Mai come in questo momento storico si è registrata nel nostro paese un’attenzione così “premurosa” sui danni potenziali derivanti dall’assunzione di alcol. Tralasciando i consigli di stampo dietetico, ha preso, giustificatamente, sempre più forza l’allarme salutistico. Su queste pagine anch’io ho trattato più volte il tema della presenza sempre più generosa di grado alcolico nei vini (rossi in prevalenza), ma solo dal mio assai più innocuo punto di osservazione che mira alle conseguenze sul piano puramente qualitativo degli eccessi strutturali (in questo caso di alcol) che compromettono equilibrio e bevibilità.
Il tema ha invece preso una piega del tutto diversa che indubbiamente aumenta nel consumatore un senso di preoccupazione, rafforzato oltretutto dall’emanazione delle norme che regolano il rapporto tra la guida di autoveicoli e l’assunzione di prodotti alcolici. In questo contesto di incertezza, con sincronismo sin troppo puntuale, si è inserito il lancio sul mercato dei vini “dealcolati”. Insomma, se le leggi dello stato e i richiami salutistici spingono giustamente nella direzione di bere con assoluta moderazione, non ci siamo fatti mancare chi propone tempestivamente di cominciare a consumarlo dealcolato. E non c’è da dubitare che il tam tam pubblicitario a favore della nuova bevanda (non riesco a chiamarla vino) così salutare (ma ne siamo certi?) sarà altrettanto ben sincronizzato da non cadere nel vuoto.
Ricordo gli appelli di un tempo contro l’uso, e ovviamente l’abuso, di caffeina per i danni (assai presunti ma dati per certi) che infliggeva al sistema cardiaco. Il decaffeinato HAG ebbe un successo commerciale clamoroso. Successivamente la caffeina, usata con moderazione, è stata riabilitata al punto che viene addirittura consigliata in certe terapie.
Chiaramente ho forzato il parallelo tra alcol e caffeina: a favore del primo ci sono, sul piano salutistico, ben pochi punti a favore e non credo che ne emergano in futuro. Penso tuttavia che anche i punti a favore, almeno sotto il profilo qualitativo, dei dealcolati siano altrettanto scarsi.
Senza che garantiscano l’immortalità.





