SELEZIONE 2022/23, CHIANTI COLLI SENESI

Salvo un caso (Villa S. Anna), i vini recensiti in questo Report provengono dall’area di San Gimignano che resta la zona che propone la tipologia dei Chianti Colli Senesi con maggiore compattezza e diffusione. E aggiungo anche con una qualità mediamente più che soddisfacente visto che, anche se le annate rappresentate sono più d’una e sono comprese nel gruppo anche alcune Riserve, hanno superato la soglia della selezione ben 30 vini.
Sul piano stilistico le letture continuano ad essere sostanzialmente individuali, ogni azienda ha la propria linea che a sua volta risente delle caratteristiche dell’annata rappresentata. Ovviamente al centro resta dominante la presenza del Sangiovese che talvolta è espresso in purezza e in altre occasioni è supportato da altre varietà. Anche sull’uso e la partecipazione del rovere non c’è omogeneità e permangono incertezze e ingenuità assortite, tuttavia si tratta di vini dotati generalmente di carattere e riconoscibilità, di un fondo diffuso di sapidità che sembra un dato ricorrente nei vini sangimignanesi e non mancano alcune versioni particolarmente convincenti.
Il potenziale espresso complessivamente mostra quindi di aver poco da invidiare a tipologie più rinomate e costose ma indubbiamente senza il supporto di un adeguato riconoscimento economico è difficile ipotizzare ulteriori e decisivi salti di qualità.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

COLPI DI CUORE

La Guida Hachette è la madre delle Guide-Vini europee, la prima pubblicazione che ha giudicato, catalogato e classificato con ritmo annuale i vini francesi; si può quindi ben dire che ha fatto la storia e, pur con le difficoltà del mercato attuale, continua a farla. Una delle segnalazioni di merito più copiata, il famoso Coup de Coeur, è un marchio storico dell’Hachette e non segnala automaticamente il vino migliore ma quello che ha toccato le corde dell’emozione o che almeno ha sorpreso e stupito gli assaggiatori. Può capitare che sia un vino semi-sconosciuto e quindi una sorpresa totale, oppure un vino famoso che è andato ben oltre il suo pur elevato standard abituale.
Per non lasciare all’asciutto (colpa gravissima) chi mi legge, ho deciso pertanto di segnalare alcuni Coup de Coeur risaltati nei primi giri di assaggio effettuati. Tralascio per ora le griffes più note e pur meritevoli di tale riconoscimento – Paleo e Sassicaia 2019 non scappano.. – e dedico queste righe a una serie di vini che non sempre sono finiti in prima pagina ma che stavolta hanno provocato un giusto “batticuore”.

Il primo gruppo è monopolizzato da vini di Montepulciano e inizio con il Nobile Riserva 2018 de Le Bertille per continuare con il Rosso di Montepulciano 2020 di Manvi e finire con il Chianti Colli Senesi 2019 di Villa S. Anna: tre annate diverse e tre vini che hanno in comune la freschezza, l’eleganza delle forme e la facilità di beva. Tre caratteristiche che fino a pochi anni fa era piuttosto difficile rintracciare a Montepulciano ma che gradualmente stanno diffondendosi sempre di più.

Chiudo questa prima tranche con un vino che ormai non dovrebbe più stupirmi ma che ogni anno immancabilmente ci riesce ed è una versione scintillante e fremente (la 2021) del Rosato di Rocca di Montegrossi.
Da berne a secchi, direbbe Giampaolo Gravina.

SELEZIONE VINI 2021: IL PALAGIONE

Antajr e Ares, i due rossi più ambiziosi prodotti da Il Palagione, quest’anno hanno dovuto confrontarsi, soccombendo sul piano caratteriale, con l’ispirata versione 2019 del Chianti Colli Senesi Caelum.
Tuttavia, al centro delle attenzioni della proprietà continua giustamente a esserci la Vernaccia di San Gimignano e non c’è quindi da sorprendersi più di tanto per la splendida riuscita – tra le migliori dell’intera denominazione – della Riserva Ori 2019.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: LA LASTRA

Non so se il termine “geometrico” rende giustizia allo stile dei vini de La Lastra ma, nel riesaminare gli appunti stilati durante gli assaggi, emergono ripetutamente, sia che si tratti di vini rossi che di bianchi, considerazioni positive sull’equilibrio, la compostezza e la nitidezza delle sensazioni; in sintesi, la precisione con la quale è tracciato il percorso gustativo compone immaginariamente una figura geometrica. Non vi è dubbio però che, senza la pur breve aggiunta di queste motivazioni, la definizione adottata sarebbe decisamente limitativa (e forse ancora più inesplicabile).
Al di là di queste divagazioni, data per certa e consolidata la qualità della Vernaccia di San Gimignano, da un  po’ di tempo sono i vini rossi – nelle varie tipologie proposte – a raccogliere attenzione e consenso. E tra questi segnalo in particolare una riuscitissima versione del Chianti Colli Senesi 2019, dove bevibilità, carattere (e prezzo) si accordano in piena sintonia.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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