impatto vegetale-animale, il rovere è un po’ aggressivo, recupera tono e ariosità nel finale
83
Saint-Julien
Château Branaire-Ducru
2004
BRANAIRE-DUCRU
carnoso, robusto, di forte carica tannica, espansivo e abbastanza lungo nel finale anche se non finissimo
87
Saint-Julien
Château Ducru-Beaucaillou
2004
DUCRU-BEAUCAILLOU
ricco e concentrato, fa perno su un cabernet di grandissima qualità, con tannini fini e una tessitura densa e vellutata – finale lungo e speziato
93
Saint-Julien
Château Gloria
2004
GLORIA
compatto e non privo di eleganza, si avvale di un tannino fitto ed estratto con cura
87
Saint-Julien
Château Gruaud Larose
2004
GRUAUD LAROSE
piccoli rilievi vegetali al naso e un rovere che intralcia leggermente lo sviluppo, costituiscono i punti deboli – per contro, emergono con l’ossigenazione dettagli aromatici particolarmente fini, di matrice floreale e un sapore elegante, continuo e slanciato
90
Saint-Julien
Château Lagrange
2004
LAGRANGE
assai ben articolato sul piano aromatico, non delude sul palato, dal tatto cremoso e, comunque, grintoso nel finale
88
Saint-Julien
Château Langoa Barton
2004
LANGOA BARTON
pieno, sul frutto, privo di flessioni e di impennate, è morbido, rassicurante, piacevole
87
Saint-Julien
Château Léoville Barton
2004
LEOVILLE BARTON
vino dal potenziale notevole, dotato di una struttura imperiosa e promettente ma che, al momento, è un po’ limitato nell’espressione dalla presenza di un frutto surmaturo non finissimo
89
Saint-Julien
Château Léoville Las Cases
2004
LEOVILLE LAS CASES
ricco, ampio, non lunghissimo, con tannini dalla grana finissima, estratti con millimetrica attenzione e finale dai contorni elegantemente speziati
94
Saint-Julien
Château Léoville Poyferré
2004
LEOVILLE POYFERRÈ
è ancora un po’ marcato dal rovere che lo stringe in chiusura di bocca ma il frutto è fresco, integro e lo slancio promettente
89
Saint-Julien
Château Talbot
2004
TALBOT
il frutto è molto maturo, forse sin troppo, il tatto è soffice, privo di aggressività, elegante nella distensione e riccamente profumato nel finale – un vino già prontissimo
88
Saint-Julien
Clos du Marquis
2004
LEOVILLE LAS CASES
lievi cenni vegetali, conferma un lato verde nel finale ma è dotato di freschezza e di un frutto integro – è il second vin di Léoville Las Cases
fresco, equilibrato, ben fatto ma un po’ verde e corto nel finale
83
Graves
Château Ferrande
2004
FERRANDE
un po’ semplice ma piacevole, diretto sul frutto, fragole e cassis in evidenza – già ben bevibile
85
Graves
Château Rahoul
2004
RAHOUL
molto fruttato, diretto, gradevole ma semplice
83
Pessac-Léognan
Château Bahans Haut-Brion
2004
BAHANS HAUT-BRION
non nitidissimo al primo impatto, con qualche tratto animale-vegetale – il palato è però grintoso, l’acidità non manca e spinge – ancora indietro ma ha il suo carattere
85
Pessac-Léognan
Château Bouscaut
2004
BOUSCAUT
in riduzione iniziale, è di medio corpo ma apprezzabile freschezza – il finale trova slancio ma chiude sul vegetale
84
Pessac-Léognan
Château Carbonnieux
2004
CARBONNIEUX
ordinato, lineare, sa di ribes, more e rovere – il frutto è integro, la polpa non manca e il finale è di media lunghezza ma pulito
86
Pessac-Léognan
Château de Fieuzal
2004
de FIEUZAL
l’attacco sul palato è potente, quasi dolce, i tannini sono densi e bilanciati, il finale è pulito con eccesso di rovere – non brilla per stile e originalità ma è, convenzionalmente, ben fatto
