ANTEPRIMA 2022 NOBILE DI MONTEPULCIANO

La naturale carica tannica e il fondo di acidità presenti nel Nobile rendono il classico vino di Montepulciano lento ad aprirsi e mostrare da subito l’equilibrio ottimale, per cui gli assaggi delle “Anteprime”, pur se provvidenzialmente spostati di un mese rispetto alle vecchie consuetudini, non riproducono adeguatamente il valore reale dei vini degustati. Alcuni di essi sono in una fase di totale chiusura, altri più pronti e aperti: non è questo il momento per stilare graduatorie di merito ma solo per avere un’impressione sul potenziale delle annate e sull’indirizzo stilistico che ogni azienda (e l’intera DOCG) sta intraprendendo.

In ogni caso la tendenza che, ancora con qualche resistenza, si sta affermando è indirizzata sull’uso di legni di affinamento più grandi e su estrazioni tanniche più calibrate. Certo la ricchezza di annate come la 2019 non favorisce i toni più sfumati, il grado alcolico ha pur sempre un’incidenza notevole, ma il raffronto – a memoria mia – con altre annate del passato recente mette in evidenza vini più equilibrati e potenzialmente anche più eleganti.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: IL CONVENTINO

Coerenza complessiva, rispetto della tipologia e della purezza del frutto, oltre a una “mano” calibrata nell’estrazione tannica, costituiscono da sempre i punti di forza dei vini de Il Conventino e risaltano in modo particolare in un’annata non di facile interpretazione come la 2017. È quasi inutile aggiungere quanto siano giustificate le aspettative per le prossime uscite.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: LUNADORO

Nelle loro prime uscite i Nobile di Lunadoro si distinguevano per uno stile dai toni decadenti che lasciava campo libero all’espressività del sangiovese, in netto contrasto con il profilo – potente e concentrato – preferito da buona parte delle altre aziende del territorio. Attualmente non si avvertono più queste differenze sia perché il sangiovese (prugnolo gentile) ha assunto nella tipologia un ruolo sempre più centrale e contemporaneamente ha perso attrazione il modello muscolare che prevaleva sino a non molti anni fa, sia perché un lieve assestamento stilistico in senso contrario – tratti meno evoluti e presenza più incisiva del rovere – è affiorato in misura percepibile, con la probabile complicità delle annate, anche nei vini di Lunadoro.
In ogni caso, al di là delle sottigliezze stilistiche, il Nobile Gran Pagliareto 2017 si conferma vino di rango.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

Tenuta Trerose, esercizi di stile

Le note organolettiche e le conseguenti valutazioni numeriche sono soltanto l’aspetto più vistoso di queste recensioni ma l’obiettivo concreto che mi propongo è di fare il punto sull’evoluzione stilistica di ogni vino ed azienda. Nel caso della Tenuta Trerose il profilo da ritrarre non si presta a dubbi interpretativi: il Nobile Riserva Simposio si propone da tempo come sintesi convincente del carattere più integro del sangiovese (nella variante prugnolo gentile) e anche l’annata 2017 non si smentisce con la sua impronta elegante e un pizzico austera; il Nobile Vigna Santa Caterina ribadisce la corsia preferenziale dell’azienda – facente parte dei Bertani Domains – sul fronte dell’eleganza, con risvolti che indugiano maggiormente sulla morbidezza e la dolcezza del frutto.
In conclusione, le differenze tra un vino e l’altro si avvertono come si avverte l’appartenenza a un progetto stilistico comune.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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