SELEZIONE VINI 2021: VIGNAMAGGIO

Spesso è stato il Cabernet Franc di Vignamaggio a farsi notare, talvolta il Sangiovese di Vitigliano o il Chianti Classico Riserva Gherardino, ma da qualche anno mancava all’appello il Monna Lisa, un tempo Riserva oggi Gran Selezione e, in ogni caso, da sempre etichetta di riferimento della produzione di Vignamaggio. Al di sotto delle attese con le teoricamente eccellenti vendemmie 2015 e 2016, non credevo proprio che si riscattasse (e con gli interessi) proprio con il faticoso millesimo 2017, sciorinando a profusione freschezza ed eleganza di beva, ovvero due caratteristiche rarissime da rintracciare nei vini di quell’annata.
D’altro canto, se tutto fosse già scritto, il vino sarebbe solo una bevanda qualsiasi.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: TRE MONTI

L’assaggio dei vini della cantina romagnola Tre Monti, facendo perno sulla qualità della materia prima e sulla precisione tecnica, ha fornito una serie di responsi positivi e coerenti tra loro. Non ci sono quindi chissà quali segreti da svelare. Sul piano stilistico i rossi seguono un percorso che potrei definire convenzionale (molto frutto, molto colore, un po’ di rovere..) ma il tutto è calibrato con una tale misura che riesce a restituire immediata piacevolezza e bevibilità. Siamo palesemente su un fronte del tutto diverso da quello seguito da altri produttori romagnoli che puntano a mettere in risalto i lati più sfumati ed eleganti del sangiovese ma va anche precisato che la Romagna è grande…….continua per gli abbonati

Cepparello 2018: un’eccezionale eccezione

Neanche a farlo apposta; dopo aver lanciato un segnale di allarme per gli eccessi alcolici riscontrati con sempre maggior frequenza in tanti, troppi vini che risultano così penalizzati sul piano dell’armonia, della finezza, della bevibilità, mi capita in degustazione il Cepparello 2018 di Isole e Olena. Degustazione coperta, comme il faut, e alla fine, sotto la maschera, appare l’etichetta che indica 15% vol di quel rosso straordinario che ha sbaragliato il campo durante l’assaggio, il “Ceppa” appunto.
Potente si, ma non da far pensare a tutti quei gradi alcolici dichiarati, profumato e profondo, di grande carattere eppure equilibrato, con un finale incredibilmente fresco. Più da conservare che da bere subito certamente, ma chi non volesse attendere lo stappi senza indugi: non avrà motivi per pentirsene. 
Non so se definirlo il migliore di sempre, la memoria potrebbe ingannarmi, ma sicuramente uno dei più grandi. Eccezionale in tutti i sensi.
Le note organolettiche, sempre rigorosamente riservate agli abbonati, sono rimandate alla prossima uscita della “scheda aziendale” di Isole e Olena.