87
Pessac-Léognan
Château Haut-Bailly
2004
HAUT-BAILLY
al primo impatto sembra sovraestratto ma si distende gradualmente, rivelando un’articolazione superiore, finezza tannica e carattere – farà parte, come sempre, dell’elite del millesimo
92
Pessac-Léognan
Château Haut-Brion
2004
HAUT-BRION
spezie orientali, note balsamiche e tabacco emergono nei profumi, ma è in bocca che mostra una classe superiore – i tannini sono estremamente freschi e fini, il finale, leggermente boisé, ampio e complesso
94
Pessac-Léognan
Château La Louvière
2004
LA LOUVIERE
piacevole, ha uno sviluppo continuo di discreta dolcezza, con finale abbastanza espressivo – buon equilibrio, media complessità
87
Pessac-Léognan
Château La Mission Haut-Brion
2004
LA MISSION HAUT-BRION
complesso, articolato, carnoso, massa e volume, stratificazione tannica, lunghezza, al momento solo potente, acquisterà eleganza con il tempo
91
Pessac-Léognan
Château Larrivet-Haut-Brion
2004
LARRIVET-HAUT-BRION
approccio pulito, qualche cenno di eovluzione – buona distenzione sul palato ma finale che non allunga adeguatamente – tannino saporito e fresco, chiusura sul rovere tostato
87
Pessac-Léognan
Château La Tour Haut-Brion
2004
LA TOUR HAUT-BRION
vino di buon volume dal carattere fruttato e speziato, ben sostenuto dal rovere – il finale è leggermente verde, di media lunghezza, con tannini saporiti
86
Pessac-Léognan
Château Latour-Martillac
2004
LATOUR-MARTILLAC
fresco, pulito, di buon peso con tannini non del tutto maturi
84
Pessac-Léognan
Château Les Carmes Haut-Brion
2004
LES CARMES HAUT-BRION
rigoroso, severo, quasi aggressivo al primo impatto ma dotato di un carattere rispettabile
87
Pessac-Léognan
Château Olivier
2004
OLIVIER
spezie e rovere tostato – largo all’ingresso, tannini ben presenti, finale abbastanza lungo – buono ma “imbottito” rispetto al suo profilo classico
86
Pessac-Léognan
Château Pape Clément
2004
PAPE CLéMENT
frutto maturo, molto rovere in supporto (in questa fase è ammissibile) – il finale è però equilibrato, con un frutto pulito
88
Pessac-Léognan
Château Picque Caillou
2004
PICQUE CAILLOU
fruttato dolce e rovere che si fa sentire – chiusura un po’ verde e ruvida
83
Pessac-Léognan
Château Smith Haut Lafitte
2004
SMITH HAUT LAFITTE
immediatamente note di torrefazione al naso – bella densità, tannini ben registrati, sviluppo continuo, finale che tiene bene sul frutto
89
Pessac-Léognan
Domaine de Chevalier
2004
de CHEVALIER
farraginoso al primo impatto, acquista scioltezza e distensione – il sapore è ben irrorato, ha dinamica e lunghezza – non è ancora sulla finezza ma è molto promettente
90
Pessac-Léognan
La Chapelle de La Mission Haut-Brion
2004
LA CHAPELLE DE LA MISSION HAUT-BRION
fruttato, intenso, pulito, calibrato nell’estrazione tannica – il finale è un po’ semplice ma piacevole
Il millesimo 2004 a Bordeaux non ha avuto una particolare considerazione ed è stato giudicato universalmente di medio valore qualitativo. In realtà questi giudizi sommari rispondono alle esigenze di un mercato mondiale sempre più portato alle semplificazioni e, conseguentemente, alle approssimazioni legate alle mode del momento. Il mio punto di vista è sempre stato leggermente diverso al riguardo e riporto di seguito uno stralcio dagli appunti che scrissi all’epoca (primavera 2005).
