SELEZIONE VINI 2023: le “Stelle” dell’anno, episodio N. 22

Possiamo pur dire peste e corna del famigerato cambiamento climatico ma non sono pochi i casi – soprattutto nelle aree alte del Chianti Classico – favoriti dall’innalzamento delle temperature. Ci sarebbe da aggiungere che queste dinamiche sono state ulteriormente accentuate dallo sviluppo, e conseguente maturità, dei vigneti di Sangiovese impiantati tra la fine degli anni novanta e gli inizi del nuovo secolo. Nei fatti però è facile verificare che vini come quelli prodotti a Le Cinciole esprimano oggi una ricchezza inusitata, sconosciuta nel passato e talvolta perfino eccessiva.
Gli assaggi, effettuati nella scorsa estate, evidenziano uno stato di salute eccellente per l’azienda di Panzano, con i Chianti Classico (2020 e G. S. Aluigi 2019) che continuano a recitare un ruolo significativo, corroborato dalle prove lusinghiere degli altri vini, tra i quali, oltre a un Rosato di carattere e a un Petresco possente, brilla come una vera Stella un luminoso Camalaione 2018.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

SELEZIONE VINI 2023: FONTODI

Non sto certo a scoprire ora il valore dei vini di Fontodi, i cui vigneti sono situati in un’area che anche nel lontano passato era considerata di particolare pregio. L’etichetta di maggiore prestigio dell’azienda di Giovanni Manetti è senza dubbio il Flaccianello, ma quest’anno debbo andare un po’ contro corrente – ci sono abituato.. – ed eleggere come vino più coinvolgente un’altra etichetta storica di Fontodi, vale a dire la Gran Selezione Vigna del Sorbo. L’annata 2020 ce ne consegna una versione energica e un po’ irruenta come sempre, ma anche dotata di un contrasto e un dinamismo di fondo che ne esaltano il carattere.

Le note di degustazione sono consultabili qui, in area abbonati.

SELEZIONE 2022/23: TENUTA DI FONTODI

Il Flaccianello non è uno dei vini più facili da giudicare in fase giovanile. La ricchezza della struttura, la robusta cornice tannica che lo distingue, il senso di iniziale austerità, possono creare una “cortina” di dubbi sul reale valore della bottiglia che provi a degustare. L’annata 2019, in linea con lo stile della casa, non è esplicita ma fa intravedere sviluppi positivi e promettenti con la permanenza in bottiglia; tuttavia è inutile fare previsioni a lungo termine, è meglio attenersi alle impressioni ricevute al momento dell’assaggio. Tra le altre etichette provate segnalo invece con piacere l’uscita decisamente centrata della Gran Selezione Terrazze San Leolino e la prova sempre affidabile del Chianti Classico Fontodi, anch’esso annata 2019.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

SELEZIONE VINI 2021: FONTODI

Curiosamente i quattro rossi presentati nei mesi scorsi in assaggio da Fontodi facevano parte della stessa annata 2018 e trattandosi, nella sostanza, di tre Chianti Classico (Fontodi, Filetta di Lamole e Gran Selezione Vigna del Sorbo), con l’aggiunta di un “Igt” (Flaccianello della Pieve) sempre a base di Sangiovese, esistevano tutti i presupposti per una prevedibile omogeneità di valori. Come è facile immaginare, è successo quasi il contrario. La diversità riscontrata non sarebbe poi così sorprendente se teniamo conto delle caratteristiche dei vari vigneti, della loro età, collocazione come pure della caratterialità innata del Sangiovese; tuttavia il disallineamento è risultato particolarmente marcato proprio sui due vini più ambiziosi e a un Vigna del Sorbo, intenso ma anche scomposto e indecifrabile, almeno in questa fase, ha risposto una delle versioni più riuscite del Flaccianello, possente ma anche rigoroso, compatto e profondo.

Certo lo stile è di quelli che non ammettono mezze misure e chi ama i Sangiovese languidi, dai toni sfumati, difficilmente può restarne affascinato ma questo è un aspetto che accompagna quasi da sempre il Flaccianello che, come altri vini dalle caratteristiche spiccate e magari opposte, continuerà a dividere gli appassionati. Come ho detto e scritto in almeno sette-otto mila occasioni, il punto debole di un vino non è costituito dal tipo di stile adottato – le preferenze possono essere soggettive e mutevoli – ma dalla sua assenza, dal vuoto di personalità e identità.
Non è evidentemente il caso del Flaccianello.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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