BORDEAUX 2024: Château Latour (AOC Pauillac)

Ricevo da Château Latour quanto segue:

L’inverno 2023-2024 è stato il più piovoso degli ultimi 23 anni, con 600 mm di precipitazioni cumulative in tre mesi. Febbraio e marzo 2024, in linea con le temperature miti, hanno fatto presagire una rapida ripresa della vegetazione. Il germogliamento è stato registrato il 23 marzo per i Merlot e il 29 marzo per i Cabernet Sauvignon. Anche l’inizio della primavera è stato capriccioso, caratterizzato da piogge regolari e da un’umidità quasi permanente. C’erano tutte le condizioni per una maturazione massiccia e precoce delle spore di muffa che avrebbero rapidamente contaminato le prime foglie che si stavano sviluppando. Queste condizioni ci hanno spinto ad anticipare la protezione del vigneto e ad effettuare già 3 trattamenti nel mese di aprile. I primi fiori sono spuntati intorno al 20 maggio e gli ultimi verso il 14 giugno. Qualche finestra di bel tempo ha contribuito a limitare i problemi di colatura sulle parcelle più giovani e sane, tuttavia non ha risparmiato i terreni più vecchi, con un impatto significativo sulla resa futura. Il mese di agosto, relativamente secco con 17 mm di pioggia, ha permesso l’avvio di un deficit idrico favorevole alla qualità e in particolare alla maturazione dei vinaccioli.
La fase di maturazione è iniziata in condizioni relativamente fresche. Le basse temperature notturne hanno accentuato l’escursione termica, favorevole ad arricchire di antociani le bucce. 10 giorni di bel tempo hanno permesso di anticipare la vendemmia dei primi Merlot al 19 settembre. Successivamente sono tornate le condizioni meteorologiche difficili, che hanno indotto a esercitare una maggiore vigilanza sulla botrite. In definitiva la qualità del drenaggio dei terreni ha giocato un ruolo essenziale, consentendoci di raccogliere bacche di Cabernet Sauvignon piccole e concentrate, al punto giusto di maturità fenolica e aromatica. Il mese di settembre ha portato ad un’accelerazione degli ultimi giorni di raccolta, in un contesto di lavoro estremamente teso in tutta la regione.
Nonostante tutte le sfide di questa annata, la qualità dei nostri terroir e in particolare di quello dell’Enclos, nonché una meticolosa selezione in vigna e in cantina, ci hanno permesso di ottenere vini concentrati e di alta qualità nel 2024 con rese storicamente basse. Oltre alla cernita effettuata in vigna, dal 2024 abbiamo attivato un ulteriore controllo della qualità della cernita in vigneto, utilizzando cassette più piccole che permettono una buona visibilità dell’aspetto dei grappoli e utilizzando tavoli a rulli montati su rimorchi. In cantina, i tavoli di cernita positiva installati nel 2023 hanno garantito che tutti i grappoli venissero selezionati in modo più sistematico, efficiente e con meno manipolazioni. Quest’anno è stata poi completata da una seconda cernita manuale dopo la diraspatura, per conservare solo gli acini di migliore qualità, e, per la prima volta, anche da una cernita ottica sul Cabernet Sauvignon.

Dati della raccolta 2024

 

Cabernet Sauvignon

Merlot

Petit Verdot

% alcool

IPT

% di pressa

% sulla produzione totale

Grand Vin

94,6%

5,2%

0,2%

12,85

79

5,5%

44%

Forts de Latour

65,5%

25,5%

9%

12,87

77

5%

44%

Pauillac

89,2%

10,7%

0,1%

12,71

76

11%

12%

 

BORDEAUX 2024: Château Pontet Canet (AOC Pauillac)

Ricevo da Château Pontet Canet quanto segue:

