PATTI CHIARI….

Come ogni anno si rinnova la stagione degli assaggi e colgo l’occasione per ribadire ai lettori e ai produttori medesimi che mi hanno gentilmente inviato le loro campionature che i miei giudizi sono svincolati da qualsiasi considerazione non correlata strettamente alla qualità ed evito qualsiasi forma di contaminazione che potrebbe alterarli: non assegno premi, non organizzo eventi, non accetto pubblicità e sono volutamente rimasto all’età della pietra per quanto riguarda l’utilizzo dei social.  Non perdete tempo quindi a seguirmi su Instagram o FB: restereste delusi.
Sono ben cosciente che si tratti di una scelta discutibile e probabilmente poco favorevole a diffondere a una platea più ampia ciò che pubblico ma – in linea con la premessa iniziale e, se permettete, con il mio stile – è anch’essa una scelta di qualità: meglio un lettore buono che cento fasulli. E i “buoni” lettori fortunatamente sono più numerosi del previsto.
Ciò detto, è giusto fare presente che se chi legge vuole riprodurre e riportare le mie recensioni “in chiaro” è assolutamente libero di farlo, anzi diciamo pure che mi fa un favore e mi toglie da certi impicci. E aggiungo che, se usato con buon senso, l’invito è esteso anche alla pubblicazione (ovviamente limitata) di parti riservate agli abbonati.

 

Cambiamenti di clima e di abitudini

Come ho già avuto modo di accennare (leggi qui), il cambiamento climatico non incide soltanto per chi produce ma anche (e soprattutto) per chi consuma; aumenta la ricerca di freschezza e leggerezza nei vini (come nei cibi) e diminuiscono i consumi di tutti quei prodotti che non posseggono tali caratteristiche e non le hanno rimpiazzate con motivi di attrazione non strettamente legati alla qualità reale (etichette speculative, modaiole, status symbol, etc..). Il mondo della produzione inevitabilmente deve farsi carico, almeno in parte, di queste mutate esigenze e muoversi di conseguenza, anche e soprattutto sul piano agronomico e viticolo.

Ne debbono tenere conto anche coloro, come pure il sottoscritto, che assaggiano i vini nel periodo che va da fine primavera alla piena estate. E in particolare chi ha dovuto rispettare i tempi redazionali, e i conseguenti periodi di uscita delle pubblicazioni di settore, è stato messo a dura prova dai mesi di luglio e agosto, segnati senza tregua da temperature molto elevate. Da parte mia pur non cimentandomi nelle maratone degustative di un tempo – in fondo sono l’editore di me stesso e lo faccio per me e per i lettori (produttori compresi) che mi seguono – ho deciso di spostare in avanti buona parte delle degustazioni da effettuare, facendo affidamento su condizioni climatiche più miti e “ragionevoli”. Come in effetti, fortunatamente, è avvenuto.
Al di là della pausa forzata e dell’inevitabile ritardo comunicativo – la coperta è sempre corta – debbo dire che ne è valsa la pena.
Basti ricordare che, per molti vini appena imbottigliati, qualche mese supplementare (e caldo) passato in vetro permette di trovare un assetto migliore, più equilibrato ed espressivo, rendendo, almeno in teoria, le valutazioni più attendibili e meno approssimative. Inoltre, un assaggio “ritardato” ed effettuato in condizioni ambientali climaticamente ottimali, consente ai vini di non subire stress da raffreddamenti brutali che, sommati al numero probabilmente eccessivo di campioni testati in ogni sessione, impediscono di effettuare analisi ponderate e non frettolose.

Passando agli aspetti più pratici, come ho già anticipato, quest’anno ho riservato per ogni azienda una scheda specifica dove ho riepilogato i riscontri ricevuti nelle ultime annate, con lo scopo di fornire ai lettori uno strumento di più rapida e completa consultazione.
Con lo stesso criterio – azienda per azienda -e con il titolo Selezioni 2024, i migliori assaggi”, stilerò un consuntivo in “chiaro” delle performances che mi sono apparse più significative.

 

SELEZIONE VINI 2021, modalità e criteri.

Nella pagina Ratings – quella riservata agli abbonati – inserirò oggi (vedi qui), e nei prossimi giorni, le note relative agli assaggi della scorsa stagione pubblicate in precedenza solo parzialmente nei relativi riepiloghi per tipologia. Come è già capitato, ho suddiviso gli assaggi selezionati per aziende e, dato che la maggioranza di esse ha soltanto un vino o due, le ho raggruppate, dove possibile, per zona.
Nel corso di quest’anno, per la Selezione 2021, al termine di una intensa riunione di redazione (con me stesso), ho deciso drasticamente (e all’unanimità) di invertire il criterio, pubblicando con frequenza sistematica i singoli resoconti aziendali in modo da fornire tempestivamente a ogni produttore le impressioni ricevute dall’assaggio dei suoi vini.
Solo in una seconda fase pubblicherò i riepiloghi per tipologia che comprenderanno non solo i migliori assaggi ma anche i vini più convenienti sulla base del rapporto qualità prezzo. Debbo aggiungere che quest’ultimo è un punto particolarmente delicato e complicato da affrontare per cui ho deciso (sempre all’unanimità) di prendere a riferimento i prezzi praticati online, preferibilmente sulla pagina dello shop aziendale, giusto per non avere disguidi derivanti da fonti diverse. Sino ad ora, infatti, ho evitato di pubblicare i prezzi dei vini perché era praticamente impossibile ricevere dati omogenei: nel chiederli direttamente ai produttori c’era chi mi segnalava (spesso senza darmene indicazione ) il prezzo al dettaglio praticato in azienda o sugli scaffali di un’enoteca o, addirittura, al ristorante (!), oppure chi comunicava quello per operatori comprensivo di IVA e chi invece la escludeva, tanto per rendere la matassa ancora più ingarbugliata. 
Per dipanarla serviva, quindi, un’azione risoluta, ma la redazione, in un suo raro slancio democratico, comunica tuttavia di essere ben disposta ad accettare al riguardo i consigli di tutti i lettori.

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