CAPPELLASANTANDREA

Che succede a San Gimignano? Nuovi produttori si affacciano sulla scena enologica con sorprendente incisività, altri, già promettenti, diventano rapidamente certezze e quelli già ampiamente affermati si confermano con gli interessi. Anno dopo anno, insomma, si avverte e si accerta la vitalità e la costante crescita complessiva del vino sangimignanese e in questo contesto evolutivo assume un ruolo sempre più autorevole anche Cappellasantandrea, azienda diretta da Flavia Del Seta e Francesco Galgani. Nel recentissimo passato avevo avuto modo di annotare le convincenti riuscite di alcune etichette alternate a prove meno squillanti, ma in questa stagione di assaggi debbo registrare un passo in avanti sorprendentemente diffuso su tutta la gamma, senza esclusione di colori (bianchi e rossi) o tipologie.

Il merito è forse da ascrivere a una concomitanza di annate favorevoli? Mah, se i riscontri positivi si ricevono contemporaneamente dalle Vernaccia 2019, 2018 e 2017, tre millesimi del tutto diversi tra loro, è un’ipotesi che frana da sola e mi fermo qui: non voglio eccedere in complimenti.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

LA ROCCAIA

Una recensione “volante”, dedicata a La Roccaia, azienda sangimignanese che assaggio per la prima volta e della quale, in tutta sincerità, non ho nessuna notizia. Mi è però sufficiente il bicchiere per trarre le prime impressioni che sono decisamente positive per due motivi principali: tutti e tre i vini provati (soprattutto i due rossi) sono ben curati, precisi e di franca bevibilità; inoltre, dato che non proprio non dispiace di questi tempi, il prezzo di acquisto (anche online) è più che abbordabile.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

FATTORIA SAN DONATO

Non scopro niente di nuovo a segnalare la Fattoria di San Donato tra le aziende più affidabili e continue nel tempo in quel di San Gimignano. Le varianti tra un anno e l’altro sono costituite essenzialmente dai confronti interni: in tema di Vernaccia, è migliore la selezione Angelica o la Riserva Benedetta, oppure, spostandosi sul fronte dei vini rossi – San Donato è una di quelle aziende che porta a dubitare se la vocazione sangimignanese sia solo bianchista – è più riuscito il Chianti Colli Senesi Fiamma o il Merlot Arrigo?
I vini mantengono nell’insieme un profilo stilistico equilibrato che non abbraccia nessun orientamento in modo radicale ma sono semplicemente coerenti con i terreni e il microclima di San Donato oltre che con i caratteri di ogni singola annata.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.