Classicamente Superiore, la verità di un Cirò

Classico e Superiore sono i due aggettivi più utilizzati dalle italiche denominazioni di origine e, anche se non sanciscono niente di superiore e tanto meno di classico, gli esempi da nord a sud si sprecano; tra essi il Chianti Classico è probabilmente il più famoso e anche il più discusso in quanto – per marcare la differenza con gli altri “Chianti” – l’aggettivo è praticamente concepito come un prolungamento del nome, al punto che forse converrebbe convertirlo in “ChiantiClassico”…
Ma mi sto addentrando in un terreno minato per cui torno volentieri al titolo in oggetto.
Nel caso del Cirò Rosso di Caparra & Siciliani, Classico e Superiore hanno invece un significato assolutamente attendibile e veritiero, in quanto questo vino nei miei assaggi finisce con il risultare spesso superiore anche alle altre più ambiziose etichette dell’azienda calabrese, con l’aggiunta di un gusto che reclama vivamente la definizione di classico.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: QUERCIABELLA

Non bisogna fidarsi troppo quando vini del calibro del Camartina di Querciabella al primo assaggio sembrano solo buoni e non eccellenti come sempre: è sufficiente una fase di chiusura nell’evoluzione unita al carattere scorbutico di un’annata come la 2017 per limitarne la piena espressività. In ogni caso, quale che sia il motivo, non mi fido di un solo assaggio e tra non molto – qualche mese in più di bottiglia potrebbe essere decisivo – lo riproverò e aggiornerò la recensione.
Nell’attesa di cogliere l’attimo giusto per il Camartina, mi sono però largamente consolato con il resto dei vini presentati e in particolare con una riuscitissima versione 2018 del Chianti Classico Riserva.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: CORZANO E PATERNO

Nonostante che la versione 2018 de Il Corzano possa considerarsi una delle più eleganti tra quelle prodotte negli anni da Corzano & Paterno e I Tre Borri dello stesso millesimo offra una chiara dimostrazione delle caratteristiche che dovrebbe possedere un Sangiovese buono e autentico, preferisco puntare il mirino e l’attenzione sul più semplice, meno ambizioso, conveniente e piacevolissimo Chianti Terre di Corzano che, con l’annata 2019, si distingue per equilibrio e fragranza di frutto.
È così che avevo iniziato e concluso questa recensione, ma non avevo fatto i conti con il Passito 2006 che avevo lasciato come ultimo assaggio e che si è rivelato non soltanto il miglior “Corzano” di sempre ma anche uno dei più straordinari vini dolci mai prodotti in Toscana. Imperdibile.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.