Poggio del Moro, un’azienda da conoscere

 

POGGIO DEL MORO

So poco o quasi niente dell’azienda che mi ha recapitato, pochi giorni fa, alcuni vini da assaggiare. Conosco, a grandi linee, la zona di produzione – ai margini sud orientali della provincia di Siena, a un passo dall’Umbria – e ho dato un’occhiata alle schede tecniche dei vini notando che privilegiano l’utilizzo di vitigni autoctoni, fatto che non costituisce, in sé per sé, motivo di distinzione né qualitativa né stilistica. Il dato più interessante che ho ricavato è dato probabilmente dalla prevalenza, insolita in Toscana, di terreni sabbiosi. Il resto – vinificazione, affinamento, altitudine, esposizione e fittezza dei vigneti – rientra in parametri normali. 

Non so chi si occupa degli aspetti tecnici (enologi, agronomi, cantinieri..) e, soprattutto, non conosco i proprietari. Se sono giovani, vecchi, simpatici, antipatici, perché facciano vino e se è la prima volta o lo hanno sempre fatto. Niente, a parte sapere che non sono italiani.

E debbo confessare che non mi dispiace affatto iniziare a conoscere un’azienda prendendo contatto e confidenza solo con le bottiglie che produce. Preferisco, e ho sempre preferito, partire da quello che mi “suggerisce” il bicchiere e fare, quando mi sembra ne valga la pena, il percorso al contrario.

In questa occasione ammetto di non aver trovato in assaggio vini memorabili – in fondo è davvero raro che accada -, ma l’impressione d’insieme che ho ricavato è più che favorevole, considerando che sto parlando di una realtà produttiva alle sue prime uscite sul mercato. L’impronta stilistica privilegia la bevibilità rispetto alla forza d’urto ed è avvertibile, con apprezzabile coerenza, in tutte le etichette proposte. 

Entrando nel dettaglio……segue per gli abbonati

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