SELEZIONE VINI 2021: FEUDO MONTONI

Non è stato per niente facile stabilire una gerarchia qualitativa tra i vini di Feudo Montoni, ammesso che sia davvero utile farlo. Tra le nove etichette provate le differenze sono davvero marginali e condizionate probabilmente dalle “condizioni di forma” al momento dell’assaggio, quando il Perricone è più esplicito del Nero d’Avola o il Grillo si apre nei profumi assai più del Catarratto. Magari tra qualche mese qualche dettaglio cambierà ma non la sostanza e l’impressione d’insieme che racconta di vini che per esprimere il loro carattere non hanno bisogno di accorgimenti speciali, di scorciatoie o di operazioni che sanno più di marketing che di enologia. Precisione, nitidezza, equilibrio, riconoscibilità e distinzione sono i tratti comuni a tutti i vini assaggiati. Se vi sembra poco…

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

I Nero d’Avola di Curto

I terreni calcarei, le argille evolute, la luce infinita e il caldo cocente, il nero d’Avola  e i vigneti ad alberello, costituiscono il biglietto da visita del lembo di Sicilia dove nascono i vini dell’azienda Curto e, con i loro indubbi pregi e le loro indubbie problematiche, rafforzano, una volta di più, l’idea dell’insostituibile valore dell’apporto umano nella realizzazione di vini di pregio. Ed è un’idea che viene alimentata semplicemente dall’assaggio del Fontanelle 2014 dove riconosci immediatamente non dico Eloro, la doc di provenienza, ma certamente quella parte di Sicilia tra Ragusa e Siracusa, esposta senza barriere al sole e ai venti marini. E riesci a orientarti grazie ai profumi, così decisamente speziati da ricordarti un bazar e corredati da quel particolare carattere fruttato fragrantemente maturo che trovi solo nei migliori vini siciliani. A questo punto è giusto e lecito chiedersi dove stia l’apporto umano, perché quello che ho scritto sinora sembra parlare solo di territorio ma è un’immagine voluta da chi il vino lo ha modellato conoscendo bene pregi e limiti del suo ambiente; continuando l’assaggio, il quadro si delinea con maggiore chiarezza, perché non emerge, come ci si potrebbe attendere, un vino caldo e concentrato, ma risaltano le doti di equilibrio, con la freschezza che controbatte con efficacia il calore naturale e il sapore si snoda seguendo agilmente tracciati profondi.
Il volto migliore di un territorio mostrato da chi sa interpretarlo.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

Cerasuolo, Frappato e Nero d’Avola: l’essenza dei vini di Vittoria

 

Seppur circoscritta a sole tre aziende (quattro se aggiungiamo la recente recensione di Valle dell’Acate), l’immagine dei vini dell’area di Vittoria esce ben delineata: nessuna presenza di toni surmaturi, estrazioni tanniche calibrate e gradi alcolici contenuti. Al di là delle momentanea prevalenza di una tipologia rispetto all’altra, si riesce quindi a ricavare l’impressione di un’enologia precisa e ben curata che preserva l’integrità del frutto e privilegia l’equilibrio, rinunciando probabilmente, ma consapevolmente, a qualche aspetto caratteriale meno controllabile.

 

TENUTA BASTONACA

Cerasuolo di Vittoria DOCG Bastonaca 2015
molto speziato al naso, è intenso, progressivo nello sviluppo, preciso nei dettagli; il finale, molto sapido e appena un po’ tannico, è lungo e non privo di complessità, con richiami floreali sullo sfondo, 89.

Terre Siciliane Rosso IGT Nero d’Avola 2016
ricco nel colore, ha un impatto fruttato di buona pienezza sul palato; la chiusura, leggermente tannica, è di media profondità, 85.

Terre Siciliane Rosso IGT Frappato 2016
corretto e gradevole, è scorrevole, un po’ magro, molto semplice ma ben fatto, 83.

 

CASA DI GRAZIA

Sicilia Syrah DOC Emyriam 2014
scuro nel colore, speziato al naso, è denso, morbido, succoso, integro nel frutto e persistente nel finale, 89.

Frappato DOC Laetitia 2016
profumi intensi di more, pepe, spezie orientali; il sapore è diretto, continuo, piacevolmente morbido, ben diffuso anche nel finale, 88.

Sicilia Nero d’Avola DOC Gradiva Collectio 2015
intenso nel colore e nei profumi, con sentori decisi di frutti neri e spezie; in bocca è pieno, gustoso, equilibrato, distinto e rinfrescato da una tipica e lieve vena acida nel finale, 88.

Cerasuolo di Vittoria DOCG Victorya 2016
molto giovanile nell’aspetto, fruttato e speziato al naso, ha un impatto fresco e fragrante, stimolato da una viva acidità; chiude molto rapidamente con apprezzabile nitidezza, 85.

 

TENUTA VALLE DELLE FERLE

Vittoria Nero d’Avola DOC Valle delle Ferle 2016
limpidamente fruttato, si avvale di un’acidità continua e rinfrescante, oltre che di tannini dolci e ben integrati; lo sviluppo è ben ritmato e scattante con una chiusura semplice e coerente, 89.

Cerasuolo di Vittoria DOCG Valle delle Ferle 2016
delicatamente fruttato, è rotondo, soffice al tatto, diretto, non complesso, di buona piacevolezza, 86.

Vittoria Frappato DOC Valle delle Ferle 2016
pulito ma non ancora del tutto espressivo al naso, ha un’acidità ben marcata che lo vitalizza ma ne limita la percezione di avvolgenza e completezza; acquista, però, maggior tono e compattezza dopo una breve ossigenazione, 85