BAGLIO DEL CRISTO DI CAMPOBELLO

Il successo commerciale delle bollicine ha spinto molte cantine, in tutta Italia e non solo nelle zone tradizionalmente indirizzate alla produzione di vini spumantizzati, a cimentarsi con cuvée ottenute dai vitigni più disparati (o forse disperati). Non nego di essere piuttosto scettico sulle prospettive di tali scelte che privilegiano la tecnica di cantina rispetto ai caratteri territoriali e che sono giustificate solo da esigenze di cassa; generalmente i vini, anzi i prodotti ottenuti sono corretti ma poco significativi e spesso ripetitivi tra loro. Nonostante queste premesse poco incoraggianti debbo ammettere di essere rimasto piacevolmente colpito dall’Extra Brut 2019 propostomi dal Baglio del Cristo di Campobello, azienda presente nell’area agrigentina. Uno spumante ricavato da uve Grillo molto ben eseguito, con perlage di buona finezza, profumi di fiori bianchi e crosta di pane e soprattutto caratterizzato da un sapore delicato eppure incisivo e continuo, fresco e scattante. Un esempio riuscito che scavalca i pregiudizi. Il resto delle recensioni, tra le quali spicca il Grillo Laluci 2022, è disponibile qui, in area abbonati.

SELEZIONE VINI 2023: le “Stelle” dell’anno, episodio N. 10

La serie di vini che hanno, sotto vari punti di vista, brillato (da qui le “Stelle”) negli assaggi di quest’anno è piuttosto corposa e la sto sciorinando senza seguire nessun canovaccio prestabilito, anche se debbo riconoscere che di stelle che brillano è pieno il cielo del Chianti Classico.  

In particolare va segnalata la Gran Selezione Badiòla che, ben distinta stilisticamente dall’impronta adottata dalla maggioranza dei vini del Castello di Fonterutoli, conferma di essere un vino assai ben riuscito e capace di rappresentare con puntualità il senso di freschezza ed eleganza che, salvo rare eccezioni, soltanto il Sangiovese delle aree particolarmente vocate del territorio chiantigiano è in grado di riprodurre.

Cambiando prospettiva e puntando il mirino sulla performance complessiva dei vini dei Marchesi Mazzei va sottolineata l’ennesima prova di rilievo del Siepi (annata 2020) come della Gran Selezione Castello di Fonterutoli, mentre al di fuori dei confini chiantigiani si sono messi in luce anche il Belguardo 2020 dell’omonima tenuta maremmana e il piacevolissimo Doppiozeta (Noto DOC) della proprietà siciliana Zisola.

Le note di assaggio sono consultabili qui, in area abbonati.

SELEZIONE VINI 2023: le “Stelle” dell’anno, episodio N. 7

Sulla riscoperta del Grillo è stato detto e scritto di tutto, ma spesso ho trovato questi tributi eccessivi o giustificati solo in parte. L’occasione per ricredermi me l’ha fornita l’assaggio del Grillo Astolfo della cantina Assuli. Un vino che alla fragranza aromatica e al dinamismo tipici del vitigno, ha aggiunto una complessità e una ricchezza di sfumature francamente sorprendenti. Caratteristiche che mi hanno permesso di risolvere l’arduo dilemma sul vino da scegliere tra le numerose etichette di pregio proposte dall’azienda siciliana (in costante ascesa su tutta la gamma) iniziando dai due Nero d’Avola, Besi (sempre eccellente) e Riserva Lorlando (mai così convincente), al travolgente Perricone Furioso (di nome e di fatto).

Le note di assaggio sono consultabili qui, in area abbonati.

I BIANCHI DI FEDERICO CURTAZ

Ho provato nei giorni scorsi le nuove annate dei bianchi etnei di Federico Curtaz, vale a dire l’Etna Bianco Gamma 2020 e l’Etna Bianco Superiore Kudos 2019 realizzato in compartecipazione (ovvero nelle vigne di..) con gli Eredi Di Maio. Confesso che il valore del territorio unito alla felicissima mano di Federico sui vini bianchi – non è che sui Rossi faccia proprio schifo eh… – conteneva i presupposti e le attese per una degustazione di piena soddisfazione.
Invece..il riscontro è stato addirittura superiore alle più rosee aspettative. Prima di pubblicare le note di assaggio farò passare qualche mese, forse anche l’estate, per provarli di nuovo in un contesto comparativo e coperto, ma già da ora posso anticipare che si tratta di due vini in finezza e in freschezza, distinti da un ammirevole senso di purezza aromatica e nobile sapidità; più grasso e complesso appare il Kudos, più elettrico e dinamico il Gamma che ha ancora tempo per rivelare la sua natura più profonda, ma che al momento è già godibilissimo.

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