ASSAGGI SPARSI (BRUNELLO DI MONTALCINO), GRUPPO N. 9

Anche se tra un mese saranno già disponibili buona parte dei Brunello 2016 – annata che promette meraviglie – non è mai tardi per segnalare la crescita qualitativa di alcuni 2015 rispetto alle degustazioni effettuate a febbraio, consultabili qui.

Una crescita espressa generalmente da un assetto più bilanciato e da un impatto tannico meno aggressivo ma sicuramente favorita dalla ricchezza strutturale dell’annata e dal fatto che gli assaggi effettuati in piena estate, dopo quasi sei mesi di bottiglia in più, possono dare responsi più attendibili. Mi sembra giusto quindi segnalare le differenze anche quando le correzioni apportate si rivelano minime e marginali rispetto alle prime impressioni.

I Brunello 2015 selezionati sono in rappresentanza delle seguenti aziende:
Franco Pacenti, La Gerla, Martoccia, SassodiSole,Tenuta Fanti e Villa I Cipressi.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

Brunello di Montalcino 2015, il Report

 

Brunello di Montalcino 2015

Sono esattamente 100 (su un totale di 179 assaggiati) i vini selezionati insieme a Claudio Corrieri e recensiti nel Report dedicato al Brunello di Montalcino 2015, consultabile cliccando qui.

Per gli amanti delle statistiche, 96/100 è il voto massimo assegnato e i 31 vini segnalati con valutazione superiore ai 90 centesimi appartengono alle seguenti cantine (elencate in ordine alfabetico):

Altesino, Argiano, Baricci, Canalicchio di Sopra, Capanna, Caprili, Col di Lamo, Collemattoni, Corte dei Venti, Corte Pavone, Cupano, Fattoi, Gianni Brunelli, Giodo, Il Marroneto, Lambardi, Le Chiuse, Le Ragnaie, Lisini, Mastrojanni, Pietroso, Podere Le Ripi, Poggio Antico, Poggio di Sotto, Salvioni, Talenti, Tenuta di Sesta, Uccelliera, Val di Suga.

Brunello di Montalcino 2015, spunti e riflessioni

 

Brunello di Montalcino 2015, spunti e riflessioni

È inutile negare che, dopo il modesto millesimo 2014, c’erano molte attese sull’uscita dei Brunello 2015, anche in considerazione dei riscontri decisamente positivi emersi nelle altre principali denominazioni della regione (Chianti Classico, Bolgheri, Nobile, Carmignano etc..) e, volendo, anche in riferimento alle cinque stelle cinque assegnate a suo tempo dalle commissioni ufficiali del Consorzio di tutela. Con la preziosa collaborazione di Claudio Corrieri, ho passato al vaglio circa 200 vini (143 Brunello “semplici” e una sessantina di “Selezioni”) e il responso, certamente non definitivo e suscettibile di ulteriori verifiche nel corso dell’anno, è stato al di sotto delle nostre aspettative. Intendiamoci, la 2015 è un’annata sicuramente buona. Ma non certo grande. Non mancano le etichette di alto livello ed è nutrito il gruppo dei Brunello qualificabili come “ottimi”, ma la quantità di vini non all’altezza di una denominazione prestigiosa come è il Brunello di Montalcino, oltretutto in un’annata considerata di alto profilo, è parsa francamente un po’ eccessiva.

La gamma delle “precarietà” è piuttosto ampia, si va dalle evoluzioni precoci alle ingerenze alcoliche e tanniche, dalle intrusioni del rovere alla sistematica presenza di alcune incertezze olfattive; poco equilibrio e poco carattere in molti, troppi vini. Se una dozzina di anni fa era inaccettabile la presenza di vini dal color nero pece (e chi ha buona memoria si ricorderà che all’epoca il sottoscritto è stato tra i pochi a scriverlo e ribadirlo con chiarezza), oggi si può ritenere a ragione poco presentabile la visione di qualche (pochi, per fortuna) Brunello con il bordo del bicchiere color zampa di gallina.

