I Migliori Vini del Mese – Aprile 2018

 

Il consueto riepilogo dei migliori vini del mese è in questa occasione monopolizzato, con l’eccezione dei primi due vini in lista, dagli assaggi dei primeurs bordolesi, la cui pubblicazione sarà ultimata nei prossimi giorni.

 

ROCCAPESTA – Morellino di Scansano Riserva Calestaia 2013
Pulito nei profumi a prevalenza fruttata, è arioso, fresco, dinamico, continuo e lungo nel finale; i tannini sono setosi, ben integrati e il profilo stilistico è indirizzato decisamente sull’eleganza. – 91

ANTONIO CAMILLO – Maremma Toscana Ciliegiolo DOC Vallerana Alta 2015
Intensi profumi di ciliegie, pepe, spezie miste; il sapore è articolato, carnoso, cremoso al tatto, lungo nel finale. Ben definito nel carattere, è, ormai da anni, uno dei punti di riferimento della tipologia. – 90

 

Primeurs 2017

VINI ROSSI

CHÂTEAU CANON-LA-GAFFELIÈRESaint-Emilion Premier Grand Cru Classé
Caratterizzato al naso da eleganti sentori di buccia di arancia, mandarino, spezie orientali; in bocca è vivo, intenso, dinamico, arioso e succoso, dalla chiusura lunga e piacevole.  – 92

DOMAINE DE CHEVALIERPessac-Léognan
Profondo e complesso al naso, con note di spezie, grafite, un pizzico di peperone e cenni floreali; in bocca è fresco, continuo, dinamico, elegante e rinfrescato nel finale dalla presenza discreta dell’acidità.  – 92

CHÂTEAU RAUZAN-SÉGLAMargaux
Profumi nitidi di ribes, cassis, erbe aromatiche e spezie orientali; in bocca è disinvolto ed elegante, con un frutto presente e un’acidità viva e rinfrescante. Il finale è sapido, fragrante, di buona lunghezza.  – 92

CHÂTEAU SMITH HAUT-LAFITTEPessac-Léognan
Intensamente speziato al naso, con note di ribes e cacao sullo sfondo; l’attacco in bocca è denso, pieno, maturo, succoso, privo di flessioni, con tannini soffici. La chiusura è fresca ed elegante anche se non lunghissima. – 92

CHÂTEAU CLINETPomerol
Appena un po’ verde nei profumi ma dotato di un passo sciolto, elegante, arioso, ben stilizzato e anche lungo nel finale.  – 91

CLOS FOURTETSaint-Emilion Premier Grand Cru Classé
Profumi intensi di spezie, frutti neri, caffè; l’attacco sul palato è morbido, vellutato, succoso, con un’energia ben modulata e un rovere presente ma ben integrato.  – 91

CHÂTEAU PAVIE MACQUINSaint-Emilion Premier Grand Cru Classé
Intenso negli aromi dal carattere esotico di cedro, spezie orientali, torrefazione; pieno e denso, maturo e bilanciato, con tannini dolci e morbidi di eccellente qualità. Il finale è meno incisivo ma l’insieme è più che convincente.  – 91

CHÂTEAU LA LAGUNEHaut-Médoc
Pulito e preciso sul piano aromatico, è aperto, ampio, disinvolto nello sviluppo ed elegante nel finale. Molto buono.  – 90

CHÂTEAU POTENSACMédoc
Bei profumi di ribes e cassis, espressi con chiarezza, e sapore morbido, intenso, dotato di tannini densi e fini; il finale è lungo con gradevoli e rinfrescanti risvolti balsamici.  – 90

 

VINI BIANCHI

PAVILLON BLANC du CHÂTEAU MARGAUX Bordeaux Blanc
È l’unico vino, tra quelli recensiti, non assaggiato all’Hangar 14 – lo spazio organizzato e dedicato alle degustazioni dell’Union des Grands Crus – ma direttamente allo Château. Ed è un bianco dalla purezza cristallina, esplosivo nei profumi (agrumi, pesche, fiori bianchi, etc) e irresistibile sul palato. È tutto “issimo”: intensissimo, freschissimo, finissimo, con una chiusura interminabile dai lievi risvolti minerali.  – 97

DOMAINE de CHEVALIERPessac-Léognan Blanc
Ha un passo e un cambio di ritmo da campione di razza; i profumi si aprono gradualmente su note di camomilla, cedro, spezie orientali. In bocca mostra progressione e una chiusura lunghissima e molto promettente. – 94

