SELEZIONE 2022/23: CASTELL’IN VILLA

Gestita con straordinaria energia, sensibilità e perseveranza dalla principessa Coralia Pignatelli della Leonessa, Castell’in Villa fa parte con pieno merito del ristretto gruppo delle aziende di maggior pregio del territorio del Chianti Classico e, conseguentemente, dell’intera Toscana, anche se buona parte dei critici (?) ha riconosciuto il suo valore con colpevole ritardo. L’assaggio effettuato nei mesi scorsi del Chianti Classico 2018 e della Riserva “edizione speciale in” 2016 non ha deluso, confermando con la consueta autorevolezza il prestigio attribuito alla cantina. Certamente, come ho già avuto modo di sottolineare di recente (vedi qui), non apprezzo molto le edizioni speciali, specialmente se accompagnate, come in questo caso, da vistosi aumenti di prezzo, ma visto che queste ardite soluzioni commerciali sono state percorse con largo anticipo da produttori con assai meno titoli e storia di Castell’inVilla, la chiudo qui, ricordando che questi vini sul piano della qualità assoluta, del potenziale di longevità e, soprattutto, della personalità, non sono secondi a nessuno.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE 2022/23: TENUTA DI ARCENO

Da sempre la Tenuta di Arceno ha evidenziato – oltre a una confortante affidabilità di tutta la produzione – una particolare predisposizione e sensibilità nella realizzazione di vini provenienti da vitigni bordolesi, come Cabernet Franc e Merlot. Anche in questa tornata di assaggi ha confermato la propria vocazione, ma ha pure mostrato il segno di una crescita costante nella valorizzazione del carattere delle varie etichette di Chianti Classico e nel raggiungimento di una certa “indipendenza” stilistica – rispetto al resto della gamma – da parte dei Sangiovese coltivati e vinificati alla Tenuta.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE 2022/23: SAN FELICE

Non ricordo in tempi recenti una riuscita così convincente dei vini di San Felice. Il Pugnitello, varietà allevata e curata da tempo dall’azienda di Castelnuovo Berardenga, ha offerto, in corrispondenza con l’ottima annata 2019, una prova concreta delle sue potenzialità e le due Gran Selezioni – Il Grigio e Poggio Rosso – non sono state da meno in due millesimi non facilissimi come 2017 e 2018. Ma un po’ tutta la gamma dei vini rossi ha ben figurato, segnalando un’attenzione all’estrazione tannica e all’uso dei legni che finora non avevo accertato in modo così diffuso e coerente a San Felice.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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