I BAROLO DI VIRNA BORGOGNO

La classificazione delle annate si presta sempre a molte controversie perché si dovrebbe intanto chiarire che cosa si intende per buona o per grande annata, tralasciando poi il fatto che quanto più esteso è il territorio al quale ci si riferisce quanto più approssimativa, ovviamente, è la classificazione. Tagliando corto su un argomento assai meritevole di approfondimento, semplifico sottolineando come ci siano millesimi diffusamente eccellenti (parlando di vini rossi) in certe regioni vinicole e non in altre, come ad esempio il 1989, ottimo in Borgogna, Piemonte e Bordeaux e scadente in Toscana, o il 2005, straordinaria in Francia e assai meno in Italia. Ci sono poi annate disastrose ovunque come la 1992 (appena un po’ meglio in Borgogna) e annate universalmente eccezionali come la 2016. Buona parte dei Barolo di Virna Borgogno che ho assaggiato e recensito appartengono appunto a questo felice millesimo, con l’unica eccezione della pur ottima Riserva 2013.
Un’annata che non poteva quindi deludere e che ha trovato, in questo caso, il suo alfiere nel cru Sarmassa,del quale esibisce il tipico compendio di freschezza su una struttura tradizionalmente robusta.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

ASSAGGI SPARSI, GRUPPO N. 2

 

I VINI di AMALIA CASCINA in LANGA – Report WR
I Barolo di Cascina Amalia non mancano l’appuntamento con un’annata importante come la 2016. Sia il Coste di Monforte sia il Bussia, non due cru qualsiasi per intendersi, hanno mostrato il loro valore con un assetto aromatico ben definito e un impianto tannico gestito con apprezzabile precisione. Interessante.. segue per gli abbonati

I VINI di BATTAGLIO/BRICCOGRILLI – Report WR
L’annata 2017 non era probabilmente la più propizia a far esprimere adeguatamente i vini rossi di casa Battaglio, ma il carattere del Barbaresco e dei Nebbiolo è riuscito comunque ad emergere.. segue per gli abbonati

I BARBARESCO di PERTINACE – Report WR
Nonostante che le caratteristiche della temibile annata 2017 la rendessero particolarmente ardua, è chiaramente percepibile la ricerca di eleganza e di equilibrio nei Barbaresco dell’azienda Pertinace. Nell’attesa che in futuro.. segue per gli abbonati

I BAROLO della TENUTA CUCCO – Report WR
Il “peso” delle annate non è mai marginale ma i riscontri ricevuti dai Barolo della Tenuta Cucco vanno anche oltre i meriti naturali dei millesimi 2016 2013. La ricchezza delle strutture va a braccetto con interpretazioni che favoriscono.. segue per gli abbonati

I VINI di DIEGO PRESSENDA-LA TORRICELLA

 

La presenza piuttosto agguerrita di una serie di baldanzosi rappresentanti di varie tipologie di rossi langaroli, dal Barolo alla Barbera, dal Dolcetto al Nebbiolo, non ha affatto impedito all’unico vino bianco – annata 2019 – presentato in assaggio da Diego Pressenda, di farsi valere con una autorevolezza davvero sorprendente.

Non sorprende invece il fatto che si tratti di un Riesling, vitigno che evidentemente ha trovato nei territori e nella sensibilità dei produttori di Langa  la complicità e l’intesa giusta per manifestare un carattere di spicco, visto la frequenza di casi “vincenti” raggiunti con questa uva da un numero crescente di barolisti.

Nel complesso i vini denotano un’apprezzabile coerenza d’insieme, le esecuzioni risultano precise e ben calibrate e, a prescindere da annata e tipologia, la ricerca di freschezza ed equilibrio è palese in tutti i vini provati.

 Seguono, per gli abbonati, le note di assaggio

I VINI di RÉVA

 

In una terra che abbonda di storia enologica e di produttori-monumento o monumentali che dir si voglia, fa bene ogni tanto avere l’occasione di parlare di qualcosa di nuovo e di giovane, termine che non equivale automaticamente a ingenuo o sprovveduto.

Anzi, a giudicare da ciò che trasmettono i vini di Réva, azienda del comune di La Morra – ma con vigneti disseminati anche in altri comuni – fondata nel 2013, la consapevolezza è alta come lo è la padronanza del mestiere ed è sorprendente la maturità stilistica che pervade tutti i vini che mi sono stati presentati in degustazione: Langhe Bianco, Dolcetto, Barbera e Nebbiolo d’Alba, completati adeguatamente da sua maestà, il Barolo.

Tutti i vini si sono dimostrati largamente all’altezza della situazione, con sensazioni, aromatiche e gustative, espresse con estrema nitidezza; sono vini di equilibrio, precisione e bella beva che non  disdegnano, ma credo lo faranno ancor di più in futuro, di puntualizzare il loro carattere langarolo.

Più che l’assaggio migliore mi piace però ricordare il più sorprendente: un piacevolissimo Nebbiolo d’Alba 2018 dagli echi borgognoni, e non solo per quei profumi di cassis e rosa canina.

Segue per gli abbonati

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