Ecce Nobile!

Ecce Nobile!

Senza provocare fragori mediatici ma facendo perno sul lavoro assiduo e quotidiano, percorso con ammirevole tenacia e costanza, il Nobile di Montepulciano mostra una crescita continua soprattutto sul piano della consapevolezza stilistica. La correttezza tecnica e la ricchezza strutturale sono valori ormai consolidati da tempo ma il punto su cui sviluppare il cambio di marcia decisivo è dato (ed è un concetto valido per ogni tipologia di vino) dal raggiungimento di un’identità stilistica e territoriale che, senza tentennamenti, faccia dire a chi si appresta ad assaggiarne un bicchiere: questo è un Nobile!

Nell’ultimo Report pubblicato e dedicato ai Nobile 2015– selezioni e Riserve – il segnale in tal senso arriva forte e credo sia sufficiente citare qualche stralcio di recensione per rendere l’idea. Ed ecco, quindi, un piccolo, parzialissimo collage:

un timbro territoriale marcato… (Riserva – Boscarelli)

arioso, elegante, preciso, continuo…(SorAldo – De’ Ricci)

morbido, dotato di tannini di eccellente qualità…(Madonna delle Querci – Dei)

chiusura lunga e rinfrescante…(Riserva Quercione – Lunadoro)

fragrante, succoso, slanciato…(Santavenere – Triacca)

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