“Il millesimo 2004 ha avuto uno sviluppo graduale con raccolte verificatesi nel periodo compreso tra fine settembre e la metà di ottobre, ovvero quasi con un mese di ritardo rispetto all’annata precedente. Una vendemmia tardiva ma anche molto produttiva, con la conseguenza di mostrare una qualità piuttosto eterogenea nel territorio bordolese anche se il tratto comune dei vini del 2004 è dato dalla freschezza, dall’equilibrio, dall’eleganza. E’ l’anno, infatti, che ha tracciato un solco netto tra i produttori che sono intervenuti nel vigneto con vendemmie verdi ripetute per attenuare le rese finali, che hanno rischiato la raccolta a fine stagione al fine di ottenere una buona maturazione delle uve e coloro che, al contrario, non hanno operato in modo così rigoroso. E’ emersa nettamente anche la differenza tra i vari terroirs con i vigneti storicamente più pregiati a dettare legge e a giustificare la vecchia ma sempre indicativa classificazione del 1855.
Come tutti gli anni a Bordeaux il tema finale degli assaggi en primeur è costituito dalla domanda: riva destra o riva sinistra? Quest’anno è difficile dare una risposta secca anche se le punte di diamante dell’annata si trovano tutte o quasi nell’area del Médoc. In realtà, oltre alle scelte viticole di ogni château, è intervenuta una reazione non precisamente prevedibile da parte dei singoli vitigni. Il merlot, più diffusamente coltivato nella riva destra, è generalmente avvantaggiato da annate fresche e tardive in quanto varietà precoce ma è stato generalmente piuttosto difficile tenerne sotto controllo la produttività e, seppur morbidi e fruttati, i vini a base di merlot sono risultati carenti in fatto di complessità. In buona sostanza le migliori riuscite dell’annata sono da assegnare ai cabernet sauvignon, per la riva sinistra, e ai cabernet franc, per quella destra, pervenuti ad una completa maturità, in virtù delle rese ridotte, dell’età dei vigneti, dell’epoca di raccolta e infine della qualità dei vari terroirs. Il cabernet piantato nei terreni più profondi e caldi, dotati cioè di un sistema di drenaggio più efficace, ha raggiunto pertanto una magnifica maturità senza rinunciare alla freschezza e all’eleganza tipica del millesimo 2004. Così si spiegano sostanzialmente le differenze, mai così nette nel recente passato, tra i grandi classici del territorio e il resto del gruppo.”
DENOMINAZIONE
NOME DEL VINO
ANNATA
AZIENDA
GIUDIZIO
VOTO
Margaux
Château Brane-Cantenac
2004
BRANE-CANTENAC
tratti vegetali alternati ai frutti rossi emergono al naso – palato morbido, agile, quasi delicato e finale sul frutto
85
Margaux
Château Cantenac Brown
2004
CANTENAC BROWN
compatto e profondo al naso, con note di grafite e fondo boisé – bocca densa e morbida, con chiusura lunga dai tannini dolci – di medio carattere e complessità ma riuscito
88
Margaux
Château Dauzac
2004
DAUZAC
chiuso e concentrato nei profumi, dotato di un frutto maturo e di un’apprezzabile tensione gustativa – il finale è leggermente frenato dai tannini ma mantiene fragranza e freschezza
89
Margaux
Château du Terte
2004
du TERTRE
frutto intenso e integro, nessun accenno vegetale – è continuo, fresco, di buona lunghezza finale con tannini sottili
89
Margaux
Château Durfort-Vivens
2004
DURFORT-VIVENS
curiose note di confetture di fragole al naso – sapore piacevole ma semplice
85
Margaux
Château Ferrière
2004
FERRIÈRE
naso intenso e profondo con il rovere in evidenza – lo sviluppo sul palato è denso, pieno, confortevole – il finale è ben sostenuto anche se piuttosto boisé
88
Margaux
Château Giscours
2004
GISCOURS
profumi nitidi di frutti rossi (lamponi, fragole, cassis) – di calibrata dolcezza, ben diffusa sul palato, con tannini succosi – meno incisivo nel finale, di media complessità
88
Margaux
Château Labégorce
2004
LABEGORCE
profumi indirizzati sul frutto, di buona maturità – attacco morbido, quasi dolce, piacevole ed energico ma un po’ semplice e già molto pronto
86
Margaux
Château Lascombes
2004
LASCOMBES
profumi di spezie e torrefazione – fruttto, morbido, rotondo, con finale leggermente boisé – stile internazionale ben fatto ma non motlo caratterizzato
87
Margaux
Château Malescot Saint-Exupéry
2004
MALESCOT SAINT-EXUPERY