CHÂTEAU SMITH HAUT-LAFITTE Pessac-Léognan Blanc
Convincente sul piano aromatico con profumi nitidi di fiori bianchi e agrumi; in bocca è intenso, equilibrato, articolato e complesso nel lungo finale. Una performance, come sempre, autorevole.  – 93

CHÂTEAU MALARTIC-LAGRAVIÈRE Pessac-Léognan Blanc
Ancora in fase di evoluzione aromatica, è tuttavia ben registrato sul piano gustativo: rotondo, polposo, intenso, sapido e dotato di una tensione elastica. Il finale è lungo e continuo.  – 92

CHÂTEAU LARRIVET HAUT-BRION Pessac-Léognan Blanc
Ancora un bianco di alto livello, poco concessivo nei profumi, con lievi sentori fruttati e vegetali, ma incisivo nello sviluppo del sapore che è teso, fine, ben articolato e lungo nel finale.  – 91

 

VINI DOLCI

CHÂTEAU LAFAURIE-PEYRAGUEY
Sauternes
Sfumato e complesso al naso con sentori di buccia d’arancia, cera, spezie orientali, pepe bianco; in bocca è ricco, denso, bilanciato, lungo nel finale dagli accenni rôti. Forse non è finissimo al momento, un filo di alcol si avverte in chiusura, ma ha un carattere energico e definito come pochi. – 94

CLOS HAUT-PEYRAGUEY
Sauternes
Agrumato e floreale al naso, è sfumato e complesso nei toni aromatici; in bocca affiora un pizzico di alcol ma anche un’eleganza e una dinamica superiori alla media, con finale lungo di limoni canditi.  – 93

CHÂTEAU de FARGUES
Sauternes
Un po’ chiuso e poco espansivo nei profumi, è denso, dolce, con un carattere rôti in rilievo, chiude lunghissimo lasciando presupporre uno sviluppo molto positivo nel tempo.  – 92

CHÂTEAU COUTET
Barsac
Molto floreale nei profumi, è fresco, guizzante, di media densità a centro bocca; la dolcezza è misurata e il tatto elegante, bilanciato, molto piacevole.  – 91

Bordeaux Primeurs 2017, Margaux – Aprile 2018

 

La rassegna dei vini delle aree più prestigiose del Médoc inizia dall’Aoc Margaux seguendo l’ordine di assaggio proposto dall’Union des Grands Crus all’Hangar 14. Sono molto affezionato ai vini di Margaux ma quest’anno debbo dire che, nella media, non sono stati i più brillanti dell’area médocaine. Fatta eccezione per le etichette più affermate (nei prossimi post parlerò di Chateau Margaux e Palmer), molti vini sono sembrati fermi, statici, bloccati da tannini poco aggraziati. Vedremo se l’affinamento e la permanenza in cantina faranno, come ci auguriamo, miracoli.

 

 

CHÂTEAU BRANE CANTENAC– Margaux
Distinto classicamente da un tatto soffice e vellutato, mostra un lieve contrasto tannico in chiusura ma ha un frutto integro e un’apprezzabile eleganza di fondo.  – 90

CHÂTEAU CANTENAC BROWN– Margaux
Intenso nel colore, è poco espressivo nei profumi e anche in bocca evidenzia una certa carenza di frutto con i tannini in rilievo nel finale. Migliorerà ma al momento non è al massimo della forma.  – 85

CHÂTEAU DAUZAC– Margaux
Piuttosto verde nei profumi e arcigno sul palato con tannini in posizione dominante; il finale è ancora duro ma non privo di carattere.  – 85

CHÂTEAU DESMIRAIL– Margaux
Semplice, leggero, scarsamente caratterizzato anche se gradevole; un po’ amarognolo nel finale.  – 83

CHÂTEAU DURFORT VIVENS– Margaux
Aperto nei profumi con note vegetali e agrumate in rilievo; il sapore è tonico, reattivo, succoso, equilibrato. Non complesso ma di bella naturalezza espressiva.  – 89

CHÂTEAU FERRIÈRE– Margaux
Robusto, compatto e composto, è tuttavia ancora condizionato dalla presenza ingombrante dei tannini. Sembra però avere le possibilità per trovare un equilibrio maggiore con l’affinamento.  – 86