Eppure negli ultimi venti anni a Montalcino non sono certo mancati gli investimenti, con rinnovamento del parco vigneti, delle strutture e delle attrezzature di cantina. È cresciuta la consapevolezza dei produttori, ma nelle ultime tre annate (2013, 2014, 2015), chi cerca la freschezza, l’eleganza di beva e il carattere anche irrequieto del sangiovese, non è solo a Montalcino che si deve rivolgere.

E allora? È forse colpa del cambiamento climatico? Troppo facile prendersela con il clima, anche perché le tre annate sopra citate sono state del tutto diverse tra loro. Ma, e il discorso riguarda tutto il mondo del vino e non solo Montalcino o l’Italia, in aggiunta al clima va ricordato che tutte le scelte agronomiche, quelle più strettamente viticole (portainnesti, cloni, gestione del vigneto etc..) e di cantina (condizioni di macerazione, uso dei legni e via dicendo) si sono indirizzate nel recente passato su modelli qualitativi che privilegiavano la potenza rispetto alla finezza, la prontezza rispetto alla lentezza, puntando, ad esempio, sulla precocità di maturazione delle uve e su affinamenti sempre più ossidativi.

Non a caso, e non solo per il cambiamento climatico, sono emersi con forza negli ultimi anni territori quasi dimenticati come il nord Piemonte, la Valtellina, la Valle Isarco, l’Etna e, per restare in Toscana, certi lembi del territorio chiantigiano (Radda, parti di Gaiole, Lamole..).

Non a caso, nonostante che ora la Borgogna vada di moda più che mai e tutti la glorifichino, i vini rossi della Côte d’Or hanno perso la ricchezza aromatica e la fragranza gustativa del passato e dopo neanche dieci anni mostrano cenni di stanchezza: il pinot nero si raccoglie ormai con venti giorni di anticipo.

Non a caso i vini prodotti in quel fantastico “supercru” del versante settentrionale che è la collina di Montosoli, sono risultati tra i più espressivi e incisivi della complessa degustazione di Benvenuto Brunello 2020.

VINO DEL GIORNO: Brunello di Montalcino 2014 Collemattoni

91/92        Brunello di Montalcino 2014 COLLEMATTONI

Nell’ultimo Report pubblicato qui sono stati recensiti più di 70 vini ma non sono state molte, nell’annata 2014, le interpretazioni all’altezza del prestigio della denominazione del Brunello di Montalcino. Tra queste mi fa piacere segnalare quella realizzata da Collemattoni, un’azienda che ha il suo credo nel lavoro quotidiano nel vigneto più che negli effetti luccicanti del marketing o delle “pubbliche relazioni”.

Il Brunello 2014 è energico come pochi altri ed esibisce, grazie alle premurose attenzioni dedicate alla vigna, una materia prima eccellente. Ha un sapore intenso, progressivo, lungo nel finale.

Brunello di Montalcino 2013, riepilogo dei migliori assaggi – Marzo 2018

 

Per concludere la lunga sfilata delle recensioni dedicate al Brunello di Montalcino 2013, riepilogo la selezione dei migliori assaggi sugli oltre 160 campioni testati a metà febbraio. Si tratta, come non mi stancherò di ripetere, di un quadro suscettibile di variazioni, con qualche vino, tra quelli non compresi in questa lista, che potrà salire di quota nei prossimi mesi. L’impressione complessiva è, in estrema sintesi, di un’annata non molto omogenea qualitativamente ma ricca di suggestioni positive che potranno essere concretamente rafforzate il prossimo anno dall’uscita delle Riserve 2013.

