BORDEAUX 2024: Château Calon-Ségur (AOC St. Estephe)

Una dozzina di chilometri di distanza da Château Latour non giustificherebbero alcuna sostanziale variazione climatica dell’annata 2024 e infatti anche il racconto che è arrivato da Ch. Calon-Ségur conferma un andamento stagionale caratterizzato da un’abbondante piovosità invernale e settembrina. Un millesimo quindi difficile per tutti, dove la parola d’ordine è stata “pazienza”, oltre ovviamente all’impegno che non manca mai.

Tra dicembre 2023 e marzo 2024, l’inverno è stato caratterizzato da temperature più miti (+0,85°C) e precipitazioni più elevate (+143mm) rispetto alle medie decennali. La fioritura osservata tra il 6 e il 12 giugno è avvenuta a una temperatura media di 18°C, senza pioggia. Le temperature estive miti di luglio e agosto (-0,3°C) e un leggero deficit di piovosità (-13mm) rispetto alle stesse medie hanno consentito di sottoporre le viti a stress moderati. Settembre, invece, ha portato temperature più fresche (-1,8°C) e precipitazioni più intense (+57mm). Queste condizioni ci hanno imposto di mantenere la calma, di essere pazienti e di prestare maggiore attenzione alle condizioni sanitarie. Anche in questo caso, l’argilla ha svolto il suo ruolo di regolatrice, consentendoci di spingere al massimo la maturazione delle uve. La vendemmia è avvenuta tra il 23 settembre e il 2 ottobre per i Merlot e tra il 2 e il 9 ottobre per i Cabernet e il Petit Verdot. La resa finale di 45 hl/ha testimonia un’ottima qualità sanitaria e una padronanza viticola durante tutto il ciclo vegetativo.

Il Gruppo SURAVENIR oltre allo Château Calon-Ségur detiene la proprietà, sempre nell’area di Saint Estephe, di Château Capbern che conta su 38,5 ettari di vigna, dei quali 31,5 sono in produzione. La composizione dei vigneti – 8000 piante per ettaro – conta sul 49% di Merlot, 43% di Cabernet Sauvignon, 5% di Cabernet Franc e 2% di Petit Verdot, anche se l’annata 2024, come consultabile nella tabella sottostante, è stata ottenuta da ben altro uvaggio.
La direzione è affidata a Vincent Millet mentre il consulente è Eric Boissenot.

Le percentuali di uve utilizzate e le abbreviazioni relative sono le seguenti:
Cabernet Sauvignon CS, Merlot M, Cabernet Franc CF, Petit Verdot PV.

Château Calon-Ségur CS 82%, M 9%, CF 8%, PV 1%, grado alc. 13,1                 
Grand Vin

Le Marquis de Calon-Ségur CS 37%, M 63%, grado alc. 13,2
Second Vin

Château Capbern CS70%, M 30% 

BORDEAUX 2024: Domaines Delon (Château Léoville Las Cases, Nenin, Potensac e Clos du Marquis)

Il resoconto delle varie proprietà bordolesi della famiglia Delon è racchiuso in poche righe, espresse con un taglio più “letterario” che tecnico, ma che in buona sostanza corrisponde alle dichiarazioni ricevute dagli altri Châteaux sinora pubblicati.

Il 2024 rimarrà nella memoria dei viticoltori come un’annata in cui la natura e le sue sfide non hanno lasciato tregua, dal primo germoglio all’ultima uva raccolta. Ogni giorno è stata una battaglia, che ha richiesto una vigilanza costante, rendendo ogni decisione tecnica un atto decisivo, dettato dall’intuizione e dall’anticipazione, per portare l’uva in cantina al momento più maturo possibile, ponderato e selezionato appezzamento dopo appezzamento. Eppure, alla fine del viaggio, non è mancata la ricompensa! Dal nord del Médoc all’altopiano del Pomerol, passando per Saint-Julien, i Merlot seducono con la loro freschezza abbagliante e la loro polpa succosa, mentre i Cabernet, veri re dei vitigni, si svelano in una rara armonia, coniugando potenza ed eleganza, opulenza e finezza, profondità e brillantezza. Vini nati sotto il sigillo delle avversità, scolpiti dalle esigenze e dalla sapiente precisione degli uomini, e che ci insegnano che anche nelle prove e nelle difficoltà, i grandi terroir regalano sempre i loro tesori più inestimabili, a patto che li accompagniamo con passione e maestria.

Epoca di raccolto:

Château Léoville Las Cases – St. Julien, dal 30 settembre al 9 ottobre

Clos du Marquis – St. Julien, dal 25 settembre al 10 ottobre

Château Nénin – Pomerol, dal 18 settembre al 2 ottobre

Château Potensac – Médoc, dal 28 settembre al 7 ottobre

GagiaBlu, un nuovo stile maremmano?

L’assaggio comparativo (e bendato) della stessa tipologia e annata di produzione, è probabilmente il metodo preferibile per dare un giudizio equilibrato e non condizionato da altri fattori. Ma non è l’unico. La degustazione verticale – più annate – dello stesso vino offre, ad esempio, un punto di osservazione diverso e, se vogliamo, più approfondito.
Decisamente più approssimativo è l’assaggio che prende in esame i vini suddivisi azienda per azienda, mischiando tipologie e annate. Tuttavia, insieme ad alcuni lati discutibili, comprende anche aspetti che favoriscono un’analisi critica funzionale a focalizzare l’impronta e la coerenza stilistica di ogni produttore.
In questo senso, la prova effettuata sui vini dell’azienda maremmana GagiaBlu  (Poggio Ulivi) è risultata senza dubbi rivelatoria visto che, tenendo conto di una gamma produttiva particolarmente variegata, in tutti i vini emerge una linea comune rappresentata da una correttezza formale e un’accuratezza tecnica decisamente apprezzabili e poco riconducibili all’immagine stereotipata del vino maremmano. Precisione, misura, rispetto delle proporzioni – e quindi privilegio accordato a equilibrio e bevibilità – sono presenti in ogni campione assaggiato. Sul piano del carattere affiora invece qualche incertezza sul versante dei vini rossi, mentre decisamente sorprendenti e ben definiti sono apparsi sia il Vermentino 2022 che il Blanc de Noir XVIII 2020.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

Selezioni 2024, i migliori assaggi: AVIGNONESI

Debbo confessare che poche volte sono stato così ben impressionato dall’assaggio dei vini di Avignonesi, al punto che, fra le varie etichette provate la scorsa estate, non risulta per niente facile sceglierne una, come richiede questa rubrica. Alla fine avrei optato per una eccellente versione 2020 del Nobile Poggetto di Sopra, in quanto più rappresentativo del territorio, ma erano anni, o forse secoli, che non trovavo così in forma la storica etichetta del Merlot Desiderio (della stessa annata), così sorprendente da meritare una segnalazione ex-aequo.

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Selezioni 2024, i migliori assaggi: TENUTA DI ARCENO

Come più volte ho ricordato, i vini della Tenuta di Arceno seguono un profilo stilistico personale e poco allineato alla tradizione più classica, ma non mi stancherò anche di ripetere che quel che conta è possedere comunque uno stile, quale che sia, e una propria riconoscibilità, evitando di cadere nell’omologazione. In tal senso non ci sono dubbi sulla caratterizzazione dei vini di Arceno che in questa stagione non si limitano, come hanno sempre fatto, a sfoggiare interpretazioni sapienti di varietà come il Merlot e il Cabernet Franc con gli eccellenti Valadorna e Arcanum 2020, ma propongono anche un Chianti Classico gustosissimo come la Gran Selezione Strada al Sasso 2021.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

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