Sicuramente l’annata 2016 – diffusamente eccellente su tutto o quasi il suolo italico e non solo – ha dato un contributo non irrilevante alla buona riuscita di molti vini e il Roero Riserva di Cascina Val del Prete ne è testimone buono e valente. Ma ridurre ai favori di un’annata propizia tutto l’assaggio dei vini della “Cascina” è certamente limitativo, anzi, per essere espliciti, non è proprio giusto, visto che gli ottimi Roero Bricco Medica e la Barbera d’Alba Carolina sono stati concepiti con la ben più faticosa vendemmia 2017.
Alla resa dei conti, come spesso accade, nei grandi territori è la capacità del produttore di interpretare al meglio ogni singola annata il vero fattore decisivo. Con la parziale eccezione del Roero Vigna di Lino, ancora indietro nell’evoluzione, tutti i vini provati quest’anno hanno infatti evidenziato maturità bilanciate, frutti integri e strutture robuste non disgiunte da una giusta e apprezzabile dose di freschezza; senza tralasciare che la gestione complessiva dei tannini (rovere compreso, ovviamente) è sembrata decisamente ben registrata.
E nei vini rossi il tannino qualcosa conta…
I VINI di DIEGO PRESSENDA-LA TORRICELLA
La presenza piuttosto agguerrita di una serie di baldanzosi rappresentanti di varie tipologie di rossi langaroli, dal Barolo alla Barbera, dal Dolcetto al Nebbiolo, non ha affatto impedito all’unico vino bianco – annata 2019 – presentato in assaggio da Diego Pressenda, di farsi valere con una autorevolezza davvero sorprendente.
Non sorprende invece il fatto che si tratti di un Riesling, vitigno che evidentemente ha trovato nei territori e nella sensibilità dei produttori di Langa la complicità e l’intesa giusta per manifestare un carattere di spicco, visto la frequenza di casi “vincenti” raggiunti con questa uva da un numero crescente di barolisti.
Nel complesso i vini denotano un’apprezzabile coerenza d’insieme, le esecuzioni risultano precise e ben calibrate e, a prescindere da annata e tipologia, la ricerca di freschezza ed equilibrio è palese in tutti i vini provati.
Un po’ di Langa: i vini di Demarie
L’assaggio dei vini dell’azienda langarola Demarie ha alternato una sequenza di suggestioni non sempre sotto controllo. Se da un lato, infatti, è prevalso un senso di rassicurante prevedibilità, confortata dalla precisione tecnica dei vini provati, dall’altro è scoccata, inattesa e improvvisa, la scintilla per la sorprendente performance del Roero Riserva, come le note che seguono stanno a dimostrare.
91/100 ROERO RISERVA DOCG DEMARIE 2015
pulito e preciso nei profumi dal carattere terroso e balsamico; in bocca è sciolto, elegante, ben stilizzato, sapido e continuo in chiusura.
89/100 BARBARESCO DOCG DEMARIE 2015
note di rabarbaro, liquirizia, rose e prugne secche in evidenza; sapore ben calibrato con la presa tannica in particolare risalto nel finale dai contorni sapidi.
88/100 BAROLO DOCG DEMARIE 2013
sentori di confetture di ciliegie al naso e impatto piuttosto alcolico sul palato, è potente, intenso, con finale caldo e tannico.
87/100 BARBERA D’ALBA SUPERIORE DOC DEMARIE 2016
profumi intensi di prugne, amarene e violette; in bocca è intenso e continuo, di media lunghezza e apprezzabile nitidezza finale.
87/100 ROERO ARNEIS DOCG DEMARIE 2017
piacevolmente floreale nei profumi, è delicato e intenso al tempo stesso, preciso, lineare, equilibrato, di media lunghezza finale.
86/100 LANGHE DOLCETTO DOC DEMARIE 2017
colore vivo, intenso, giovanile, profuma di violette e susine fresche; in bocca mostra una gradevole e misurata dolcezza iniziale seguita da uno sviluppo lineare e un finale più semplice.
I cru di Enogea: la Mappa del Nizza – Marzo 2018
Interrompo la lunga sequenza degli assaggi montalcinesi, per segnalare la presentazione, avvenuta a Nizza Monferrato il 24 febbraio scorso, della nuovissima “enomappa” di Alessandro Masnaghetti, dedicata stavolta ai vigneti del Nizza.
