ASSAGGI SPARSI N. 13

Ho selezionato i vini più significativi (quasi tutti tra quelli presentati) di ogni azienda recensita e li ho raccolti in questo gruppo. Complessivamente si tratta di oltre 15 vini piacevoli e ben fatti che segnalano – anche e soprattutto nella precisa esecuzione delle etichette più semplici (e poco onerose) – il convincente processo di crescita del territorio sangimignanese: dal sorprendente Rosato Raffy di Casa alle Vacche, alle pregevoli Vernaccia Riserva di Guicciardini Strozzi e Vagnoni, fino al Chianti Riserva Massi dell’azienda Macinatico.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

IL COLOMBAIO DI SANTA CHIARA

Dopo un esordio incerto le Vernaccia della famiglia Logi hanno avviato, nel secondo decennio di questo secolo, un percorso di costante crescita che le ha portate a posizionare stabilmente nel gruppo delle migliori etichette della storica “docg”, in tutte le varie tipologie proposte.
Rileggendo le (lusinghiere) note di assaggio di quest’anno emergono alcuni dei tratti stilistici che caratterizzano le Vernaccia de Il Colombaio di Santa Chiara, vale a dire una vinificazione tesa a mettere in risalto da un lato la pulizia e l’articolazione aromatica, dall’altro la profondità e la freschezza del sapore. Lontane da modelli molto tradizionali dall’impronta ossidativa più evidente, non rientrano neanche nel gruppo delle Vernaccia più classiche ma hanno avuto l’accortezza di evitare di farsi trascinare in episodi stilistici di taglio banalmente internazionale, mantenendo, quindi, un’indubbia, seppur non immediata, riconoscibilità. Un insieme di caratteristiche che, alla resa dei conti, hanno consentito di farle apprezzare un po’ da tutti e non soltanto dagli appassionati della denominazione.
Il percorso è stato sinora più tortuoso per i vini rossi che in questa stagione hanno tuttavia mostrato un cambio di marcia incoraggiante.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

CAPPELLASANTANDREA

Che succede a San Gimignano? Nuovi produttori si affacciano sulla scena enologica con sorprendente incisività, altri, già promettenti, diventano rapidamente certezze e quelli già ampiamente affermati si confermano con gli interessi. Anno dopo anno, insomma, si avverte e si accerta la vitalità e la costante crescita complessiva del vino sangimignanese e in questo contesto evolutivo assume un ruolo sempre più autorevole anche Cappellasantandrea, azienda diretta da Flavia Del Seta e Francesco Galgani. Nel recentissimo passato avevo avuto modo di annotare le convincenti riuscite di alcune etichette alternate a prove meno squillanti, ma in questa stagione di assaggi debbo registrare un passo in avanti sorprendentemente diffuso su tutta la gamma, senza esclusione di colori (bianchi e rossi) o tipologie.

Il merito è forse da ascrivere a una concomitanza di annate favorevoli? Mah, se i riscontri positivi si ricevono contemporaneamente dalle Vernaccia 2019, 2018 e 2017, tre millesimi del tutto diversi tra loro, è un’ipotesi che frana da sola e mi fermo qui: non voglio eccedere in complimenti.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

LA ROCCAIA

Una recensione “volante”, dedicata a La Roccaia, azienda sangimignanese che assaggio per la prima volta e della quale, in tutta sincerità, non ho nessuna notizia. Mi è però sufficiente il bicchiere per trarre le prime impressioni che sono decisamente positive per due motivi principali: tutti e tre i vini provati (soprattutto i due rossi) sono ben curati, precisi e di franca bevibilità; inoltre, dato che non proprio non dispiace di questi tempi, il prezzo di acquisto (anche online) è più che abbordabile.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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