ASSAGGI SPARSI (San Gimignano) N. 18

La consueta “rubrica” degli assaggi sparsi è dedicata, seguendo una turnazione del tutto casuale, ad aziende operanti a San Gimignano con in comune il numero di vini recensiti (5), che è già buon motivo per segnalare, seppur in assenza di particolari acuti, la buona affidabilità complessiva della produzione delle Cantine interessate. Certamente è costante e prevalente la presenza della Vernaccia di S. G. ma non mancano varianti al tema come i Chianti Colli Senesi di Signano e di Mormoraia, o veri e propri sconfinamenti territoriali, come il Brunello di Montalcino Bellarina del Palagetto.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

ASSAGGI SPARSI N. 13

Ho selezionato i vini più significativi (quasi tutti tra quelli presentati) di ogni azienda recensita e li ho raccolti in questo gruppo. Complessivamente si tratta di oltre 15 vini piacevoli e ben fatti che segnalano – anche e soprattutto nella precisa esecuzione delle etichette più semplici (e poco onerose) – il convincente processo di crescita del territorio sangimignanese: dal sorprendente Rosato Raffy di Casa alle Vacche, alle pregevoli Vernaccia Riserva di Guicciardini Strozzi e Vagnoni, fino al Chianti Riserva Massi dell’azienda Macinatico.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

IL COLOMBAIO DI SANTA CHIARA

Dopo un esordio incerto le Vernaccia della famiglia Logi hanno avviato, nel secondo decennio di questo secolo, un percorso di costante crescita che le ha portate a posizionare stabilmente nel gruppo delle migliori etichette della storica “docg”, in tutte le varie tipologie proposte.
Rileggendo le (lusinghiere) note di assaggio di quest’anno emergono alcuni dei tratti stilistici che caratterizzano le Vernaccia de Il Colombaio di Santa Chiara, vale a dire una vinificazione tesa a mettere in risalto da un lato la pulizia e l’articolazione aromatica, dall’altro la profondità e la freschezza del sapore. Lontane da modelli molto tradizionali dall’impronta ossidativa più evidente, non rientrano neanche nel gruppo delle Vernaccia più classiche ma hanno avuto l’accortezza di evitare di farsi trascinare in episodi stilistici di taglio banalmente internazionale, mantenendo, quindi, un’indubbia, seppur non immediata, riconoscibilità. Un insieme di caratteristiche che, alla resa dei conti, hanno consentito di farle apprezzare un po’ da tutti e non soltanto dagli appassionati della denominazione.
Il percorso è stato sinora più tortuoso per i vini rossi che in questa stagione hanno tuttavia mostrato un cambio di marcia incoraggiante.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.