SELEZIONE VINI 2021: VINI ROSSI di SAN GIMIGNANO

È ovvio e inevitabile pensare alla Vernaccia quando si parla di San Gimignano ma negli ultimi anni anche i vini rossi, che in passato avevano percorso la strada solo apparentemente più semplice dei vitigni internazionali più gettonati inseguendo modelli palestrati privi di qualsiasi prospettiva, stanno guadagnando una meritata considerazione. La degustazione, effettuata pochi mesi fa, ha messo infatti in risalto una tendenza stilistica dove profumi, freschezza ed equilibrio hanno sostituito i “muscoli gonfiati” di un tempo e uve come sangiovese (nelle versioni Chianti e Chianti Colli Senesi) e canaiolo hanno riconquistato uno spazio adeguato. Anche i cabernet e i merlot – tanto per citare i vitigni più noti e diffusi – risentono evidentemente di questo assestamento, assumendo un volto meno cruento e, se vogliamo, più in linea con i caratteri del territorio.
Tuttavia, dato che quando si tocca il tasto del territorio è opportuno riferirsi anche alle persone che lo vivono e non solo ai terreni o al microclima, credo e voglio credere che tale cambiamento non sia stato dettato dalle mode del momento ma dalla crescita di sensibilità degli stessi produttori, provocata dalla lunga pratica “bianchista” come ho già avuto modo di accennare recentemente qui.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

Vini Rossi di San Gimignano

Vini Rossi di San Gimignano

 
La premessa del precedente “Articolo” vale ovviamente anche per il presente, dove mi limito a segnalare l’ultimo Report pubblicato, contenente la recensione di 21 vini* – doc e igt – selezionati durante le degustazioni estive.

Per chi non fosse ancora abbonato (cosa aspettate ancora? 🤔) anticipo il commento relativo al migliore assaggio:

LA LASTRA
Toscana Rosso IGT  Rovaio 2016
articolato e insieme compatto e profondo al naso, è fresco, denso, ben registrato sul piano tannico e lungo nel finale. Ottima performance. 92/100

*delle seguenti Cantine:
Cappellasantandrea, Casa alle Vacche, Guicciardini Strozzi, Fattoria San Donato, Il Palagione, La Lastra, Montenidoli, Panizzi, Pietrafitta, Rampa di Fugnano, Rubicini, San Benedetto, Tenuta Le Calcinaie, Teruzzi.

Un Rosso da San Gimignano: Le Maritate 2017

Toscana Rosso IGT Le Maritate 2017 Cappellasantandrea

Seguendo la rinascita della Vernaccia, anche i rossi sangimignanesi stanno faticosamente guadagnando maggiore consenso. Non è proprio un percorso in discesa in una regione rossista, dove le gerarchie sono consolidate e dure da schiodare, soprattutto se non si possiede, al di là di un’idea generica di qualità, un’identità forte e riconoscibile. Identità difficile da costruire se si pensa che il periodo nel quale a San Gimignano si puntava con una certa ambizione sui vini rossi è coinciso con il momento di maggiore successo e diffusione del cosiddetto stile internazionale: uve quasi surmature, concentrazioni esasperate e tanto rovere nuovo.

Con risultati, alla lunga e salvo rarissime eccezioni, non certo memorabili in una zona dove il carattere dei vini ruota maggiormente intorno alla sapidità che alla ricchezza del frutto e dove i tannini sconfinano rapidamente nella rusticità se non sono gestiti con estrema misura e sensibilità.

Il senso di una rinnovata visione lo suggerisce l’esordio di un vino come Le Maritate, originale rosso prodotto da Francesco Galgani (Cappellasantandrea), da un vecchio vigneto “maritato” ad alberi da frutta dove si coltivano vitigni diversi, non tutti identificabili, con presenza incisiva di uve bianche, giusto per ricordare che i vigneti da monovitigni non fanno parte della vera tradizione contadina.

Il risultato è un rosso dai toni sfumati, sciolto e carezzevole, dai profumi di ribes, ginepro e fiori di campo, fresco senza apparire acido, avvolgente senza risultare alcolico, estremamente bevibile senza scadere nell’ovvio.

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