LE VERTICALI: Nobile di Montepulciano Il Nocio di BOSCARELLI

Le degustazioni verticali costituiscono sempre un punto di confronto fondamentale per comprendere un vino ed entrare nella sua essenza, ma sono anche l’occasione per ricordarci quanto sia mutevole, volubile e suscettibile ai cambiamenti la sua evoluzione. Negli anni di permanenza in bottiglia un vino modifica naturalmente, anche se solo nei dettagli, i suoi connotati ed è comprensibile che, ad esempio, il passaggio diversificato di micro quantità di ossigeno, possa provocare piccoli ma sensibili cambiamenti tra una bottiglia e l’altra, pur della stessa annata e lotto di imbottigliamento, conservata similmente. Insomma, non ci si deve stupire delle variazioni di valutazione di un vino anche a distanza di pochi anni: i fattori che contribuiscono a queste apparenti instabilità sono molteplici, a partire dalle reazioni con l’ossigeno di ogni, singolo tappo di sughero.
In secondo luogo, con la “verticale” rimettiamo un po’ le cose in ordine rispetto ai riscontri ricevuti dagli assaggi “orizzontali”, che prendono in esame, comparandoli, più vini della stessa tipologia e annata. In una verticale i termini di raffronto cambiano, prevale il valore dei singoli millesimi e dell’evoluzione che i vini hanno avuto nel tempo. Può capitare, quindi, che un vino dell’annata 2003, nel particolare contesto di quel millesimo, sia risultato largamente il migliore della tipologia, possa apparire meno performante se sottoposto a un confronto verticale con annate più felici o dalle caratteristiche molto diverse.

Una premessa indispensabile per affrontare consapevolmente il resoconto dell’assaggio di alcune delle annate recenti del Nobile di Montepulciano Il Nocio dell’azienda Boscarelli (cinque millesimi selezionati dal 2010 al 2020). Le conclusioni non si prestano a equivoci e appare evidente che sia un vino dal passo lento, che tende generalmente a trovare l’assetto giusto e salire di quota soltanto dopo un’adeguata permanenza in bottiglia, facendo spesso apparire come severi i primi, pur lusinghieri, giudizi. Il vino di punta della famiglia De Ferrari ha infatti una struttura robusta che necessita di tempo per “sciogliersi”, mostrando di risentire decisamente delle caratteristiche dell’annata, alternando l’eleganza, che emerge nelle annate più fresche, alla potenza.

Il resto del commento, unitamente alle note di degustazione, è consultabile qui, in area abbonati.

Commenta

© 2016 ErGentili - build proudly by Stuwebmakers and Wordpress
contact: info@ernestogentili.
Privacy Policy