Quando si produce un vino eccellente come il Vin Santo del Chianti Collefresco 2012 è inevitabile che le altre etichette aziendali restino oscurate, e anche se il C66 e il Poggiotondo Casentino si esibiscono con l’annata 2018 in una delle loro prestazioni più convincenti, non è possibile tralasciare l’ennesima perla uscita dalla vinsantaia di Poggiotondo.
SELEZIONE VINI 2021: FATTORIA DI VEGI
Saldata storicamente al rispetto della tradizione la produzione della Fattoria di Vegi offre insoliti e non di meno interessanti motivi di riflessione. Alla resa dei conti, infatti, i vini che attirano le maggiori attenzioni non sono i Chianti Classico, come era plausibile attendersi, ma un Vin Santo e un vino bianco. Il primo, emblematico per la tipologia, è intenso e di carattere eppure privo di eccessi, non reso stucchevole da eccessi di dolcezza ma neanche irrigidito dalla secchezza tannica procurata da caratelli di affinamento esausti o appesantito dagli aspetti ossidativi (come capita in molti Vin Santo tradizionali), che sarebbero anche giustificati visto che si tratta di un 1995.
Si cambia totalmente fronte, invece, con il vino bianco che esplora, attraverso un blend inconsueto, un percorso decisamente attraente, con risultati….continua per gli abbonati.
SELEZIONE VINI 2021: IL POGGIOLINO
Quando un produttore presenta in assaggio “oggi”, nell’anno 2021, un vino del 1983 non ci sono motivi segreti e particolari da svelare, significa semplicemente che sa di avere un asso nella manica, anche se il vino in questione è un Vin Santo e Il Poggiolino ha una reputazione consolidata nella tipologia…
segue per gli abbonati
Il Vin Santo e altri vini della TENUTA di CAPEZZANA
Tra le etichette irrinunciabili dagli amanti del Vin Santo ha sempre un posto di rilievo quello prodotto dalla Tenuta di Capezzana che certamente ha segnato la sua storia e quella di Carmignano con i suoi rossi intensi e longevi, ma quando mette in pista il suo dolce nettare trova pochi rivali a contrastarla.
L’annata 2012, assaggiata pochi mesi fa, è in perfetta linea con l’alto standard qualitativo al quale ci ha abituato da sempre; non possiede forse la viva corrente acida e la profondità del millesimo 2010 a contrastare la sua straordinaria dolcezza e densità, ma non è in debito di freschezza e l’equilibrio è il suo punto di forza.
Tra gli altri assaggi debbo però segnalare di essere rimasto favorevolmente colpito dal disegno preciso e calibrato del Trebbiano 2019. Niente di eccezionale, intendiamoci, – Capezzana non è in Abruzzo.. – ma il tanto bistrattato Trebbiano toscano trova con questa interpretazione la sua piccola rivincita e una piena dignità.
ASSAGGI (MOLTO) SPARSI N. 21
Trovare un punto in comune o di raccordo in questo ennesimo gruppo è un esercizio vano e inutile; ma in fondo, perché mai i vini recensiti e raccolti insieme dovrebbero averlo?
Passando dal Vin Santo di Poggiotondo ai Montefalco dei Fratelli Pardi, dagli Etna di Settesoli-Mandrarossa agli uvaggi internazionali di Varramista, per finire con i Rosso Piceno di Velenosi, questa lista si distingue dalle altre soprattutto per essere la più disordinata.
Tuttavia, scavando nel mucchio, i motivi di interesse non mancano e vale la pena di scrutarla con la giusta attenzione.




