Il Vin Santo e altri vini della TENUTA di CAPEZZANA

Tra le etichette irrinunciabili dagli amanti del Vin Santo ha sempre un posto di rilievo quello prodotto dalla Tenuta di Capezzana che certamente ha segnato la sua storia e quella di Carmignano con i suoi rossi intensi e longevi, ma quando mette in pista il suo dolce nettare trova pochi rivali a contrastarla.
L’annata 2012, assaggiata pochi mesi fa, è in perfetta linea con l’alto standard qualitativo al quale ci ha abituato da sempre; non possiede forse la viva corrente acida e la profondità del millesimo 2010 a contrastare la sua straordinaria dolcezza e densità, ma non è in debito di freschezza e l’equilibrio è il suo punto di forza.
Tra gli altri assaggi debbo però segnalare di essere rimasto favorevolmente colpito dal disegno preciso e calibrato del Trebbiano 2019. Niente di eccezionale, intendiamoci, – Capezzana non è in Abruzzo.. – ma il tanto bistrattato Trebbiano toscano trova con questa interpretazione la sua piccola rivincita e una piena dignità.

I Carmignano di FABRIZIO PRATESI

Presenti da oltre venti anni nel territorio di Carmignano, i vini di Fabrizio Pratesi stanno esibendo nelle loro ultime uscite una sempre maggiore consapevolezza e coerenza stilistica. Ispirati a modelli non ancorati alla vecchia tradizione, sono rossi dotati di un frutto di buona maturità sostenuto con la giusta misura dalla presenza del rovere. Piacevoli e ben fatti, non hanno ancora prodotto quel cambio di passo che può farli insediare sui gradini più elevati della Denominazione ma, a giudicare dai buoni riscontri ricevuti anche dagli assaggi della scorsa stagione, il momento giusto potrebbe essere più vicino che mai.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

I VINI DI PIAGGIA

Per una volta non è l’ottimo Carmignano Riserva Piaggia a dettare legge tra i vini di Silvia e Mauro Vannucci, ma il ruolo di protagonista è toccato alla riuscitissima versione 2017 del Cabernet Franc Poggio de’Colli. Un vino che, in risposta ai superficiali pregiudizi su vitigno e annata, presenta una maturità aromatica e fenolica invidiabili, con strati e strati di frutto e nessuna concessione a note vegetali o a ruvidità tanniche. Assai giovane ma già godibile, non ha sviluppato ancora un’adeguata complessità ma il tempo è dalla sua parte.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.