Dopo un inverno particolarmente umido e mite, la stagione si è avviata rapidamente. Il germogliamento è avvenuto sorprendentemente presto. Con le forti piogge di inizio aprile, sono comparse le prime infezioni di muffa. La vigilanza nel vigneto e l’estrema reattività del nostro staff sono state essenziali per contenere il patogeno ma le temperature più basse del normale hanno rallentato la crescita delle viti. Il ritorno del clima asciutto il 22 maggio ci ha donato un periodo di tregua. Tuttavia i temporali di metà giugno hanno rilanciato la lotta contro la peronospora, mettendoci nuovamente a dura prova. Fortunatamente, grazie al lavoro rigoroso e alla gestione controllata del vigore e delle erbe infestanti, le perdite di uva sono state ben contenute. L’estate è stata poi caratterizzata da una benefica siccità, un grande vantaggio per la qualità dei vini. L’invaiatura è iniziata in un clima secco, con temperature in linea con le medie decennali. In queste condizioni di secchezza si instaura gradualmente uno stress idrico che porta alla distruzione degli aromi erbacei e alla sintesi di quelli fruttati. A fine agosto il cielo è tornato instabile e così si è mantenuto fino alla fine del raccolto. Abbiamo scelto e rischiato di attendere, la pazienza ha guidato ogni nostra azione, privilegiando l’osservazione e l’ascolto della vigna. Alla fine la maturazione è da considerarsi ottimale e anche questa annata possiede tutte le possibilità di diventare uno splendido “Grand Vin”.

Germogliamento: 6 aprile, fioritura 6 giugno, invaiatura 16 agosto, vendemmia dal 26 settembre all’11 ottobre.
Assemblaggio: Cabernet Sauvignon 52%, Merlot 43%, Petit Verdot 4% e Cabernet Franc 1%.
Affinamento: 50% in barriques nuove, 15% in barriques di un anno e il restante 35% in anfore di cemento.

 

Château Mouton Rothschild: l’etichetta dell’annata 2022

L’etichetta della grande annata 2022 di Château Mouton Rothschild, illustrata con una nuova opera dell’artista francese Gérard Garouste, costituisce un omaggio al Barone Philippe de Rothschild. Fu infatti nel 1922 che il barone Philippe prese le redini dello Château e per il centesimo anniversario di un momento così decisivo nella storia della proprietà, Gérard Garouste ha disegnato un vero e proprio stemma di Mouton Rothschild, il cui frontone è incorniciato da un ritratto del Barone e da un ariete, conosciuto, ovviamente, come “Mouton”.
Creare un’associazione tra arte e bellezza costituiva la vera ambizione del Barone Philippe e dal 1945 le etichette di ogni annata di Château Mouton Rothschild sono state illustrate con opere originali. La collezione unica di arte contemporanea riunisce artisti che rispondono ai nomi di Salvador Dalí, César, Joan Miró, Marc Chagall, Pablo Picasso, Andy Warhol, Pierre Soulages, Francis Bacon, Balthus, Jeff Koons, David Hockney, Annette Messager, Olafur Eliasson, Peter Doig, Chiharu Shiota…
Tutte queste opere sono riunite nella mostra “Art and Etiquette”, creata nel 1981 dalla baronessa Philippine de Rothschild e installata permanentemente allo Château Mouton Rothschild dal 2013.

Ho condensato in poche righe il comunicato stampa dello Château, senza avventurarmi in considerazioni o apprezzamenti estetici sulla nuova etichetta, limitandomi a fornire sinteticamente le motivazioni che l’hanno ispirata. Come prevedibile è invece esente da qualsiasi disputa la qualità del Grand Vin: una delle versioni più scintillanti di sempre, disponibile sul mercato – per quei fortunati che se la potranno permettere – tra poco più di un anno.

