La Lastra è una delle aziende più apprezzate per le sue interpretazioni della Vernaccia San Gimignano, sia nella versione “base” che Riserva, ma in questa occasione la griglia dei vini assaggiati è stata dominata dalla presenza dei rossi (tre su quattro), dei quali ho apprezzato meno (tutto è relativo..) l’etichetta generalmente più quotata e rappresentativa, vale a dire il Rovaio. L’annata 2017 gli ha tolto probabilmente un po’ della consueta brillantezza ma, in compenso, altri due rossi, il CF (Cabernet Franc) 2016 e il Canaiolo 2018, lo hanno felicemente rimpiazzato sul podio aziendale esibendo con sicurezza il rassicurante canovaccio stilistico (freschezza, sapidità ed equilibrio) che rende i vini dell’azienda di San Gimignano così ben riconoscibili.
I VINI DI VALLONE DI CECIONE
Ho già avuto modo di parlare di Vallone di Cecione recensendo qui il suo ottimo Canaiolo in una mini-verticale di tre annate e non aggiungo altro a quanto affermato nell’occasione. Ma l’azienda di Panzano non limita la sua gamma produttiva solo al Canaiolo ma propone anche un robusto sangiovese in purezza dall’originale nome di Campo dell’Orzo, oltre al Chianti Classico. L’insieme dei vini che ho provato quest’anno è caratterizzato, a prescindere da annate e tipologie, dalla ricchezza di frutto e dalla decisa matrice sapida: doni innati del territorio che hanno evidentemente trovato le sensibilità giuste per essere valorizzati. Non resta che attendere conferme dalle prossime uscite.
UN CANAIOLO DI RAZZA
Tra le piccole-grandi sorprese di quest’anno devo annoverare i Canaiolo in purezza prodotti da Vallone di Cecione, azienda panzanese che mi ha sottoposto in assaggio le ultime tre annate imbottigliate (2016, 2017, 2018).
Profumi floreali, freschezza, bevibilità e tenuta (all’ossidazione), sono le caratteristiche che uniscono le tre versioni.
Per saperne di più basta accedere in zona abbonati.
I VINI DI CASTELVECCHIO (Filippo Rocchi)
La Fattoria Castelvecchio di Filippo Rocchi, a San Casciano Val di Pesa, è indubbiamente una delle aziende di maggiore spicco dell’area dei Colli Fiorentini. Indirizzata da tempo nella valorizzazione delle varietà locali, propone una gamma articolata nel pieno rispetto dei caratteri del territorio. Particolarmente interessanti mi sono apparsi i progetti relativi alla ricerca e messa a punto del Canaiolo in purezza, il Numero Otto, e del Chianti Colli Fiorentini Riserva Vigna La Quercia. Ambizioso, ma stilisticamente più prevedibile, è Il Brecciolino, originale blend a base di merlot, petit verdot e sangiovese. Di questi tre vini mi è stata proposta una mini-verticale di tre annate che illustro più dettagliatamente in zona abbonati.
Come di consueto, anticipio le note di uno dei vini degustati, il Vigna La Quercia 2016:
…ricco, tonico, dinamico, molto lungo nel finale, ben caratterizzato, mostra tannini di perfetta maturità e fusione oltre a un frutto integro.




