Selezioni 2024, i migliori assaggi: LILLIANO

Selezionare una Gran Selezione (di Chianti Classico, ovviamente) tra le “Selezioni 2024 non fa parte di nessun gioco di parole né, soprattutto, di una ripetizione casuale. Almeno nella misura in cui non è altrettanto casuale riscontrare l’eccellente qualità proposta dalla G. S. – uso l’abbreviazione per non ripetermi ancora – 2021 della Tenuta di Lilliano, in quel di Castellina in Chianti, che non si stanca di continuare a replicare, anno dopo anno, i propri successi.

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Selezioni 2024, i migliori assaggi: LAMOLE DI LAMOLE

Gli assaggi di Lamole di Lamole (gruppo Santa Margherita) hanno messo in evidenza l’ennesimo confronto tra una Gran Selezione (Vigneto di Campolungo) e una Riserva (La Reale) di Chianti Classico dell’annata 2021. Il potenziale della struttura fa immaginare un futuro più favorevole al Campolungo ma al momento debbo dire che La Reale esibisce un supplemento di freschezza e un senso di riconoscibilità, rafforzato dai profumi floreali riconducibili alle tipiche caratteristiche dei vini di Lamole, che lo rendono particolarmente attraente.

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Selezioni 2024, i migliori assaggi: NITTARDI

Il passaggio dalla tipologia Chianti Classico Riserva alla Gran Selezione del vino di punta della Fattoria Nittardi ha conseguentemente imposto – come da disciplinare – l’abbandono di quella piccola quota di Merlot nell’uvaggio con il Sangiovese. Una scelta obbligata che, a giudicare dal riscontro ricevuto dall’annata 2021, non lo ha per niente penalizzato ma reso ancora più espressivo e riconoscibile grazie all’ormai raggiunta maturità delle vigne di Sangiovese.

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Selezioni 2024, i migliori assaggi: CARPINETA FONTALPINO

Non assaggiavo da tempo i vini di Carpineta Fontalpino e debbo ammettere che, con una segnalazione particolare per il Chianti Classico Gran Selezione Vigna Dofana, propongono, unitamente a una qualità complessiva rimarchevole, anche un carattere e un senso di identità territoriale più definito e percepibile del passato. Non brilla invece per originalità il blend “internazionale” Do Ut Des, ma la ricchezza di frutto e il senso di armonia d’insieme che esibisce nell’annata 2019 sono decisamente coinvolgenti.

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Selezioni 2024, i migliori assaggi: ROCCA DI MONTEGROSSI

Nelle note descrittive dell’annata 2019 della Gran Selezione San Marcellino ho riportato una definizione – “ha poco della tipicità classica ma è vino di alto rango, dal grande potenziale di longevità” – che credo riassuma la grandezza e l’originalità stilistica del vino più rappresentativo di Rocca di Montegrossi. Un rosso che esprime senza mezze misure gli aspetti più vigorosi del Sangiovese presente nei territori calcarei a sud di Gaiole, dove i vini posseggono strutture possenti e tendono ad assumere forme ed espressioni più sfumate, in sintonia con il vitigno e la tipologia, solo con il passare del tempo.

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