LE VERTICALI: Nobile di Montepulciano Il Nocio di BOSCARELLI

Le degustazioni verticali costituiscono sempre un punto di confronto fondamentale per comprendere un vino ed entrare nella sua essenza, ma sono anche l’occasione per ricordarci quanto sia mutevole, volubile e suscettibile ai cambiamenti la sua evoluzione. Negli anni di permanenza in bottiglia un vino modifica naturalmente, anche se solo nei dettagli, i suoi connotati ed è comprensibile che, ad esempio, il passaggio diversificato di micro quantità di ossigeno, possa provocare piccoli ma sensibili cambiamenti tra una bottiglia e l’altra, pur della stessa annata e lotto di imbottigliamento, conservata similmente. Insomma, non ci si deve stupire delle variazioni di valutazione di un vino anche a distanza di pochi anni: i fattori che contribuiscono a queste apparenti instabilità sono molteplici, a partire dalle reazioni con l’ossigeno di ogni, singolo tappo di sughero.
In secondo luogo, con la “verticale” rimettiamo un po’ le cose in ordine rispetto ai riscontri ricevuti dagli assaggi “orizzontali”, che prendono in esame, comparandoli, più vini della stessa tipologia e annata. In una verticale i termini di raffronto cambiano, prevale il valore dei singoli millesimi e dell’evoluzione che i vini hanno avuto nel tempo. Può capitare, quindi, che un vino dell’annata 2003, nel particolare contesto di quel millesimo, sia risultato largamente il migliore della tipologia, possa apparire meno performante se sottoposto a un confronto verticale con annate più felici o dalle caratteristiche molto diverse.

Una premessa indispensabile per affrontare consapevolmente il resoconto dell’assaggio di alcune delle annate recenti del Nobile di Montepulciano Il Nocio dell’azienda Boscarelli (cinque millesimi selezionati dal 2010 al 2020). Le conclusioni non si prestano a equivoci e appare evidente che sia un vino dal passo lento, che tende generalmente a trovare l’assetto giusto e salire di quota soltanto dopo un’adeguata permanenza in bottiglia, facendo spesso apparire come severi i primi, pur lusinghieri, giudizi. Il vino di punta della famiglia De Ferrari ha infatti una struttura robusta che necessita di tempo per “sciogliersi”, mostrando di risentire decisamente delle caratteristiche dell’annata, alternando l’eleganza, che emerge nelle annate più fresche, alla potenza.

Il resto del commento, unitamente alle note di degustazione, è consultabile qui, in area abbonati.

SELEZIONE VINI 2023: MELINI

Il fatto di far parte del Gruppo Italiano Vini, entità di ampie dimensioni, non deve indurre a pensare che la produzione delle Fattorie Melini sia indirizzata su traiettorie stilistiche banalmente convenzionali, con uno sguardo compiacente e quasi subordinato al cosiddetto gusto internazionale. In realtà, pur seguendo una linea cauta e attenta a non avventurarsi in scelte estreme, la linea produttiva di Melini è più incline a privilegiare criteri di stampo tradizionale con largo utilizzo, ad esempio, di botti grandi per l’affinamento del Sangiovese. Nel contesto di una proposta costantemente affidabile nelle etichette più semplici come la Vernaccia Le Grillaie, il Chianti San Lorenzo e il Chianti Classico Granaio, risalta, come di consueto, la prova della Riserva La Selvanella che, con l’annata 2019, esprime un potenziale di rilievo, meritevole di essere testato nuovamente nel corso della sua evoluzione.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

SELEZIONE VINI 2023: IL COLOMBAIO DI SANTA CHIARA

Sulla costanza qualitativa della Vernaccia de Il Colombaio di Santa Chiara non ci sono dubbi e non c’è niente da scoprire; pertanto resta solo da verificare la risposta in assaggio delle tre diverse selezioni prodotte. E se il Campo della Pieve 2021 si pone ancora una volta tra i vini di maggior valore della storica tipologia sangimignanese, sorprende in positivo la brillante performance del Selvabianca 2022, anche rispetto alle attese create dalla più ambiziosa Riserva L’Albereta 2020. Sul fronte dei vini rossi si distingue invece il Cabernet Franc Bacicolo, anche se il rapporto con il rovere è ancora un po’ conflittuale.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

SELEZIONE VINI 2023: VECCHIA CANTINA DI MONTEPULCIANO

Non ricordo con precisione, ma ho l’impressione che siano passati un paio di secoli da quando ho rilevato una serie di vini così convincente da parte della Vecchia Cantina di Montepulciano, azienda cooperativa di lunga storia (anche se con un po’ meno di un paio di secoli sulle spalle): nitidezza olfattiva, equilibrio, slancio e freschezza sono i dati salienti e comuni a tutti i vini assaggiati. Un cambio di passo notevole che spero di vedere ripercorso dalle prossime uscite sul mercato.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

© 2016 ErGentili - build proudly by Stuwebmakers and Wordpress
contact: info@ernestogentili.
Privacy Policy