Da semplice sottozona della Barbera Superiore d’Asti, la docg Nizza è passata nel 2014 al rango di denominazione autonoma, basata esclusivamente sul vitigno barbera e distribuita su ben 18 comuni. Con l’ascesa nelle gerarchie ufficiali sono conseguentemente, e anche giustamente, salite le ambizioni e le necessità di comunicare più fortemente la propria presenza ed affermare la propria identità. È nata così l’Associazione Produttori del Nizza che raccoglie le 51 aziende attualmente presenti in zona. Il territorio è vasto e, anche se gli ettari vitati sono al momento solo poco più di 200, l’esigenza di evidenziare le naturali differenze di esposizione, giacitura e caratteristiche pedologiche ha trovato un efficace, originale e aggiungerei intelligente approdo nella pubblicazione di un’inedita mappa dei vigneti del Nizza. Una scelta, aggiungo ancora, che dovrebbe essere presa ad esempio ed emulata anche da altre Associazioni o Consorzi di produttori.
L’incarico non poteva che essere assegnato a un professionista serio, scrupoloso, oltre che competente, come Alessandro Masnaghetti che, con il fondamentale apporto dell’Associazione, ha messo in atto una ricognizione minuziosa e capillare del territorio che ha permesso non solo di delimitare i confini dei vari cru, ma persino di assegnare loro, sulla base delle informazioni anche storiche raccolte, un nome che, si spera, renderà sempre più conosciute le colline e riconoscibili i vini del Nizza.
- www.ilnizza.net
Vini Rossi DOC – Ottobre 2017
| DENOMINAZIONE | NOME DEL VINO | ANNATA | AZIENDA | GIUDIZIO | VOTO |
| Alto Adige Cabernet Merlot DOC | Linticlarus Cuvée Riserva | 2014 | TIEFENBRUNNER | un po’ verde nei profumi ma ben definito, è fresco e maturo insieme, morbido, soffice, equilibrato, con finale leggermente vegetale di buona continuità | 87 |
| Barbera d’Alba DOC | Fides | 2015 | PIO CESARE | molto intenso nel colore e altrettanto ricco al naso, indirizzato senza incertezze sulla piena maturità del frutto; palato denso, succoso, di media articolazione e convincente concretezza | 88 |
| Barbera d’Alba DOC | Marminela | 2015 | ABRIGO GIOVANNI | colore molto giovanile, profumi dai contorni floreali e palato fresco, vivo, scattante, arioso, ben movimentato e stimolato da un’acidità continua e sottile | 89 |
| Barbera d’Alba DOC | Pio Cesare | 2015 | PIO CESARE | profumi di spezie e frutti rossi, sapore continuo, tonico, fresco e bilanciato | 87 |
| Bolgheri Rosso DOC | 1698 | 2014 | PIETRANOVA | lievi vegetalità al naso e bocca dalla struttura robusta, in rapporto all’annata, di apprezzabile freschezza finale | 84 |
| Bolgheri Rosso DOC | Poggio al Tesoro | 2014 | POGGIO AL TESORO | pulito, ben “civilizzato”, dalla morbidezza calibrata; di media energia e precisa esecuzione | 84 |
| Bolgheri Rosso DOC | Ruit Hora | 2014 | CACCIA AL PIANO | ha freschezza ma non vegetalità, è tonico, di buona tessitura ed equilibrio, piacevole, ben fatto | 85 |
| Bolgheri Rosso Superiore DOC | I Castagni | 2013 | SATTA MICHELE | denso, morbido, polposo, non personalizzato come altre etichette aziendali ma ben fatto; la chiusura è un po’ alcolica ma non sgraziata | 86 |
| Dolcetto d’Alba DOC | Pio | 2016 | PIO CESARE | colore vivo e intenso, nitido nei profumi di prugna e un tocco di cioccolato scuro, sapore fragrante, semplice ma riuscito, di facile beva | 85 |
| Dolcetto di Diano d’Alba DOC | Garabei | 2015 | ABRIGO GIOVANNI | molto speziato nei profumi, si avverte l’alcol all’impatto, è soffice, morbido, un po’ tannico in chiusura | 85 |
| Rosso di Montalcino DOC | Querce Bettina | 2013 | QUERCE BETTINA – BARENGHI VILMA SANDRA ELISA | caldo e maturo, soffice e gradevole, caratterizzato dalla viva acidità del sangiovese che favorisce l’allungo finale | 87 |