BORDEAUX PRIMEURS. Château Latour

In linea con le presentazioni degli ultimi anni e coerentemente con la scelta di uscire dal mercato dei Primeurs, anche in questa occasione a Château Latour sono stati proposti in assaggio non solo i vini dell’ultima vendemmia ma anche le bottiglie in procinto di uscire sul mercato, vale a dire un delizioso Pauillac 2019, un entusiasmante Les Forts de Latour 2018 e un complesso e austero Grand Vin 2017. Il giudizio e il commento più completo è, come sempre, consultabile in zona abbonati.

L’annata 2023 può essere invece sintetizzata dal detto “tutto bene quel che finisce bene”, nel senso che il finale di stagione ha fugato i dubbi, i timori e le apprensioni provocate da una primavera e da mesi estivi poco rassicuranti. Spesso, anche se non sempre, i dati statistici rivelano delle verità sostanziali e, va da sé, oggettive. Osservando il bilancio climatico rilevato a Château Latour, risalta il fatto che, dopo i mesi di aprile e maggio nettamente più caldi del consueto, a giugno e a settembre 2023 ha piovuto mediamente di più rispetto alla media degli ultimi 25 anni, con temperature leggermente più elevate; al contrario i mesi di luglio e agosto sono stati decisamente secchi ma con temperature simili o addirittura leggermente inferIori della media sopra citata, fatta eccezione per l’ondata di calore estremo arrivata intorno al 24 di agosto. Ne è derivata un’annata imprevedibile, con rischi elevati di malattie fungine a giugno, una crescita sofferta degli acini in estate e un finale di stagione “thrilling”, vissuto con il timore che le piogge previste impedissero di ottenere una maturazione accettabile. Alla resa dei conti si può dire che, come spesso capita, sia stata proprio la parte conclusiva dell’annata a determinarne il successo: le piogge sono state distribuite (83 mm) con continuità nel corso del mese di settembre, ma senza i temuti eventi torrenziali, e hanno permesso di rinfrescare i terreni e “rigonfiare” di polpa gli acini sino ad allora striminziti.

Sempre a livello statistico non è meno interessante la composizione dell’uvaggio dei tre vini prodotti (Grand Vin, Les Forts e Pauillac). Premesso che il Cabernet Franc, che va tanto di moda dalle nostre parti, è completamente assente a Latour e che il Petit Verdot è presente solo con piccole quote, inferiori al 5 per cento nel secondo e terzo vino della proprietà ma senza nessun utilizzo nel Grand Vin, è il Merlot a mantenere una parte importante sia nel Les Forts, dove è presente con un buon 40 per cento, che nel Pauillac, dove arriva al 34%. Ma nel Grand Vin, con meno dell’8% si limita “a fare da spalla” al Cabernet Sauvignon che, come da tradizione, è il miglior interprete del territorio.

L’annata 2023 di Château Latour registra esattamente un grado alcolico in meno (13,2) rispetto alla straordinaria vendemmia 2022. Ovviamente è meno potente e ricco ma esprime in modo anche più trasparente la sua essenza: un vino tutto in finezza. Magnifico e affascinante.

 

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

CHȂTEAU MOUTON ROTHSCHILD: L’ETICHETTA DELL’ANNATA 2021

La nuova etichetta (https://vimeo.com/890231576/0c981624a6?share=copy) di Ch. Mouton Rothschild, illustrata da un’opera originale dell’artista giapponese Chiharu Shiota, è finalmente pronta e sarà presente sulle bottiglie dell’annata 2021 che uscirà il prossimo anno.

L’annata 2021 non è stata considerata generalmente grande a Bordeaux ma è sempre meglio diffidare delle generalizzazioni. Personalmente ho trovato ottimi motivi per apprezzarla e, al di là delle impressioni complessive sul millesimo, debbo dire che, basandomi sugli assaggi en primeur dello scorso anno, Mouton 2021 è una bottiglia davvero fantastica per armonia ed eleganza, in assoluto una delle migliori dell’annata.

In vista delle festività natalizie auguro a tutti (me compreso) di avere la fortuna e la possibilità di berla almeno una volta nei prossimi anni.

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