ColFòndo Agricolo di Bele Casel

Lo chiarisco subito: questa non è una recensione convenzionale con note organolettiche ordinate e relativo punteggio finale. Il Colfòndo di Bele Casel non lo ho confrontato con altri suoi “simili” vini frizzanti, non l’ho assaggiato alla cieca, non ho preso appunti. Per essere più precisi, erano queste le mie intenzioni iniziali, ma ne ho provato un sorso e ho finito per portarmelo a tavola e bermelo, anzi prosciugare la bottiglia. È stato un comportamento poco professionale? Sarebbe stato più opportuno non confessarlo? Certo, forse, che ci voleva a scrivere due note di assaggio, potevo farlo e mi risparmiavo tutte queste giustificazioni, ma ho pensato che solo il rapporto con una bevuta, e non con un assaggio “sputa e via”, avrebbe restituito, anche se solo parzialmente, la forza dissetante del ColFòndo e l’inesauribile senso di freschezza che provoca con la sua lievissima carbonica, l’acidità sottile e continua, i profumi agrumati e floreali.

BARONE PIZZINI e i suoi FRANCIACORTA

 

L’assaggio di una serie consistente di Franciacorta della Barone Pizzini mi ha lasciato la netta impressione di un’azienda in crescendo continuo: vinificazioni inappuntabili, stile elegante, verticale, ben definito nei dettagli dove la freschezza, la finezza del perlage e la nitidezza aromatica costituiscono la base imprescindibile di ogni cuvée prodotta e non stupisce, quindi, riscontrare che anche le più semplici, come il Franciacorta Brut Golf 1927, costituiscano ormai una certezza in fatto di correttezza tecnica e piacevolezza di beva.

Mi sono però limitato a riportare le note di assaggio delle etichette più rappresentative tra quelle che ho avuto occasione di provare, con uno scintillante Satèn 2016 a guidare la fila…..

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I VINI di BELLENDA

 

Ormai ho scelto di assegnare a questi piccoli ritratti il titolo più banale, ma spero anche più comprensibile, de “I Vini di…”. Nel caso di Bellenda mi rendo conto che, vista la vastità della gamma di etichette prodotte dall’azienda di Vittorio Veneto, il titolo in questione sia un po’ presuntuoso.

I tre vini ricevuti in assaggio sono tuttavia sufficientemente rappresentativi dell’articolata e originale proposta complessiva; tecnicamente ben disciplinati e precisi, oltre che nettamente distinti sul piano del carattere, i Metodo Classico di Bellenda costituiscono da anni una sponda autorevole per coloro che si rifiutano di considerare il Prosecco solo una bevanda dal consumo facile e, come dire, inconsapevole.

Dal più conciliante Dry Lei al rigoroso Pas Dosé S. C. 1931 la distanza, in termini gustativi, potrebbe apparire interminabile ma in realtà i tratti comuni che li rendono affini sono più d’uno.

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