 

IL MARRONETO – Madonna delle Grazie
Una versione davvero “lussuosa” e impressionante del Madonna delle Grazie: un vino intenso, ricco, pieno e nello stesso tempo morbido, elegante, vellutato al tatto, dinamico nello sviluppo, lungo e complesso nel finale. Eccezionale.  – 95/97

TIEZZI – Vigna Soccorso
L’impatto è deciso, intenso e contrastato, il ritmo continuo con cambi di passo cadenzati; è vino di carattere, dotato di tensione, frutto croccante e fondo minerale. Il finale è lungo e articolato: una versione del “Soccorso” che lascerà il segno.  – 94/96

SALVIONI
L’energia interna è quasi straripante, al primo approccio tannini, rovere e acidità entrano in conflitto e qualche spigolo si avverte; la percezione dell’eleganza è distante ma abbonda la personalità e i cambi di passo si susseguono in modo incalzante. Tessitura tannica, tensione, sapidità sono gli assi nella manica del Salvioni 2013 e il finale, lunghissimo, è un’appendice confortante per un vino che se la gioca tutta in prospettiva.  – 93/96 

CUPANO
Disegnato con estrema precisione, si distende sul palato con continuità, con dolcezza misurata e tatto cremoso; elegante, di grande armonia, è fine nella grana tannica e molto lungo in un finale dallo sfondo minerale. Tra i migliori conseguimenti dell’annata.  – 94/95

POGGIO DI SOTTO
Aperto al naso con sentori di lamponi, ciliegie, agrumi e rose; l’ingresso sul palato è delicatamente dolce, si diffonde con morbidezza e continuità, stimolato da una viva acidità. Il finale è lungo, fresco, elegante.  – 93/95

LE CHIUSE
Lento, come d’abitudine, nel concedersi al primo approccio, si dispiega, con l’ossigenazione, con autorevolezza e passo sicuro; è maturo, succoso, intenso, teso ed elastico nello sviluppo, sapido, complesso e lungo nel finale. Ampi margini di crescita.  – 92/95

LE RAGNAIE – Fornace
Caldo, maturo, energico, consistente, sapido, lungo e progressivo nello sviluppo, è un Fornace eccellente, dotato di cambio di passo e di una maturità tannica ammirevole.  – 93/94

CANALICCHIO DI SOPRA
Integro nel frutto e nei profumi, mostra carattere, grinta, reattività sul palato; è fresco, ben sostenuto dall’acidità, contrastato senza essere spigoloso, decisamente lungo in un finale dai risvolti sapidi.  – 92/94

GIANNI BRUNELLI – LE CHIUSE DI SOTTO
Generoso e determinato nella spinta propulsiva, è succoso, saporito, soffice al tatto e grintoso nella reazione; il finale, molto lungo, promette un ulteriore crescita nel tempo.  – 92/94

UCCELLIERA
Balsamico e fruttato al naso, è ricco, robusto, esuberante, ma non aggressivo; si sviluppa con continuità, mostrando tannini maturi, profondità e un vigore naturale. Eccellente.  – 92/94 

LE RAGNAIE – V.V.
Introverso, austero, rigido, quasi freddo, non si scioglie facilmente ma svela gradualmente tensione, carattere e la finezza inconfondibile del vero Grand Cru, in grado di rappresentare con maggiore fedeltà lo stile aziendale; forse la 2013 non è la sua annata ma è da sempre il mio “Ragnaie” preferito e sono molto cauto nell’assegnargli un voto: infatti allargo la forbice, tra qualche mese potrebbe sorprendere in positivo.  – 91/94

BARBI – Vigna del Fiore
Carattere floreale e speziato, mostra lievi cenni di evoluzione ma anche un tatto fine, articolato, disteso e complesso nel lungo finale. Una delle prove più autorevoli e convincenti dello storico “Fiore”.  – 92/93

FULIGNI
Aperto ed espressivo nei profumi di ciliegie, violette e spezie, è coerentemente ispirato da altrettanta precisione ed eleganza sul palato da superare agilmente le lievi intrusioni tanniche del finale.  – 92/93

POGGIO ANTICO – Altero
Conferma i pregi di freschezza del Poggio Antico con l’aggiunta di una struttura compatta e di una complessità, tannica e minerale, da vino di alta prospettiva. È lungo, dinamico, elegante.  – 92/93

