Il punto su Bolgheri

Alla data di oggi ho aggiornato più di trenta Report relativi alle cantine di Bolgheri. Altri saranno inseriti nei prossimi giorni ma è già possibile ricavare una prima impressione di insieme.
La tipologia dei Bolgheri Rosso è stata rappresentata in gran parte dall’uscita dell’annata 2023 mentre il Bolgheri Superiore prevedeva la presentazione sul mercato del millesimo 2022, rivelatosi nei fatti più convincente di quanto le premesse e i dubbi del post vendemmia facevano immaginare. Le maturità fenoliche non sono state ottimali ma gli effetti negativi in termini di aggressività tannica sono stati abilmente mascherati da macerazioni soffici e da un uso del rovere generalmente ben calibrato. In questo senso va sottolineato come, a differenza di altre denominazioni, l’elasticità del disciplinare consenta di fronteggiare con apprezzabile efficacia gli umori sempre più imprevedibili del clima.
Un tema a parte nella valutazione complessiva della stagione di assaggi lo meritano i vini bianchi sui quali personalmente non ho mai nutrito troppa fiducia e che al contrario segnalano (miracoli del mercato?) che qualcosa si sta muovendo in positivo. Gli altri temi incrociati da affrontare riguardano le risposte ricevute dai vari vitigni utilizzati, dal classico blend bordolese ai tentativi, sempre più numerosi, di giocarsela “in purezza”: il Cabernet Franc ha ormai largamente soppiantato il Merlot, il Syrah ha un suo convinto gruppo di seguaci e comunque a Bolgheri non si fanno mancare niente, dal Petit Verdot al Malbec tra le uve “internazionali”, dal Sangiovese al Pugnitello e al Foglia Tonda sul fronte dei vitigni autoctoni, la fantasia dei produttori più eccentrici trova costantemente modo di alimentarsi. C’è ben poco da dire, infine, sui vini rosati che restano collocati, con scarsissime possibilità di risalire la china, sul gradino più basso della gerarchia qualitativa bolgherese.

Selezioni 2025: DOC ROSSESE DI DOLCEACQUA

A capeggiare con autorevolezza la consistente schiera dei Rossese 2023 è il Terrabianca di Terre Bianche, un vino che per complessità, eleganza e tensione gustativa può giocarsela con le tipologie più celebrate. Riscontri positivi anche per il Bricco Arcagna, sempre di Terre Bianche, e per i cru Bugiardino di Ka Manciné, Curli di Maccario Dringenberg e Pini della cantina Maixei. Per l’annata 2022 ha brillato il Peverelli di Mauro Zino, non proprio tradizionale come stile ma indubbiamente ottimo, e non è mancato all’appello dei migliori il Rossese di Tenuta Anfosso.
Le recensioni di questi vini sono consultabili, per gli abbonati, nei link sopra sottolineati mentre il resto è rintracciabile nella pagina RATINGS.

Selezioni 2025: DOC Riviera Ligure di Ponente Pigato

L’assaggio dei Pigato ha rafforzato l’idea di una certa compattezza qualitativa anche con l’annata 2024. In evidenza – ma non è certo una novità – l’ottimo Arcana Bianco di Terre Bianche ma anche la coppia (Pigato e Diana) proposta da Maria Donata Bianchi si è fatta decisamente valere. Per quanto riguarda le annate precedenti segnalo con piacere la buona prova del Pigato 2023 di Daniele Ronco e del sempre valido Vignamare 2022 della cantina Lupi.
Le recensioni di questi vini sono consultabili, per gli abbonati, nei link sopra sottolineati mentre il resto è rintracciabile nella pagina RATINGS.

Selezioni 2025: COLLI DI LUNI VERMENTINO DOC, i migliori in sintesi

L’annata 2024 non è stata particolarmente prodiga di grandi bottiglie per la classica denominazione del Levante ligure. Tra i vari vini assaggiati debbo ricordare l’ottima, e sorprendente, prova del Lunaris delle Cantine Bondonor (la recensione è consultabile qui) e, in seconda battuta, dell’Oro d’Isée di Baia del Sole. Per l’annata 2023 le note di merito sono invece riservate a I Pini di Corsano di Terenzuola e al Giardino dei Vescovi di Giacomelli. Decisamente brillante e autorevole, infine, la prova del Numero Chiuso 2021 delle cantine Lunae.

Selezioni 2025: CINQUE TERRE DOC, i migliori in sintesi

Provengono dalla Cantina Cinque Terre i più interessanti vini dell’omonima denominazione assaggiati quest’anno. In particolare risalto il Costa da Posa 2024, davvero ai vertici della produzione di bianchi dell’intera regione; si è fatto rispettare anche il Costa de Campu, stessa cantina e stessa annata 2024. Per il resto segnalo le buone prove del 2024 dell’azienda Cheo e il 2023 del Campo al Sole della cantina Sassarini.
I commenti dettagliati sono consultabili, per gli abbonati, nei link sopra sottolineati.

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