SELEZIONE VINI 2021: CASTELLO DI AMA

Gli assaggi di questa stagione dei vini del Castello di Ama si sono limitati alle tre versioni di Chianti Classico – Gran Selezione, Riserva e “Annata” – previste dal disciplinare. Erano invece assenti etichette di riferimento come la Gran Selezione Bellavista e il Merlot L’Apparita, ma i tre vini testati si sono dimostrati talmente espressivi da rappresentare senza incertezze l’essenza dello stile dell’azienda di Gaiole in Chianti: conciliare la precisione tecnica con il carattere territoriale nella ricerca di forme di armonia sempre più raffinate.

Ed ecco che emerge un Chianti Classico 2019 – tra i migliori del millesimo – splendido per nitidezza di frutto e succosità; una Riserva Montebuoni 2018 priva di effetti vistosi ma in grado di proporsi con una grazia rara; una Gran Selezione San Lorenzo che fa apparire composta e signorile anche un’annata schizofrenica come la 2017.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: MONTEROTONDO

Era nell’aria. Non credevo così presto, ma in fondo mi attendevo una performance dei vini di Monterotondo che quanto meno traducesse nei fatti, ovvero nel bicchiere, la dedizione e la passione dei suoi proprietari. Sono bastate due annate – 2017 e 2018 -, che tra l’altro nessuno catalogherà tra le migliori del secolo, per mostrare il volto più schietto e sinora quasi nascosto dei loro Chianti Classico da singolo vigneto, il Vaggiolata e la Riserva Seretina. Due vini che sinora avevano solo fatto trapelare e intuire la loro essenza senza riuscire a svelarla del tutto. Qualcosa, almeno nelle mie esperienze precedenti, li ostacolava: quell’acidità troppo puntuta, quella punta di rovere secco, quella scia di tannini a tratti ruvidi a tratti evoluti. Diamogli tempo, finivo spesso con il concludere, che sotto si sente che c’è un’anima. Ma quanto tempo?
La Riserva Seretina 2017 e il Vaggiolata 2018 hanno rotto le attese, spazzato via i dubbi residui e tolto la maschera per rivelare una finezza rara che legittima e rafforza la scelta di indicare i cru in etichetta.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE 2021: QUERCIA AL POGGIO

Gli appunti che seguono sono dedicati a una mini-verticale delle ultime uscite del Chianti Classico di Quercia al Poggio, azienda situata nell’area che oggi sarebbe probabilmente catalogata come San Donato in Poggio, nei pressi di Monsanto e Isole e Olena. L’assaggio di più annate, anche se limitato nel numero, offre sempre e comunque motivi di interesse e spunti di riflessione. Il principale aspetto da segnalare è costituito, partendo dal confronto (a memoria) tra le annate precedenti e quelle testate nell’occasione, dal passaggio a uno stile più maturo, a un utilizzo dei legni più calibrato, alla ricerca di un carattere improntato alla valorizzazione delle varietà locali (sangiovese in primis) senza concedere margini, come forse poteva accadere in passato, a forme offuscate da scorie ossidative che taluno continua a confondere con autenticità e tradizione.
Il Chianti Classico “annata” non è certamente il vino più “alto” della gamma aziendale ma, forse proprio per questo motivo, è particolarmente rappresentativo della bontà dei progetti qualitativi della proprietà. Le ossidazioni malcelate hanno lasciato spazio alla fragranza del frutto, il rovere non asciuga le gengive ma fa da contorno con discrezione e, con queste premesse, i profumi del sangiovese emergono con chiarezza e l’acidità scandisce con misura e precisione i tempi dell’evoluzione sul palato. Niente di trascendentale ma da ora in avanti si può affermare che il “discorso” si fa serio.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.