CAPANNELLE
Continuano a essere i due vini IGT – Solare 2020 e 50&50, annata 2021 – a rappresentare senza incertezze le giuste ambizioni di Capannelle, una delle aziende più radicate e prestigiose del territorio di Gaiole. Ma non si vive di solo rosso e l’ottimo Chardonnay Oro Bianco 2023 ci ricorda che gli alti vigneti chiantigiani offrono anche altre prospettive.
CASTELLO DI GABBIANO
Deciso e significativo salto in avanti dei vini del Castello di Gabbiano. In poche parole dalle versioni formalmente corrette e dal compitino ben eseguito proposte fino a ieri, siamo passati a osservare una serie di rossi, e di Chianti Classico in particolare, che mostrano un carattere e uno slancio sinora sconosciuti, e senza contare sul favore delle annate. In chiaro risalto l’esordio della Gran Selezione Vigneto Cerbaiola 2021 ma il cambio di passo registrato nell’altra G. S. Bellezza 2020 come nella Riserva 2022 merita altrettanta considerazione.

CASTELLO DI MONSANTO
Per aziende storiche e saldamente affermate come il Castello di Monsanto è raro e difficile poter segnalare qualche sorpresa. L’incidenza delle varie annate presentate lo scorso anno in rappresentanza delle varie tipologie di Chianti Classico (comunque tutte all’altezza della situazione) è il dato più significativo da annotare. In ogni caso la Gran Selezione Il Poggio, anche se il millesimo 2020 non verrà catalogato tra i più gloriosi, continua a essere il vino di riferimento, mentre torna a brillare, dopo qualche anno di appannamento, lo Chardonnay Collezione della vendemmia 2023.

TENUTA COLLAZZI
Dopo aver verificato che i vini più interessanti emersi dalle degustazioni 2025 sono costituiti da un Petit Verdot (Ferro dei Collazzi 2022) tra i rossi e da un Fiano (Otto Muri 2024) tra i bianchi non si può accusare la Tenuta Collazzi di mancare di originalità. In realtà l’ottima performance del “Ferro” non è proprio una novità ma l’ennesima conferma, mentre per il fresco e profumato Otto Muri si può effettivamente parlare di piacevole sorpresa.

TOLAINI
Il progetto produttivo di Tolaini, inizialmente indirizzato in prevalenza su vitigni internazionali, ha poi puntato senza incertezze sulla valorizzazione del Sangiovese, senza però abbandonare del tutto la strada originaria. I migliori assaggi 2025 hanno messo in bella evidenza il Sangiovese Mello, ricavato da un vigneto a 700 metri di altitudine al di fuori del corpo aziendale, e il Cabernet Sauvignon Legit, entrambi dell’annata 2022. Due eccellenti rossi che, con profili organolettici ovviamente diversi tra loro, confermano la bontà del percorso intrapreso.





