorio non possa utilizzare l’indicazione del Comune, come previsto dalle nuove UGA, perché quest’ultime sono riservate soltanto alle Gran Selezioni. E, lasciando perdere la posizione dei produttori (che in fin dei conti queste regole se le scelgono da soli), pensate che un consumatore possa riuscire a raccapezzarsi in questo intrigo normativo?

Tornando agli aspetti che probabilmente interessano maggiormente chi legge, mi limito a concludere che, preso atto che anche nel Merlot 550 slm – teso e fresco, ma non “verde” – scorre linfa chiantigiana nelle vene, i tre cru sopra descritti hanno complessivamente espresso, con l’annata 2019, la loro migliore esibizione di sempre e si faranno ricordare a lungo.

SELEZIONE VINI 2021: RIECINE

Confesso che talvolta mi vengo a noia da solo. Ad esempio, quando mi trovo a fare il punto sui vini di Riecine mi accorgo di raccontare ogni anno la solita storia.
Ma è una bella storia e mi piace, da sempre, tutto ciò che viene prodotto colorato in “rosso” (ogni sfumatura va bene) dall’azienda di Gaiole, anche se il vino che generalmente preferisco è il loro Chianti Classico Riserva. Certamente il Chianti Classico “annata” è costantemente tra i migliori della denominazione nella misura in cui La Gioia è uno dei migliori Igt mentre, pur apprezzandolo, ho qualche problema a sintonizzarmi sulle stesse onde dell’altro Igt, l’R di Riecine.
Ma la Riserva è la Riserva, esprime un carattere inconfondibile e gioca nel torneo riservato ai fuoriclasse, come è puntualmente capitato anche con l’annata 2018.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: VECCHIE TERRE DI MONTEFILI

La precisione tecnica, espressione che tradotta in positivo non significa omologazione ma estrema nitidezza aromatica, unita alla robustezza strutturale, derivante da una conduzione del vigneto che non lascia evidentemente niente al caso, costituiscono il punto di ripartenza dei vini delle Vecchie Terre di Montefili. Austeri e compatti, non lasciano, almeno in fase giovanile, molto spazio alle emozioni ma anche in un’annata come la 2017 esprimono con sicurezza il loro carattere, sia con i vini a base di sangiovese sia con una splendida versione del Bruno di Rocca (cabernet sauvignon con aggiunta di sangiovese).

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.