CHÂTEAU GISCOURS– Margaux
Lievemente vegetale e anche un po’ esotico nei profumi dal fondo speziato, ha una struttura di medio peso, distribuita con misura ed equilibrio. Manca di un adeguato allungo finale ma è ben fatto.  – 88

CHÂTEAU KIRWAN– Margaux
Integro e intenso nel frutto, possiede materia e una buona dinamica; il finale è speziato e continuo. Non brilla per originalità stilistica ma è costruito con precisione.  – 88

CHÂTEAU LASCOMBES– Margaux
Morbido, quasi scivoloso sul palato, manca di grinta e carattere anche se è ordinato e piacevole.  – 85

CHÂTEAU MALESCOT ST-EXUPERY– Margaux
Non precisissimo sul piano aromatico ma almeno espressivo, con un attraente fondo balsamico in evidenza; il sapore non è particolarmente energico ma è ben articolato e dinamico nello sviluppo. Anche se non sembra all’altezza delle annate migliori, resta una delle firme più autorevoli della zona di Margaux.  – 88

CHÂTEAU MARQUIS DE TERME– Margaux
Non nitidissimo al naso, rivela una convincente tessitura a centro bocca ma la chiusura è alleggerita nei toni e corrugata nei tannini. – 84

CHÂTEAU MONBRISON– Margaux
Sentori di ribes al naso e sapore leggero, molto semplice, gradevole ma quasi evanescente nel finale.  – 83

CHÂTEAU PRIEURÉ LICHINE – Margaux
Preciso e pulito sul frutto, ha polpa, continuità e buon equilibrio; il finale non è molto incisivo ma è ben sostenuto da un impianto tannico morbido e compatto.  – 88

CHÂTEAU RAUZAN-GASSIES– Margaux
Soffice, fresco, arioso, lineare, ben disegnato anche se di medio carattere e scarsa profondità.  – 86

CHÂTEAU RAUZAN-SÉGLA– Margaux
Profumi nitidi di ribes, cassis, erbe aromatiche e spezie orientali; in bocca è disinvolto ed elegante, con un frutto presente e un’acidità viva e rinfrescante. Il finale è sapido, fragrante, di buona lunghezza.  – 92

CHÂTEAU SIRAN– Margaux
Robusto, quasi massiccio rispetto alla media, è un po’ sovraestratto ma la materia prima è comunque buona e promettente.  – 86

CHÂTEAU du TERTRE– Margaux
Piacevolmente speziato e floreale nei profumi, è dotato di freschezza e buona progressione gustativa; il finale è un po’ boisé ma l’insieme è convincente.  – 88

Bordeaux Primeurs 2017: appunti e chiarimenti – Aprile 2018

 

Qualche appunto “quasi tecnico” sui Bordeaux 2017 

Una caratteristica comune a molti vini rossi del millesimo 2017 a Bordeaux è costituita, almeno dal punto di vista tecnico, dalla scelta di limitare al minimo le operazioni meccaniche di estrazione di tannini, evidentemente non proprio maturi, durante il periodo di macerazione. È stato, pertanto, scarsissimo l’utilizzo di tecniche di rimontaggio e diffuso il ricorso al “vin de presse”, in una misura intorno al 10/12%. In effetti, alla prove di assaggio i migliori rossi bordolesi mostrano tannini già “civilizzati” e un equilibrio complessivo molto soddisfacente, magari a scapito della complessità o del potenziale di longevità (ma non è detto..). Prevalgono, quindi, la freschezza, l’eleganza, la bevibilità, rispetto alla potenza e alla concentrazione. Il che non mi dispiace affatto.

 

Classificazione dei vini assaggiati “en primeur”

A scanso di equivoci, mi sembra doveroso precisare che il voto, in centesimi, è unicamente riferito alle impressioni ricavate al momento dell’assaggio.

Trattandosi di vini ancora in affinamento – barrel sample– è molto probabile che il giudizio assegnato sia destinato a salire nel corso del tempo ma non mi sono comunque lanciato in previsioni futuristiche, del tipo oggi il vino X vale 90 punti, tra due anni sarà a quota 92, tra 8 anni e sei mesi raggiungerà i 95 punti e mezzo. O anche del tipo consumatelo tra il 2020 e il 2032. Fare queste proiezioni non costa niente e, di fronte a chi le prende sul serio, fai pure un figurone. Ma non mi è sembrato proprio il caso..

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