SELEZIONE VINI 2021: ROCCA DI CASTAGNOLI & Co.

Specifico subito che il “Co.” va inteso in buona sostanza come vini delle aziende toscane facenti parte delle Tenute Calì, tra le quali Rocca di Castagnoli è un po’ la capofila affiancata dalla dependance maremmana di Poggio Maestrino e da una parte della Tenuta Capraia in quel di Castellina in Chianti. Nelle pagine riservate agli abbonati troverete recensiti ben nove vini delle tre realtà produttive, ma la visita effettuata a Rocca di Castagnoli mi ha offerto anche l’occasione di assaggiare in anteprima la nuova produzione pronta a esordire nel mercato, con riscontri decisamente positivi su tutta la linea e di riprovare, a distanza di più di un anno, il Chianti Classico G. S. Stielle 2016 che a suo tempo (vedi qui) avevo magnificato e del quale ribadisco e confermo con forza le doti di assoluta eccellenza.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: ROCCA DI MONTEGROSSI

Sottolineo spesso l’importanza di saper attendere il momento giusto per poter apprezzare adeguatamente un vino, ma ricordo anche che l’attesa non debba durare decenni, il mio è solo un invito a non essere troppo frettolosi con certe tipologie e generalmente è sufficiente lasciare scorrere una o due stagioni in più per coglierne gli aspetti fondamentali. Un preambolo necessario per introdurre gli assaggi dei vini di Rocca di Montegrossi che, escludendo le “bottiglie” più semplici e già godibilissime come il Chianti Classico 2019 e il Rosato 2020 del quale ho già trattato qui, esprimono con gradualità il loro vero carattere.
Non è un caso, quindi, che il Chianti Classico Gran Selezione San Marcellino 2016 e il rinomato Vin Santo 2010 siano stati proposti in assaggio solo quest’anno e non è un caso che i riscontri ottenuti siano stati eccellenti e ben meritevoli di questa attesa supplementare.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: TENUTA DI LILLIANO

Come ho avuto modo di accennare in altre occasioni (vedi qui) gli aromi che “contano” sono quelli che percepiamo in bocca e danno forza e distinzione al gusto complessivo di un vino. Un concetto semplice che l’assaggio del Chianti Classico 2019 di Lilliano rende ancora più chiaro e comprensibile grazie a quei deliziosi profumi di rose e fiori di campo che invadono il palato nel finale. Una configurazione che le più ambiziose etichette di Riserva e Gran Selezione 2018, pur mostrando maggiore complessità, non riescono a evidenziare con la stessa efficacia.
Ma probabilmente la diversità delle annate gioca un ruolo non marginale.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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