TENUTA LE POTAZZINE
Preciso e puntuale sul piano aromatico, con note di ciliegie e fiori di campo; in bocca è misurato ed elegante, di media concentrazione ma di convincente freschezza, tensione e vitalità; il finale esibisce tannini fini e un’apprezzabile profondità.  – 92/93

CAPRILI
Non proprio esplicito nei profumi, mostra una struttura incisiva e un carattere perentorio; è caldo all’impatto ma subito reattivo con tannini succosi e finale molto fresco e sapido.  – 91/93

COLLEMATTONI
Ricco e generoso, caldo e impetuoso, è dotato di una materia prima eccellente (non così diffusamente matura nei 2013); si sviluppa con bella progressione e chiude in scioltezza su uno sfondo dai piacevoli contorni sapidi.  – 91/93

LA FORTUNA
Aperto, arioso, fresco e continuo, il Brunello de La Fortuna conferma anche con l’annata 2013 le sue principali doti, ovvero un ottimo equilibrio e un elevato senso delle proporzioni; doti che lo rendono, magari un po’ a scapito del carattere, molto piacevole ed elegante.  – 91/92

LE RAGNAIE
Profumi delicati, con qualche risvolto evoluto, di agrumi e fiori; in bocca entra docile e misurato, con un contrasto dolce-acido efficace e gustoso e una chiusura lunga ed elegante.  – 91/92

PODERE BRIZIO
Fresco, addirittura fragrante nella componente fruttata, si distende con slancio evidenziando tannini fini e un finale lungo dai toni agrumati.  – 91/92

SANCARLO
Il carattere del sangiovese è espresso con chiarezza esemplare, possiede tensione, slancio, integrità e una certa finezza d’insieme; la chiusura non è lunghissima ma lascia comunque il segno.  – 91/92

SESTI
Di stile classico, è un po’ rigido, poco espansivo ma corredato di tratti di vera eleganza; sapido, con tannini freschi e integrati, ha una chiusura nitida anche se non lunghissima.  – 91/92

FATTOI
Sentori nitidi di frutti rossi e cenni balsamici; sapore equilibrato, fresco ed elegante, non lunghissimo ma ben stilizzato. Un classico sempre presente.  – 90/92

LA MÀGIA – Vigna Ciliegio
Potente, forte ma non sgraziato nell’impatto sul palato, è progressivo, saporito, denso e morbido nella componente tannica, decisamente minerale nel lungo finale; non sarà un modello di finezza ma possiede una materia prima eccellente.  – 90/92

CAPARZO – Vigna La Casa
Il frutto è nitido con gradevoli risvolti agrumati; in bocca è appena un po’ alcolico ma anche continuo, scorrevole e bilanciato, dalle forme eleganti, ben registrato sul piano tannico.  – 90/91

CORTE DEI VENTI
Scorrevole senza essere diluito, disinvolto, fresco ed elegante, non si avvale di una propulsione incalzante ma è ben caratterizzato e definito sul piano stilistico, con apprezzabili risvolti minerali nel finale.  – 90/91

MASTROJANNI – Vigna Loreto
Leggermente evoluto ma espressivo al naso, con note di agrumi e liquirizia, recupera, nonostante un grado alcolico non modesto, freschezza ed eleganza sul palato dove si diffonde con pacatezza esibendo un accenno di esotica opulenza.  – 90/91

RIDOLFI
Leggermente evoluto nei profumi dai risvolti agrumati e speziati, è scattante e saporito sul palato dove rilancia con continuità e chiude lungo, su accenni più dolci e maturi.  – 90/91

PIETROSO
Preciso, calibrato, formalmente impeccabile, ha un impatto fresco, arioso, con un pizzico di rovere ancora da assorbire, ma il finale, sostenuto da un tocco di sapidità, è più che incoraggiante.  – 89/91

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