SELEZIONE VINI 2021: VECCHIE TERRE DI MONTEFILI

La precisione tecnica, espressione che tradotta in positivo non significa omologazione ma estrema nitidezza aromatica, unita alla robustezza strutturale, derivante da una conduzione del vigneto che non lascia evidentemente niente al caso, costituiscono il punto di ripartenza dei vini delle Vecchie Terre di Montefili. Austeri e compatti, non lasciano, almeno in fase giovanile, molto spazio alle emozioni ma anche in un’annata come la 2017 esprimono con sicurezza il loro carattere, sia con i vini a base di sangiovese sia con una splendida versione del Bruno di Rocca (cabernet sauvignon con aggiunta di sangiovese).

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

ASSAGGI SPARSI (MAREMMA) N. 22

La degustazione è un esercizio ripetitivo ma certamente non noioso e prevedibile. Anche in un lotto ristretto di campioni è possibile individuare motivi di interesse, curiosità e riflessione. Nel mettere insieme questo gruppo di assaggi, relativo a vini prodotti da aziende maremmane, è emersa con nettezza la eterogeneità delle proposte qualitative che, per quanto parziali e al di là della buona qualità espressa, trasmettono un forte senso di confusione stilistica e strategica. Il migliore assaggio dei vini della Morisfarms è risultato essere un sangiovese con piccole aggiunte di cabernet sauvignon, per l’azienda Mocali un ciliegiolo, per Pianirossi si è affermato invece un blend a base di petit verdot, cabernet sauvignon e montepulciano d’Abruzzo, e, ancora, tra i vini di Poggio Maestrino ha ben figurato un petit verdot in purezza. Chiudo, in bellezza, con Casavyc il cui vino più sorprendente (sorpresa nella sorpresa) ha finito con l’essere un ottimo, e ribadisco ottimo, Spumante Brut Rosé ricavato da pinot nero il cui nome – a riveder le stelle – dice tutto. O forse niente.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

IL PUNTO SU BOLGHERI e SAN GUIDO

Cercherò di rimediare al ritardo di pubblicazione degli assaggi relativi al Sassicaia 2017 e Guidalberto 2018, come di altri vini bolgheresi usciti lo scorso anno, anticipando le prime impressioni sulle annate in uscita in questa stagione. Tutti ormai conoscono le difficoltà dell’annata 2017; quello che ho scritto ripetutamente sinora, anche parlando di altre tipologie e denominazioni, è replicabile per Bolgheri con un dato aggravante: i vini bolgheresi  basati prevalentemente sul cabernet (franc e sauvignon) e sul merlot, debbono fare i conti – e quadrarli, ovvero raggiungere un equilibrio – con masse polifenoliche più ingombranti di quelle che, ad esempio, si possono ricavare da un sangiovese. Il millesimo 2017, come ribadito più volte, si è trascinato da subito il problema della maturità fenolica con vini che, nonostante mille accorgimenti, mostrano secchezze e ruvidità assortite. Se un’annata del genere fosse capitata non un secolo ma solo dieci anni fa i risultati sarebbero stati probabilmente quasi tragici, ma oggi, grazie all’accresciuto bagaglio di conoscenze ed esperienze accumulato nel frattempo, è stata fronteggiata – un po’ in tutte le zone – nel modo migliore.

In buona sostanza la curiosità o stranezza sta nel fatto che ho potuto rilevare in questa annata una differenza di valori, tra i vini solitamente considerati di punta e gli outsider, assai contenuta, per non dire quasi nulla, quando, generalmente, è proprio nelle annate precarie che la forbice si allarga. Il Sassicaia 2017, tanto per non girare troppo intorno alla questione originaria, è comunque sempre in vetta alle preferenze ma, come accennato, con un margine più ristretto del passato nei confronti di altri vini.

La vera sorpresa pervenuta dalla Tenuta San Guido è data invece dall’eccellente performance del Guidalberto 2018, dalla beva freschissima ed elegante, che innesca la curiosità e l’attesa per i vini della zona in prossimità di uscita visto che l’annata presenta caratteristiche favorevoli, per una volta, anche all’affermazione dei Merlot.

Le prime, fugaci impressioni derivate dall’assaggio delle nuove annate di San Guido, come del resto è capitato per i vini de Le Macchiole (recensiti qui), sono state decisamente favorevoli….

continua per gli abbonati