FEDERICO CURTAZ, il valore della finezza

Non scopro niente di nuovo a sottolineare il valore di Gamma e Kudos, i due bianchi etnei di Federico Curtaz che ho assaggiato nuovamente a distanza di un anno. Si tratta di due vini diversi, il Kudos presenta una veste più articolata e complessa dai richiami borgognoni ma il Gamma, espressione purissima del territorio etneo, non possiede minore attrazione, costituendo uno dei rari casi in cui il termine minerale è davvero appropriato. Associare, come in questi casi, l’istintiva facilità di beva a un potenziale di longevità difficilmente pronosticabile ma certamente notevole, è appannaggio di pochi bianchi italici. Potrei continuare a lodarli a lungo ma stavolta debbo far scendere dal palcoscenico i vini bianchi per far posto alla vera sorpresa di questo giro di assaggi, vale a dire l’Etna Rosso Il Purgatorio 2019. Un vino privo di qualsiasi intrusione di toni surmaturi o di ritorni boisé, come capita purtroppo di avvertire in alcune approssimative interpretazioni del Nerello Mascalese, che non spaccia una struttura evanescente per finezza (capita anche questo e non solo sull’Etna), ma fa affidamento su un’energia innata riuscendo a non farla essere banalmente appariscente.
Delicati e intensi al tempo stesso, sono vini, bianchi e rossi insieme, che affermano un carattere unico senza rinunciare all’equilibrio e all’eleganza delle forme.
Ed è questa la combinazione speciale che dà diritto alla definizione di finezza.

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