Aggiornamenti, seconda parte

Continuo la carrellata sugli assaggi della passata stagione.

TENUTA di LILLIANO
Le annate 2021 e 2022 sembrano essere state decisamente favorevoli per la Tenuta di Lilliano e se la Riserva e la Gran Selezione Ruspoli esprimono senza incertezze e con la giusta “disciplina” la forza d’urto del millesimo 2022, l’annata precedente è più che degnamente rappresentata da un avvolgente e coinvolgente Anagallis e, soprattutto, dal brillantissimo esordio della Gran Selezione Vallanzone, un rosso in grado di far emergere gli aspetti più eleganti e complessi del territorio di Lilliano.

CASTELLO DI QUERCETO
Da qualche anno i vini del Castello di Querceto hanno trovato una configurazione stilistica più definita liberandosi da alcune “sovrastrutture” che li appesantivano e rendevano meno esplicito il loro carattere. Certamente anche in questa sessione sono le etichette più ambiziose, ovvero le due Gran Selezione, a ottenere i riscontri più convincenti ma anche il Chianti Classico “annata” e la Riserva confermano un livello qualitativo di apprezzabile costanza.

FATTORIA NITTARDI
Più fatti che parole per la Fattoria Nittardi: l’annata 2023 costituisce indubbiamente un consistente passaggio in avanti nell’evoluzione qualitativa del Chianti Classico Vigna Doghessa che sarà atteso ad adeguate conferme nelle prossime uscite, mentre su un livello sempre più elevato si muove ormai la Gran Selezione Nittardi che, con l’annata 2022, si piazza su valori di assoluta eccellenza.

BORGO LA STELLA
I riscontri numerici, in termini di punteggio, segnalano un’ascesa diffusa in tutte le etichette prodotte da Borgo La Stella, ma in realtà l’aspetto più significativo emerso dagli assaggi dello scorso anno è costituito dal senso di nitidezza, ariosità e freschezza presente nei vini dell’azienda di Radda, in linea con le caratteristiche del territorio.

TERRENO
Tra i vini dell’azienda Terreno solitamente apprezzo molto il profilo morbido ed elegante della Gran Selezione A Sofia e anche con l’annata 2021 non posso che confermare l’ottima riuscita di questo rosso. Tuttavia debbo rilevare di essere stato particolarmente colpito dalla naturale energia del Sillano, sempre Gran Selezione, che, almeno per una volta, merita di posizionarsi sul podio più alto dei vini aziendali.

Aggiornamenti, prima parte

A pochi giorni di distanza dalle anteprime toscane è opportuno fare il punto delle degustazioni della scorsa stagione. Riporterò quindi, in forma sintetica, i commenti conclusivi sull’andamento degli assaggi dei vini di ogni azienda che ritengo meritevole di attenzione sulla base dei riscontri ricevuti e che gli abbonati potranno consultare anche nei singoli Report aziendali. Tanto per chiarire nessun premio, trofeo o medaglia da distribuire ma soltanto un’occasione per ricordare quali vini e produttori si siano particolarmente distinti nel 2025.

Seguendo l’ordine di pubblicazione dei vari Report, la prima tranche comprende gli appunti relativi a Tenuta Casenuove, Ricasoli, Caparsa e Podere Ciona.

TENUTA CASENUOVE
I vini sembrano aver trovato un assetto stilistico e qualitativo più stabile rispetto agli esordi e la variabile, come è giusto che sia, è costituita essenzialmente dalle caratteristiche dell’annata. La materia prima appare di ottimo livello e in cantina l’interpretazione mette in maggiore evidenza che in passato i caratteri del Sangiovese, pur mantenendo un profilo stilistico che tiene debitamente conto delle esigenze tecniche.

RICASOLI
Un’annata che fa emergere con maggiore evidenza lo stacco qualitativo e di personalità tra le Gran Selezioni e le altre tipologie della denominazione. Il carattere dei vini di punta è tuttavia più spiccato nelle – eccellenti – selezioni di vigneto (CeniPrimo, Colledilà e Roncicone) che si alternano nella gerarchia aziendale in funzione, evidentemente, delle caratteristiche dell’annata rispetto alla più stabile e rassicurante Gran Selezione Castello di Brolio.

CAPARSA
I vini di Paolo Cianferoni non hanno mai difettato in carattere e anche in questa tornata di assaggi non si smentiscono. L’annata 2021 sembra inoltre aver concesso la migliore versione di sempre della Riserva Caparsino: una bottiglia da non perdere per i suoi appassionati.

PODERE CIONA
I vini del Podere Ciona non hanno fretta di uscire sul mercato e, visti i risultati, non si può dare torto alla scelta della proprietà. Questo giro di assaggi è stato particolarmente ricco di brillanti contenuti, vale a dire di belle bottiglie anche se debbo rilevare che, in contrasto con le attuali tendenze e con l’altitudine dei vigneti, le ultime uscite, come la Gran Selezione e il Chianti Classico Riserva 2018, mostrano una certa abbondanza di calore alcolico che tuttavia è ben integrato con la struttura dei vini. Non va, infine, dimenticata la conferma avuta dal riassaggio, a distanza di tempo, dell’eccellente Merlot Le Diacce 2016.

 

 

Selezioni 2024, i migliori assaggi: SAN LEONINO

La Gran Selezione Salivolpe costituisce l’ennesima dimostrazione dell’ottima riuscita dell’annata 2019 nell’area di Castellina in Chianti ma, nel complesso, anche le altre etichette di Chianti Classico di San Leonino – la Riserva Monsenese 2020 e il Classico al Limite 2022 –sono stati comunque convincenti, mantenendo coerentemente uno stile che punta a privilegiare equilibrio e bevibilità.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

Selezioni 2024, i migliori assaggi: CAPRAIA

Il Chianti Classico Gran Selezione Effe 55 conferma ancora una volta i suoi pregi e l’annata 2020 si distingue tra le più riuscite del territorio chiantigiano. Tra le altre etichette di Capraia merita comunque una segnalazione anche l’ottimo Chianti Classico 2022, caratterizzato da un frutto fragrante per un insieme molto piacevole.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

Selezioni 2024, i migliori assaggi: VILLA CERNA E ROSA

Come molti sapranno Villa Cerna e Villa Rosa fanno parte del gruppo vinicolo Cecchi e sono entrambe situate nel comune di Castellina in Chianti. La prima delle due aziende ha da sempre rappresentato la proprietà, con una produzione rassicurante, improntata sull’affidabilità; Villa Rosa, pur attiva e presente da lungo tempo nel territorio, è invece un’acquisizione relativamente recente e i vini qui prodotti esprimono un carattere più definito, ben evidenziato negli assaggi di questa stagione dall’ottimo Chianti Classico Gran Selezione 2020.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

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