Il Vin Santo e altri vini della TENUTA di CAPEZZANA

Tra le etichette irrinunciabili dagli amanti del Vin Santo ha sempre un posto di rilievo quello prodotto dalla Tenuta di Capezzana che certamente ha segnato la sua storia e quella di Carmignano con i suoi rossi intensi e longevi, ma quando mette in pista il suo dolce nettare trova pochi rivali a contrastarla.
L’annata 2012, assaggiata pochi mesi fa, è in perfetta linea con l’alto standard qualitativo al quale ci ha abituato da sempre; non possiede forse la viva corrente acida e la profondità del millesimo 2010 a contrastare la sua straordinaria dolcezza e densità, ma non è in debito di freschezza e l’equilibrio è il suo punto di forza.
Tra gli altri assaggi debbo però segnalare di essere rimasto favorevolmente colpito dal disegno preciso e calibrato del Trebbiano 2019. Niente di eccezionale, intendiamoci, – Capezzana non è in Abruzzo.. – ma il tanto bistrattato Trebbiano toscano trova con questa interpretazione la sua piccola rivincita e una piena dignità.

CASALE FALCHINI , San Gimignano

Attiva a San Gimignano da oltre mezzo secolo, l’azienda Casale della famiglia Falchini ha mantenuto negli anni un profilo sobrio e rispettoso della tradizione. Allo stile classico delle varie etichette di Vernaccia si affiancano le altre tipologie prodotte che spaziano dal Chianti Colli Senesi al Vin Santo fino a concedersi uno “strappo alla regola” con il Campora, che con l’annata 2013 ha confermato di avere ben poco da invidiare ad altri celebrati cabernet prodotti nella regione.

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I VINI del CASTELLO DI VOLPAIA

Come di consueto, i vini di Volpaia si sono affermati nel segno dell’affidabilità e della compattezza qualitativa. Lo stile, adottato ormai da anni, si distingue per la misura e la concretezza e non si affida a interpretazioni troppo estreme: sono vini moderatamente “moderni” e, insieme, moderatamente “tradizionali”, realizzati restando nei binari di una tecnica enologica collaudata eppure rispettosa del carattere territoriale.

E se gli ottimi riscontri ricevuti dalle etichette di punta, come la Gran Selezione Il Puro e il Balifico, rientravano nelle previsioni della vigilia, non era così scontata la prova incisiva del Chianti Classico Riserva in un’annata scorbutica come la 2017: in linea con lo stile aziendale, ha evidenziato la riuscita convivenza del lato caratteriale del sangiovese con una struttura classicamente disciplinata e rigorosa.

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