profumi di frutti neri e note balsamiche – è intenso, concreto, possiede grinta e naturalezza espressiva – al momento non finissimo ma di buona personalità
90
Margaux
Château Margaux
2004
MARGAUX
frutto di un disegno stilistico all’insegna dell’armonia assoluta, Margaux realizza in questo millesimo uno dei tanti capolavori del compianto Paul Pontallier – non possiede forse la profondità dei grandi millesimi ma è vino di grande classe e finezza
96
Margaux
Château Monbrison
2004
MONBRISON
sentori di fragole e cassis nei profumi – sapore morbido, pieno e bilanciato, con tannini saporiti e ben integrati – succoso e ben riuscito
89
Margaux
Château Palmer
2004
PALMER
straordinariamente elegante, con tannini setosi e raffinati, Palmer inizia, a partire da questa annata (sotto la direzione di Thomas Duroux), a risalire nelle quotazioni delle gerarchie bordolesi
94
Margaux
Château Prieuré-Lichine
2004
PRIEURE’-LICHINE
molto legno dolce (vaniglia, torrone) al primo impatto olfattivo – in bocca si sviluppa con ordine e un’apprezzabile grinta – finale intenso, leggermente boisé
87
Margaux
Château Rauzan-Ségla
2004
RAUZAN-SEGLA
un pizzico di rovere tostato si affianca al frutto maturo – in bocca convince per l’espansione e il diffuso senso di freschezza – finale intenso e pulito
91
Margaux
Château Rauzan Gassies
2004
RAUZAN GASSIES
ribes e confetture di lamponi al naso – sapore soffice, vellutato, molto piacevole e già molto equilibrato – manca di un tocco di carattere e complessità
89
Margaux
Château Siran
2004
SIRAN
compatto e profondo al naso, è denso, robusto, progressivo nello sviluppo, fresco nel finale
A due settimane dall’inizio degli assaggi dei Primeurs 2016 di Bordeaux, propongo una rassegna di assaggi ricavati dai miei appunti stilati nel 2005 iniziando con due Appellations “minori” come Haut Médoc e Listrac.
DENOMINAZIONE
NOME DEL VINO
ANNATA
AZIENDA
GIUDIZIO
VOTO
Haut – Médoc
Château Beaumont
2004
BEAUMONT
frutto da merlot in evidenza, ampio, morbido, un po’ semplice
84
Haut – Médoc
Château Belgrave
2004
BELGRAVE
potente, ricco, di stile internazionale, supportato abbondantemente dal rovere anche se il frutto è di buona maturità – finale intenso ma boisé
86
Haut – Médoc
Château Camensac
2004
CAMENSAC
frutto leggermente immaturo, frenato dal rovere ma dotato di un’apprezzabile purezza – il finale è un po tannico
85
Haut – Médoc
Château Cantemerle
2004
CANTEMERLE
frutto integro, tannino fuso, buona dinamica sul palato con tannini morbidi – di medio carattere ma bene realizzato
87
Haut – Médoc
Château Citran
2004
CITRAN
piuttosto verde, l’acidità è in netta evidenza come il rovere – vino magro, non del tutto maturo ma fresco e snello
84
Haut – Médoc
Château Coufran
2004
COUFRAN
pieno, morbido, espansivo, già molto pronto sei mesi dopo la vendemmia, anche grazie alla quota rilevante, e insolita nel Medoc, di merlot nell’uvaggio (85%) – piacevole, di medio carattere
87
Listrac – Médoc
Château Fonreaud
2004
FONREAUD
piacevoli sentori di cassis, spezie orientali e tratti mentolati – struttura ben disegnata, forse appena sovraestratto ma promettente
86
Listrac – Médoc
Château Fourcas – Dupré
2004
FOURCAS – DUPRÈ
assetto composto, frutto di discreta maturità, finale leggermente boisé – piacevole ma un po’ semplice
84
Listrac – Médoc
Château Fourcas – Hosten
2004
FOURCAS – HOSTEN
note vegetali e speziate, il rovere è ingombrante, il finale stretto e un po’ asciugato dai tannini
81
Haut – Médoc
Château La Lagune
2004
LA LAGUNE
vegetale netto, è verde e un po’ crudo ma anche molto fresco, snello, di buona lunghezza finale – manca un po’ di maturità ma non lo stile
87
Haut – Médoc
Château La Tour Carnet
2004
LA TOUR CARNET
frutto surmaturo, tannini morbidi ma finale calante – in debito di carattere
82
Haut – Médoc
Château de Lamarque
2004
de LAMARQUE
intenso, ha un frutto di piena maturità ma anche un rovere invadente e poco integrato
85
Haut – Médoc
Château Malescasse
2004
MALESCASSE
sentori di carne affumicata e tostature del rovere – massa tannica imponente ma impacciata
82
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L’immagine riproduce la copertina della versione inglese del mio libro I Grandi Vini di Toscana, uscito il 23 novembre 2016 nelle principali librerie italiane.
