Selezioni 2024, i migliori assaggi: RIECINE

Scovare un vino da indicare nella ricca platea di etichette di pregio proposta anche quest’anno – e forse anche più del consueto – da Riecine, è un compito davvero improbo. Tra La Gioia 2020, la Riserva 2021, la Gran Selezione Vigna Gittori e il “semplice” Chianti Classico 2022, è davvero arduo individuare un vino non da eleggere ma da relegare in secondo piano. Tuttavia il Riecine di Riecine 2021 si è mostrato davvero irresistibile, è addirittura uno dei migliori assaggi dell’anno e si merita ampiamente il gradino più alto del podio. Il plauso va comunque indirizzato all’intera azienda di Gaiole che, dopo una fase incerta, sembra aver trovato anche un assetto societario stabile e promettente per il futuro.

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Selezioni 2024, i migliori assaggi: ISTINE

La scelta lungimirante di Istine nel puntare sulla forza espressiva dei singoli cru di Sangiovese, imbottigliati per svariati anni come “semplici” Chianti Classico, non poteva che sfociare nell’approdo alla tipologia della Gran Selezione. La maturità dei vigneti e l’indubbio successo della tipologia hanno suggerito evidentemente questo passaggio che ha fatto scivolare di un anno l’uscita dei 2021 ma che è maggiormente rispondente alle esigenze del mercato e alle giuste ambizioni della proprietà. Sul piano strettamente qualitativo, il cambio di definizione non ha provocato nell’immediato variazioni significative, anche in considerazione del livello elevato già raggiunto in precedenza. È possibile, e anche probabile, che il periodo più lungo e completo di affinamento dei vini, mostri in maggiore misura i suoi effetti positivi con il passare del tempo, anche se già al momento l’annata 2021 ha pienamente risposto alle attese. Tuttavia, giusto per non essere a mia volta troppo prevedibile, il vino che eleggo a “coup de coeur” aziendale non è uno dei cru (Vigna Istine, Vigna Casanova dell’Aia e Vigna Cavarchione) ma il Chianti Classico Riserva LeVigne 2020 in una delle versioni più riuscite e convincenti di sempre.

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Verticale del Chianti Classico Riserva Vigna Barbischio di MAURIZIO ALONGI

Ho pubblicato nell’area riservata agli abbonati la degustazione verticale, completa dei dati analitici e dei raffronti con le recensioni passate, del Chianti Classico Riserva Vigna Barbischio di Maurizio Alongi, noto enologo senese. Ricordo bene l’esordio dell’annata 2015 che assaggiai in anteprima rispetto alla sua uscita sul mercato rimanendone immediatamente e assai favorevolmente colpito, come facilmente riscontrabile dalla recensione pubblicata a suo tempo. Le annate successive mi hanno via via dato conferma della bontà del progetto e, in accordo con il suo “creatore”, ho ritenuto che poteva essere il momento giusto per fare una prima verifica della sua evoluzione nel tempo attraverso una piccola verticale che ha permesso di testare nuovamente tutte le annate sinora imbottigliate, compresa la 2022 che uscirà solo nel prossimo anno.
Ottenuto dalle uve di due piccoli appezzamenti (Vigna Poggio e Vigna Sabbie) tra 417 e 455 m/slm, separati tra loro da una striscia boschiva, per una superficie complessiva di 1.26 ettari nei pressi della località omonima, nel comune di Gaiole in Chianti, il “Barbischio” costituisce un esempio mirabile di quanti possibili tesori viticoli possano essere nascosti nei vigneti di tutta Italia e non solo in Chianti. In questo caso la conoscenza del territorio, la sensibilità e il “fiuto” di Maurizio Alongi hanno dato il via a questa eccitante (il termine non è eccessivo) avventura che per il momento consegna a noi appassionati la possibilità di godere di un vino di assoluto privilegio, straordinaria espressione del Sangiovese dei “monti” chiantigiani.

Le note di degustazione e il servizio completo sulla verticale sono consultabili 
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SELEZIONE VINI 2023: MONTEROTONDO

Chi apprezza le forme meno impattanti ma più fresche ed eleganti del Sangiovese, ha il “dovere” di dedicare la sua attenzione ai due Chianti Classico (Vaggiolata 2020 e Riserva Seretina 2019) proposti dall’azienda Monterotondo in quel di Gaiole. Stavolta il confronto tra i due vini è stato meno equilibrato del solito grazie ad una performance particolarmente riuscita del “Seretina” e, probabilmente, al diverso peso delle annate in gioco.

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SELEZIONE VINI 2023: ROCCA DI CASTAGNOLI

Per una scelta del tutto personale, sulla quale, ovviamente, non cerco la condivisione, ho sempre evitato di ricordare la scomparsa di colleghi, produttori e, in genere, amici e conoscenti del mondo del vino. Per questo motivo mi viene difficile dover affrontare la recensione dei vini di Rocca di Castagnoli senza dover citare la dolorosa e improvvisa dipartita, avvenuta poco più di un anno fa, del loro bravo, appassionato, nonché troppo giovane enologo, Daniele Pagni. Un’eccezione in questo caso tanto doverosa quanto inevitabile.
Come altrettanto inevitabile è per me continuare a scrivere di vino e per l’azienda di Gaiole in Chianti continuare a produrlo.
In un contesto qualitativo come sempre molto affidabile, è risaltata la brillante prova del Chianti Classico Riserva Poggio a’ Frati 2019, forse meno sfumato del consueto ma dotato di un’energia naturale davvero coinvolgente che necessita di tempo per esprimersi appieno.

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