RACCONTI BORDOLESI, la premessa

Per scrivere compiutamente di un territorio bisogna averlo frequentato da tempo, aver conosciuto direttamente i personaggi più rappresentativi, averne vissuto i vari passaggi storici, i cambiamenti, gli umori, il confronto con le tendenze di gusto e di mercato del momento, oltre ad aver condiviso le evoluzioni tecniche e climatiche che ne hanno condizionato e, talvolta, modificato lo stile. E, aggiungo, avere assaggiato tanto, che non significa solo aver provato molti vini ma aver testato più volte la stessa annata dello stesso vino in fasi diverse per verificarne l’evoluzione nel tempo. 
Nel fare queste riflessioni mi sono deciso a mettere insieme le esperienze e il materiale di cui dispongo, anche se qualche foglio l’ho “perso per strada”, su Bordeaux e i suoi vini, sollecitato anche da qualche eccellente bottiglia che ho scovato in cantina e che ho bevuto proprio nei passati giorni di feste (si fa per dire) natalizie.

Inizierò con la pubblicazione di una personale classificazione dei vini dell’AOC Margaux. Continuerò con le altre zone e, senza seguire nessun canovaccio prestabilito, approfondirò i temi parlando di stili e caratteri dei vari Châteaux e delle rispettive zone di produzione.

Segue, per gli abbonati, la classificazione dei vini di Margaux.

Bordeaux Primeurs 2017, Margaux – Aprile 2018

 

La rassegna dei vini delle aree più prestigiose del Médoc inizia dall’Aoc Margaux seguendo l’ordine di assaggio proposto dall’Union des Grands Crus all’Hangar 14. Sono molto affezionato ai vini di Margaux ma quest’anno debbo dire che, nella media, non sono stati i più brillanti dell’area médocaine. Fatta eccezione per le etichette più affermate (nei prossimi post parlerò di Chateau Margaux e Palmer), molti vini sono sembrati fermi, statici, bloccati da tannini poco aggraziati. Vedremo se l’affinamento e la permanenza in cantina faranno, come ci auguriamo, miracoli.

 

 

CHÂTEAU BRANE CANTENAC– Margaux
Distinto classicamente da un tatto soffice e vellutato, mostra un lieve contrasto tannico in chiusura ma ha un frutto integro e un’apprezzabile eleganza di fondo.  – 90

CHÂTEAU CANTENAC BROWN– Margaux
Intenso nel colore, è poco espressivo nei profumi e anche in bocca evidenzia una certa carenza di frutto con i tannini in rilievo nel finale. Migliorerà ma al momento non è al massimo della forma.  – 85

CHÂTEAU DAUZAC– Margaux
Piuttosto verde nei profumi e arcigno sul palato con tannini in posizione dominante; il finale è ancora duro ma non privo di carattere.  – 85

CHÂTEAU DESMIRAIL– Margaux
Semplice, leggero, scarsamente caratterizzato anche se gradevole; un po’ amarognolo nel finale.  – 83

CHÂTEAU DURFORT VIVENS– Margaux
Aperto nei profumi con note vegetali e agrumate in rilievo; il sapore è tonico, reattivo, succoso, equilibrato. Non complesso ma di bella naturalezza espressiva.  – 89

CHÂTEAU FERRIÈRE– Margaux
Robusto, compatto e composto, è tuttavia ancora condizionato dalla presenza ingombrante dei tannini. Sembra però avere le possibilità per trovare un equilibrio maggiore con l’affinamento.  – 86

CHÂTEAU GISCOURS– Margaux
Lievemente vegetale e anche un po’ esotico nei profumi dal fondo speziato, ha una struttura di medio peso, distribuita con misura ed equilibrio. Manca di un adeguato allungo finale ma è ben fatto.  – 88

CHÂTEAU KIRWAN– Margaux
Integro e intenso nel frutto, possiede materia e una buona dinamica; il finale è speziato e continuo. Non brilla per originalità stilistica ma è costruito con precisione.  – 88

CHÂTEAU LASCOMBES– Margaux
Morbido, quasi scivoloso sul palato, manca di grinta e carattere anche se è ordinato e piacevole.  – 85

CHÂTEAU MALESCOT ST-EXUPERY– Margaux
Non precisissimo sul piano aromatico ma almeno espressivo, con un attraente fondo balsamico in evidenza; il sapore non è particolarmente energico ma è ben articolato e dinamico nello sviluppo. Anche se non sembra all’altezza delle annate migliori, resta una delle firme più autorevoli della zona di Margaux.  – 88