Il libro ripercorre, attraverso la descrizione di 69 vini selezionati e particolarmente rappresentativi, un periodo cruciale dell’evoluzione del vino toscano. Su ogni vino sono riportate le informazioni tecniche relative ai metodi di produzione, le note storiche, gli aneddoti, completando il tutto con una degustazione verticale di ogni vino scelto.
Dall’introduzione:
Da tempo meditavo di dare forma e sostanza alla raccolta di oltre venti anni di appunti, di visite, incontri, suggestioni e, soprattutto, degustazioni. Centinaia e centinaia di bottiglie aperte e provate, ma anche assaggi dalla botte, lo stesso vino degustato appena nato e poi testato più volte nel corso degli anni. Insomma. alla fine mi sono accorto di poter raccontare storie all’infinito. E avrei desiderato farlo con un editore toscano, perché un libro sui vini toscani prodotto “in casa” avrebbe avuto un significato tutto particolare. È fortunatamente capitata l’occasione di proporre l’idea a Giunti che ha manifestato immediatamente grande interesse e molta disponibilità per l’argomento. Ne abbiamo parlato, poi abbiamo rimandato l’inizio del progetto, perché un editore di cose da fare ne ha tante, e anch’io avevo le mie. Il progetto originale si è piano piano delineato con maggiore chiarezza a entrambi e alla fine abbiamo, come si dice, messo nero su bianco e l’avventura di questa pubblicazione è partita.
E qui devo premettere che un libro come questo non è un libro qualsiasi, dove si raccolgono le idee, si dà loro un ordine e si inizia a scrivere. Avrei anche potuto fare così, in fondo ho molti assaggi archiviati nel corso degli anni, bastava metterli insieme e il gioco era fatto. In realtà, avendo a che fare con una materia “viva” come il vino poteva essere sicuramente interessante proporre le impressioni che mi aveva fatto quella determinata etichetta dieci anni fa, ma sarebbe stata soltanto una somma di annate diverse, non una verticale vera e propria. Dopo tante degustazioni “orizzontali” (più vini della stessa tipologia e annata) che mostrano solo una faccia della luna, l’assaggio “verticale” permette di esplorare il carattere e il valore di un vino sotto una prospettiva del tutto diversa dal solito. E ne restituisce un’immagine più completa e profonda che va oltre il semplice piacere di una bottiglia…
Come ho scelto i vini? Chiaramente gran parte della selezione effettuata riflette semplicemente il mio gusto, è ovvio che molti dei vini presenti siano tra i miei preferiti sulla base degli assaggi effettuati in tanti anni di attività.
Nella scelta ho tenuto conto non solo delle mie preferenze personali, ma anche della rappresentatività delle varie zone e tipologie, e della presenza di originalità degne di nota. Ho completato l’elenco con vini che, anche se non proprio in cima ai miei desideri, hanno fatto parlare di sé in questi ultimi anni, raggiungendo un’alta reputazione sul piano nazionale e internazionale e che ho ritenuto interessante comprenderli in un’indagine qualitativa che poteva riservare (e riservarmi) qualche sorpresa.
