SELEZIONE VINI 2021: DIEGO PRESSENDA

I termini ricorrenti ricavati dagli appunti registrati negli assaggi dei vini della cantina Diego Pressenda sono: nitidezza, equilibrio, bevibilità. Ed è già un bel punto di partenza se consideriamo che mancavano in degustazione gli attori principali ovvero le bottiglie più ambiziose, anche se rinuncerei volentieri alla presunta complessità di un Barolo per la sicura piacevolezza della Barbera Ariota o del Nebbiolo d’Alba Il Donato…

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

IL LIMITE NORD

Quella del “limite nord” è una singolare teoria diffusa da tempo nel mondo del vino. Non ha nessun concreto fondamento scientifico ma rappresenta un punto di vista nel quale trovo molte suggestioni positive e che parte dalla semplice osservazione che le zone di produzione (e le vette qualitative più elevate) di alcune prestigiose tipologie di vino si trovano – nei terreni vocati, ovviamente – al limite nord di coltivazione dei vitigni che le caratterizzano. Oltre il limite – da intendere soprattutto come latitudine ma senza escludere altri fattori come l’altitudine, l’esposizione e così via – quelle determinate uve non maturano ed è inutile coltivarle. Nei pressi del confine, invece si arriva sì faticosamente e lentamente a maturazione, ma alla resa dei conti ciò si rivela un vantaggio in quanto consente ai tannini (nei vini rossi) di ammorbidirsi, alle acidità di non crollare a picco, agli zuccheri di non salire vertiginosamente e alle escursioni termiche (naturalmente più accentuate) di esaltare i caratteri aromatici.
Ci sono zone migliori della Borgogna per il Pinot Nero e lo Chardonnay (non spumantizzati ovviamente)? O di Pomerol per il Merlot o del Rodano del Nord per il Syrah? Lo stesso vale per il Nebbiolo, il Sangiovese, l’Aglianico e quant’altro ovviamente. E, tanto per non creare equivoci, è un concetto che non discrimina il Sud: l’Etna costituisce evidentemente il limite nord del Nerello Mascalese.
Certamente le variazioni climatiche – e ancor più le pratiche viticole – hanno gradualmente spostato il “limite” e il Nebbiolo si è spinto nell’Alto Piemonte e in Valtellina, il sangiovese nelle colline più alte del Chianti, la Valle Isarco ha assunto un inedito ruolo da protagonista nell’enologia altoatesina e via dicendo. In pari misura è facile osservare come i tempi di maturazione del pinot nero in Borgogna o del Merlot a Bordeaux si siano mediamente accorciati e quindi il punto di confine non sia più così tanto preciso.

Ma non è così importante stabilire dove dobbiamo tirare la riga, quanto il fatto che tale visione non include nell’idea di grande vino caratteri come la concentrazione e l’esibizione superficiale di ricchezza ma l’armonia, la finezza e la profondità. Si può forse disconoscere – pesco a caso e non in “casa nostra” – la grandezza di Romanée-Conti, di Château Ausone, Margaux o Rayas? E questi vini sono forse passati alla storia per la loro concentrazione smisurata?

Il filo conduttore resta l’equilibrio, il rapporto ideale tra calore e freschezza, tra profumi e struttura. Gli eccessi (come le carenze) di alcol, di acidità, di carica tannica, di maturazione del frutto (tralasciando per ora le pratiche di cantina), coprono e nascondono l’espressività di un vino, il suo carattere. Conciliare l’equilibrio con la personalità è l’obiettivo, la vera, concreta, pragmatica linea di confine da raggiungere e ogni produttore, a prescindere dalla collocazione dei propri vigneti, ha a disposizione una miriade di scelte – in campo e in cantina – che lo avvicinano o lo allontanano da quel punto ideale e (forse) immaginario.
Ma il tema è solo abbozzato e tornerò a parlarne a breve.

I VINI DI CASCINA VAL DEL PRETE

Sicuramente l’annata 2016 – diffusamente eccellente su tutto o quasi il suolo italico e non solo – ha dato un contributo non irrilevante alla buona riuscita di molti vini e il Roero Riserva di Cascina Val del Prete ne è testimone buono e valente. Ma ridurre ai favori di un’annata propizia tutto l’assaggio dei vini della “Cascina” è certamente limitativo, anzi, per essere espliciti, non è proprio giusto, visto che gli ottimi Roero Bricco Medica e la Barbera d’Alba Carolina sono stati concepiti con la ben più faticosa vendemmia 2017.
Alla resa dei conti, come spesso accade, nei grandi territori è la capacità del produttore di interpretare al meglio ogni singola annata il vero fattore decisivo. Con la parziale eccezione del Roero Vigna di Lino, ancora indietro nell’evoluzione, tutti i vini provati quest’anno hanno infatti evidenziato maturità bilanciate, frutti integri e strutture robuste non disgiunte da una giusta e apprezzabile dose di freschezza; senza tralasciare che la gestione complessiva dei tannini (rovere compreso, ovviamente) è sembrata decisamente ben registrata.
E nei vini rossi il tannino qualcosa conta…

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

ASSAGGI SPARSI, GRUPPO N. 2

 

I VINI di AMALIA CASCINA in LANGA – Report WR
I Barolo di Cascina Amalia non mancano l’appuntamento con un’annata importante come la 2016. Sia il Coste di Monforte sia il Bussia, non due cru qualsiasi per intendersi, hanno mostrato il loro valore con un assetto aromatico ben definito e un impianto tannico gestito con apprezzabile precisione. Interessante.. segue per gli abbonati

I VINI di BATTAGLIO/BRICCOGRILLI – Report WR
L’annata 2017 non era probabilmente la più propizia a far esprimere adeguatamente i vini rossi di casa Battaglio, ma il carattere del Barbaresco e dei Nebbiolo è riuscito comunque ad emergere.. segue per gli abbonati

I BARBARESCO di PERTINACE – Report WR
Nonostante che le caratteristiche della temibile annata 2017 la rendessero particolarmente ardua, è chiaramente percepibile la ricerca di eleganza e di equilibrio nei Barbaresco dell’azienda Pertinace. Nell’attesa che in futuro.. segue per gli abbonati

I BAROLO della TENUTA CUCCO – Report WR
Il “peso” delle annate non è mai marginale ma i riscontri ricevuti dai Barolo della Tenuta Cucco vanno anche oltre i meriti naturali dei millesimi 2016 2013. La ricchezza delle strutture va a braccetto con interpretazioni che favoriscono.. segue per gli abbonati

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