CHÂTEAU MARQUIS DE TERME– Margaux
Non nitidissimo al naso, rivela una convincente tessitura a centro bocca ma la chiusura è alleggerita nei toni e corrugata nei tannini. – 84

CHÂTEAU MONBRISON– Margaux
Sentori di ribes al naso e sapore leggero, molto semplice, gradevole ma quasi evanescente nel finale.  – 83

CHÂTEAU PRIEURÉ LICHINE – Margaux
Preciso e pulito sul frutto, ha polpa, continuità e buon equilibrio; il finale non è molto incisivo ma è ben sostenuto da un impianto tannico morbido e compatto.  – 88

CHÂTEAU RAUZAN-GASSIES– Margaux
Soffice, fresco, arioso, lineare, ben disegnato anche se di medio carattere e scarsa profondità.  – 86

CHÂTEAU RAUZAN-SÉGLA– Margaux
Profumi nitidi di ribes, cassis, erbe aromatiche e spezie orientali; in bocca è disinvolto ed elegante, con un frutto presente e un’acidità viva e rinfrescante. Il finale è sapido, fragrante, di buona lunghezza.  – 92

CHÂTEAU SIRAN– Margaux
Robusto, quasi massiccio rispetto alla media, è un po’ sovraestratto ma la materia prima è comunque buona e promettente.  – 86

CHÂTEAU du TERTRE– Margaux
Piacevolmente speziato e floreale nei profumi, è dotato di freschezza e buona progressione gustativa; il finale è un po’ boisé ma l’insieme è convincente.  – 88

Marzo 2017 – Bordeaux Primeurs 2004, Margaux

Il millesimo 2004 a Bordeaux non ha avuto una particolare considerazione ed è stato giudicato universalmente di medio valore qualitativo. In realtà questi giudizi sommari rispondono alle esigenze di un mercato mondiale sempre più portato alle semplificazioni e, conseguentemente, alle approssimazioni legate alle mode del momento. Il mio punto di vista è sempre stato leggermente diverso al riguardo e riporto di seguito uno stralcio dagli appunti che scrissi all’epoca (primavera 2005).

“Il millesimo 2004 ha avuto uno sviluppo graduale con raccolte verificatesi nel periodo compreso tra fine settembre e la metà di ottobre, ovvero quasi con un mese di ritardo rispetto all’annata precedente. Una vendemmia tardiva ma anche molto produttiva, con la conseguenza di mostrare una qualità piuttosto eterogenea nel territorio bordolese anche se il tratto comune dei vini del 2004 è dato dalla freschezza, dall’equilibrio, dall’eleganza. E’ l’anno, infatti, che ha tracciato un solco netto tra i produttori che sono intervenuti nel vigneto con vendemmie verdi ripetute per attenuare le rese finali, che hanno rischiato la raccolta a fine stagione al fine di ottenere una buona maturazione delle uve e coloro che, al contrario, non hanno operato in modo così rigoroso. E’ emersa nettamente anche la differenza tra i vari terroirs con i vigneti storicamente più pregiati a dettare legge e a giustificare la vecchia ma sempre indicativa classificazione del 1855.

Come tutti gli anni a Bordeaux il tema finale degli assaggi en primeur è costituito dalla domanda: riva destra o riva sinistra? Quest’anno è difficile dare una risposta secca anche se le punte di diamante dell’annata si trovano tutte o quasi nell’area del Médoc. In realtà, oltre alle scelte viticole di ogni château, è intervenuta una reazione non precisamente prevedibile da parte dei singoli vitigni. Il merlot, più diffusamente coltivato nella riva destra, è generalmente avvantaggiato da annate fresche e tardive in quanto varietà precoce ma è stato generalmente piuttosto difficile tenerne sotto controllo la produttività e, seppur morbidi e fruttati, i vini a base di merlot sono risultati carenti in fatto di complessità. In buona sostanza le migliori riuscite dell’annata sono da assegnare ai cabernet sauvignon, per la riva sinistra, e ai cabernet franc, per quella destra, pervenuti ad una completa maturità, in virtù delle rese ridotte, dell’età dei vigneti, dell’epoca di raccolta e infine della qualità dei vari terroirs. Il cabernet piantato nei terreni più profondi e caldi, dotati cioè di un sistema di drenaggio più efficace, ha raggiunto pertanto una magnifica maturità senza rinunciare alla freschezza e all’eleganza tipica del millesimo 2004. Così si spiegano sostanzialmente le differenze, mai così nette nel recente passato, tra i grandi classici del territorio e il resto del gruppo.”

