I VINI DI CANDIALLE

Dopo aver pubblicato tre recensioni consecutive dedicate ad aziende di Gaiole in Chianti (Capannelle, Rocca di Castagnoli, Riecine), è il caso di spostarsi su un’altra area rinomata nel territorio del Chianti Classico, vale a dire Panzano. Inizierò con i vini di Candialle, una cantina dislocata nella parte “meridionale” della zona, non lontana da Fontodi. I tre vini provati esibiscono, con uno stile non tradizionale, accuratezza e precisione tecnica ben combinate con un’ammirevole maturità di frutto che favorisce l’equilibrio e l’integrazione dei tannini. Ancora giovani ma promettenti mancano, ragionevolmente, di un pizzico di complessità e profondità supplementari ma l’impressione d’insieme è lusinghiera e le prospettive incoraggianti.

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

UN CANAIOLO DI RAZZA

 

Tra le piccole-grandi sorprese di quest’anno devo annoverare i Canaiolo in purezza prodotti da Vallone di Cecione, azienda panzanese che mi ha sottoposto in assaggio le ultime tre annate imbottigliate (2016, 2017, 2018).

Profumi floreali, freschezza, bevibilità e tenuta (all’ossidazione), sono le caratteristiche che uniscono le tre versioni.

Per saperne di più basta accedere in zona abbonati.

Aggiornamenti dal tavolo di assaggio

AGGIORNAMENTI DAL TAVOLO DI ASSAGGIO

Mentre continuo ad assaggiare con il prezioso supporto di Alfredo Ciccio Grasselli (gli appassionati di basket sanno bene di chi sto parlando) presso il suo Ristoro San Martino, in questo periodo si accumulano molti arrivi “vinosi”. Tra questi mi piace segnalare l’iniziativa intrapresa dall’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti che non ha perso né il tempo né l’occasione di dimostrare di essere, almeno formalmente, un gruppo unito, compattandosi per l’invio collettivo delle campionature dei vini da proporre nelle degustazioni di quest’anno.

Ed è così arrivato un bel pancale composto da svariati colli che, certamente, costituirà un buon motivo, vista l’adesione praticamente unanime, per raccogliere le recensioni in un fascicolo interamente dedicato a vini e produttori panzanesi.

Per il resto, tanto per giustificare l’apparente inattività del sito, posso dire di aver completato il primo giro degustativo sui Nobile di Montepulciano che erano presenti prevalentemente con le annate 2017 e 2016. Inutile dire che, non solo per la frequenza più alta di tipologie più ambiziose (Selezioni e Riserve), è stato sin troppo facile accordare la preferenza ai 2016, millesimo universalmente (e quindi anche a Montepulciano) eccellente, ma a brevissimo pubblicherò le prime suggestioni ricavate dall’assaggio delle due annate.

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