Selezioni 2025: COLLI DI LUNI VERMENTINO DOC, i migliori in sintesi

L’annata 2024 non è stata particolarmente prodiga di grandi bottiglie per la classica denominazione del Levante ligure. Tra i vari vini assaggiati debbo ricordare l’ottima, e sorprendente, prova del Lunaris delle Cantine Bondonor (la recensione è consultabile qui) e, in seconda battuta, dell’Oro d’Isée di Baia del Sole. Per l’annata 2023 le note di merito sono invece riservate a I Pini di Corsano di Terenzuola e al Giardino dei Vescovi di Giacomelli. Decisamente brillante e autorevole, infine, la prova del Numero Chiuso 2021 delle cantine Lunae.

Selezioni 2025: CINQUE TERRE DOC, i migliori in sintesi

Provengono dalla Cantina Cinque Terre i più interessanti vini dell’omonima denominazione assaggiati quest’anno. In particolare risalto il Costa da Posa 2024, davvero ai vertici della produzione di bianchi dell’intera regione; si è fatto rispettare anche il Costa de Campu, stessa cantina e stessa annata 2024. Per il resto segnalo le buone prove del 2024 dell’azienda Cheo e il 2023 del Campo al Sole della cantina Sassarini.
I commenti dettagliati sono consultabili, per gli abbonati, nei link sopra sottolineati.

ASSAGGI IN CORSO..

Poche “chiacchiere”, questo è il momento di far parlare i vini e sono i Report sulle varie aziende a conquistare sempre più spazio con una serie di recensioni destinata a diventare sempre più fitta. Alle cantine già pubblicate in passato e a quelle che hanno un numero abbastanza consistente di vini presentati ho riservato, a disposizione degli abbonati, dei Report specifici. Le altre per il momento sono raggruppate insieme.

Gli assaggi dedicati ai vini liguri, più o meno equamente suddivisi tra Riviera di Levante e di Ponente, hanno preso in esame le annate 2024 (in prevalenza) e 2023. Due millesimi non facili (ma ci sono vendemmie facili?) per motivi opposti che, sommariamente, si possono così sintetizzare: carenza di maturità il primo, eccesso di calore il secondo. Al di là dei favori stagionali mi sembra però che, con maggiore frequenza nel Levante, affiorino incertezze sul piano stilistico, con un numero crescente di vini e produttori che si affidano a seguire l’onda modaiola dei vini bianchi macerati o dai toni volutamente più evoluti. Inutile aggiungere quanto i riscontri siano poco convincenti oltre che omologanti.
Per quanto riguarda l’universo dei Rossese di Dolceacqua debbo registrare risposte più che soddisfacenti anche se – salvo rare eccezioni – non proprio entusiasmanti. Ma per una tipologia che se la gioca sulla finezza le annate calde non sono proprio il massimo.

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