Dopo aver maturato un adeguato bagaglio di esperienza lavorando per ristoranti e alberghi in Italia e Svizzera, Claudio Corrieri decide, nel 1994, di aprire Lo Scoglietto sul lungomare di Rosignano Solvay (LI).
Diplomato Sommelier nel 1996, coltiva la passione per il vino cercando di approfondire la sua voglia di conoscenza, attraverso letture, viaggi, frequentazione di corsi di aggiornamento e, soprattutto, stappando tante bottiglie.
Gestisce, nel frattempo, un altro locale, InVernice, che diventa nel giro di pochi anni il punto di riferimento per gli appassionati di vino dell’area livornese.
Nel 2010 inizia a collaborare con la prima edizione di Slowine e dall’anno successivo entra a far parte del team della Guida Vini dell’Espresso, curata da Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, fino al cambio di direzione, avvenuto un paio di anni fa.
Nello stesso periodo inizia il suo rapporto con il web, scrivendo articoli su vini del Rodano e della Borgogna per il sito diretto dall’amico Fernando Pardini (www.acquabuona.it) e continuando, nell’attualità, a mantenere una stretta collaborazione con Ernesto Gentili su queste pagine.
Da pochi anni si occupa, insieme all’amico (nonché valente degustatore) Daniele Bartolozzi, di importazione diretta di Champagne attraverso un’accurata selezione di piccoli produttori (www.lebollicine.eu).
ErGentili
ErGentili
Non ricordo quando ho assaggiato il mio primo vino, ma ricordo bene da quando questa passione si è trasformata in lavoro; e posso dire che ormai sono più di venti anni che, prima come collaboratore, poi come diretto responsabile, ho frequentato varie pubblicazioni specializzate del settore. Quanti vini sconosciuti e oggi apprezzati da tutti ho segnalato in questi anni? Ho perso il conto, ma confesso che ancora oggi continuo ad assaggiare con la stessa passione e voglia di ricerca di allora. Ed è questo che voglio fare, non faccio il filosofo, mi limito semplicemente a dire quanto e perché un vino mi piace. Ma lo faccio rivendicando un’autonomia e un’indipendenza di giudizio che oggi mi sembra merce assai rara. Per questo motivo credo ci sia lo spazio per proporre un sito imperniato seriamente e quasi esclusivamente sulle note di assaggio. Ernesto Gentili Per contattarmi: info@ernestogentili.it
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Dopo le prime collaborazioni con Slow Food Editore per le pubblicazioni Guida al Vino Quotidiano e Guida ai Vini del Mondo, ha iniziato nel 1994 a occuparsi della Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso-Slow Food, assumendo dopo pochi anni il ruolo di responsabile della Toscana; e successivamente anche di curatore per due edizioni dell’Almanacco del Berebene. Dal marzo 2003 è passato al ruolo di curatore, insieme a Fabio Rizzari, della Guida I Vini d’Italia del gruppo editoriale L’Espresso, seguendo tutte le edizioni successivamente realizzate, dalla 2004 fino alla più recente 2016. È stato membro permanente del Grand Jury Européen, ha al suo attivo anche varie collaborazioni con testate straniere, come la Revue du Vin de France, Decanter e la giapponese Wine Kingdom, oltre che con altre pubblicazioni specializzate italiane. Nel novembre 2016 è uscito in libreria il suo libro I Grandi Vini di Toscana (The Great Wines of Tuscany nell’edizione inglese), edito da Giunti.
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PREMI E RICONOSCIMENTI – Premio Casato Cinelli Colombini 2001 per Miglior articolo su Montalcino (per Slow Food Editore). – Premio Grandi Cru d’Italia 2008 come “miglior giornalista del vino”. – Segnalato dalla rivista inglese Decanter (gennaio 2010) tra i 10 personaggi più influenti del vino italiano. – Premio Lamole 2012: cittadinanza onoraria di Lamole. – Premio Casato Cinelli Colombini 2013 per Miglior articolo su Montalcino (per L’espresso Editore).
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