I VINI DI NITTARDI

Il trascorrere del tempo fa solo bene ai vini di Nittardi e gli assaggi di vecchie annate me lo hanno confermato ripetutamente. Non è che in fase giovanile non siano già sufficientemente apprezzabili ma quella punta di rovere si avverte ancora e la ricchezza di frutto e colore apportata dalla piccola quota di merlot presente nella Riserva di Chianti Classico non è del tutto nascosta. Dopo qualche anno di bottiglia queste lievi dissonanze si integrano con il resto e il vino si esprime con maggiore compiutezza, sfoderando armonia e carattere.
In certi millesimi questi meccanismi evolutivi si risolvono sollecitamente ma non credo sia il caso della Riserva 2017 provata quest’anno che, proprio per le particolari caratteristiche dell’annata, sfugge a facili pronostici e non sembra disposta a rivelarsi in tempi rapidissimi.

Decisamente meno arduo sarà scommettere sulla piacevolezza e la fragranza, già garantite allo stato attuale, delle altre etichette di Chianti Classico (Belcanto e Vigna Doghessa), come sui vini provenienti dalla dependance maremmana, l’ottimo Nectar Dei e il sorprendente Vermentino Ben (riuscito).

Seguono, per gli abbonati, le note di degustazione.

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