DENOMINAZIONE NOME DEL VINO ANNATA AZIENDA GIUDIZIO VOTO
Margaux Château Brane-Cantenac 2004 BRANE-CANTENAC tratti vegetali alternati ai frutti rossi emergono al naso – palato morbido, agile, quasi delicato e finale sul frutto 85
Margaux Château Cantenac Brown 2004 CANTENAC BROWN compatto e profondo al naso, con note di grafite e fondo boisé – bocca densa e morbida, con chiusura lunga dai tannini dolci – di medio carattere e complessità ma riuscito 88
Margaux Château Dauzac 2004 DAUZAC chiuso e concentrato nei profumi, dotato di un frutto maturo e di un’apprezzabile tensione gustativa – il finale è leggermente frenato dai tannini ma mantiene fragranza e freschezza 89
Margaux Château du Terte 2004 du TERTRE frutto intenso e integro, nessun accenno vegetale – è continuo, fresco, di buona lunghezza finale con tannini sottili 89
Margaux Château Durfort-Vivens 2004 DURFORT-VIVENS curiose note di confetture di fragole al naso – sapore piacevole ma semplice 85
Margaux Château Ferrière 2004 FERRIÈRE naso intenso e profondo con il rovere in evidenza – lo sviluppo sul palato è denso, pieno, confortevole – il finale è ben sostenuto anche se piuttosto boisé 88
Margaux Château Giscours 2004 GISCOURS profumi nitidi di frutti rossi (lamponi, fragole, cassis) – di calibrata dolcezza, ben diffusa sul palato, con tannini succosi – meno incisivo nel finale, di media complessità 88
Margaux Château Labégorce 2004 LABEGORCE profumi indirizzati sul frutto, di buona maturità – attacco morbido, quasi dolce, piacevole ed energico ma un po’ semplice e già molto pronto 86
Margaux Château Lascombes 2004 LASCOMBES profumi di spezie e torrefazione – fruttto, morbido, rotondo, con finale leggermente boisé – stile internazionale ben fatto ma non motlo caratterizzato 87
Margaux Château Malescot Saint-Exupéry 2004 MALESCOT SAINT-EXUPERY profumi di frutti neri e note balsamiche – è intenso, concreto, possiede grinta e naturalezza espressiva – al momento non finissimo ma di buona personalità 90
Margaux Château Margaux 2004 MARGAUX frutto di un disegno stilistico all’insegna dell’armonia assoluta, Margaux realizza in questo millesimo uno dei tanti capolavori del compianto Paul Pontallier – non possiede forse la profondità dei grandi millesimi ma è vino di grande classe e finezza 96
Margaux Château Monbrison 2004 MONBRISON sentori di fragole e cassis nei profumi – sapore morbido, pieno e bilanciato, con tannini saporiti e ben integrati – succoso e ben riuscito 89
Margaux Château Palmer 2004 PALMER straordinariamente elegante, con tannini setosi e raffinati, Palmer inizia, a partire da questa annata (sotto la direzione di Thomas Duroux), a risalire nelle quotazioni delle gerarchie bordolesi 94
Margaux Château Prieuré-Lichine 2004 PRIEURE’-LICHINE molto legno dolce (vaniglia, torrone) al primo impatto olfattivo – in bocca si sviluppa con ordine e un’apprezzabile grinta – finale intenso, leggermente boisé 87
Margaux Château Rauzan-Ségla 2004 RAUZAN-SEGLA un pizzico di rovere tostato si affianca al frutto maturo – in bocca convince per l’espansione e il diffuso senso di freschezza – finale intenso e pulito 91
Margaux Château Rauzan Gassies 2004 RAUZAN GASSIES ribes e confetture di lamponi al naso – sapore soffice, vellutato, molto piacevole e già molto equilibrato – manca di un tocco di carattere e complessità 89
Margaux Château Siran 2004 SIRAN compatto e profondo al naso, è denso, robusto, progressivo nello sviluppo, fresco nel finale 88

 

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